giovedì 4 luglio 2013

Atac, basta ladri di lavoro?


Non ci sono ancora conferme ufficiali alla notizia, salvo un messaggio di un lettore su Repubblica, ma basta farsi un giro per le fermate della metropolitana per scoprire che sono scomparse quelle ingombranti presenze di volontari di un'associazione fra carabinieri in congedo e loro parenti che avevano sostituito gli addetti alle stazioni e vigilantes, il cui organico era stato ridotto, anche forse grazie a questa loro disponibilità, da 70 a 30 componenti.

Oltrettutto, l'unico compito di questi cosidetti volontari era di stare accanto ai tornelli d'ingresso, senza possibilità di accedere ai gabbiotti o negli altri locali delle stazioni, salvo emergenze. Emergenze per le quali non potevano far nulla, e meno male per noi, non essendo né tecnici né avendo fatto alcuna preparazione specifica.

Il loro compito era esclusivamente di fare da dissuasori di comportamenti scorretti grazie a delle pretenziose divise con bene in vista la scritta carabinieri, ma che apparivano molto in contrasto con la reale fisicità di chi le indossava. Fra nanerottoli, tabagisti incalliti, occhialute con fondi di bottiglia, toccati da Dio, tripponi col fiato corto, e penne bianche sul sentiero di Manitù (risparmiamoci le foto per pietà più che per rispetto della privacy) si poteva ben capire che l'unico criterio di selezione doveva essere stato l'essere parenti di un qualche carabiniere, o anche soltanto dei simpatizzanti. Una pratica che Alemanno, che li ha messi lì, ha dimostrato più volte di non disdegnare.

Sia chiaro, quello che qui si contesta non è lo spirito di partecipazione, né la pratica del volontariato che, anzi, sarebbe da incentivare (a patto che non diventi soltanto il serbatoio clientelare del politico di turno). Ma con l'attuale bisogno disperato di lavoro non è accettabile vedere alcuni offrirsi volontari per svolgere gratis o con semplice rimborso spese quel lavoro per cui sono stati lasciati a casa dei lavoratori. Sarebbe un comportamento non degno nemmeno del peggiore dei crumiri. E chiunque di noi, se fosse un carabiniere, non vorrebbe il nome della sua Arma associato a persone del genere.


Per capire meglio cosa c'era dietro questa "opera di volontariato" è utile andarsi a leggere la discussione che scaturì su Romatoday a ottobre scorso da una nostra segnalazione, dove persone evidentemente ben informate sulla vicenda, molto probabilmente perché direttamente coinvolte, hanno rivelato interessanti particolari:

Non è altro che la nuova politica di ATAC. Non assumendo personale quei pochi operatori di stazioni che ci sono vengono mandati nelle stazioni centrali,idem per le guardie giurate.
P.S. Quegli "sconsolati volontari" altri non sono che l'ANC- Associazione nazionale carabinieri- i quali hanno tolto il posto di lavoro alle guardie giurate per due buoni pasto al giorno (e si non sono proprio volontari...) e non hanno ne la competenze nè l'età per vigilare nelle stazioni.

Questo commentatore chiudeva i suoi interventi con un saggio appello che allora, sotto la giunta Alemanno, rimase inascoltato.

Credo che l'ANC debba fare un passo indietro e, capito che l'opera che stanno svolgendo non è di tipo sociale bensì è un lavoro vero e proprio, rifiutarsi di sostituire le gpg o gli operatori di stazione che con quegli stipendi ci mandano avanti una o più famiglie. A quel punto ATAC, che non potrebbe lasciare del tutto incustodite le stazioni, si vedrebbe costretta a richiamare quel personale che si è guadagnato fino a ieri la pagnotta onestamente.

Vedremo se adesso che il sindaco è cambiato, con Ignazio Marino al Campidoglio, davvero cambierà anche l'aria e si dirà basta a volontariati di facciata tornando a far presidiare le stazioni della metro (al momento sguarnite) da chi quei compiti è stato preparato a farli e che per il suo sforzo, per la sua competenza, per la nostra sicurezza e per il suo "diritto al lavoro", è giusto che venga assunto.

2 commenti:

  1. Ogni tanto li ho visti anche alla stazione Subaugusta. Alle 7 di mattina, in piedi davanti ai varchi a leggersi "Leggo", un volontario dalla capigliatura color neve. Nel frattempo, dai due varchi nascosti dietro il pilastro portante, allegri trenini stili carnevale di Rio. Vorrei proprio sapere nome e cognome di quel geniale architetto che ha riprogettato la stazione, mettendo l'uscita di sicurezza(con maniglione antipanico che viene sempre aperta dai portoghesi) e due varchi proprio ben nascosti dietro la già citata colonna portante.

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    1. Gothic, tu devi far ripartire il tuo blog. E' una fatica, sono pochi a leggere e soprattutto sembra che a nessuno freghi se si fanno segnalazioni di cose che non vanno e si mostrano vergogne. Ma serve a noi, per sfogare la rabbia che abbiamo dentro di fronte a tante palesi assurdità che si svolgono sotto i nostri occhi. Poi, apriti anche un profilo facebook, come ho fatto io, e attraverso quello avrai maggiore visibilità. Per parte mia mi impegno a condividere le tue segnalazioni (ovviamente quelle che condivido che, ne sono sicuro, saranno la quasi totalità) sul mio profilo. Dai, si vede che ne hai voglia e il nostro quartiere ha bisogno di tante voci per rompere il silenzio.

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