lunedì 23 settembre 2013

L'inganno di una scritta, carabinieri


Ma che ci facevano i carabinieri alla Festa di Fine Estate a presidiare ogni entrata e davanti al palco stabilendo con fare autoritario chi potesse passare e chi no? Era un'operazione di polizia, una retata o cercavano qualcuno fra la folla? Se lo sono chiesti in tanti, ma a quanto pare non si trattava di niente di tutto questo. Perché nonostante il fatto che la scritta più visibile e chiara sulle loro divise e pettorine fosse carabinieri, quei signori carabinieri non lo sono affatto. Sono soltanto pensionati, parenti e "simpatizzanti" dell'Arma appartenenti a un gruppo di Protezione Civile.

Tutta da capire quale fosse la loro utilità alla torretta, visto che per fortuna non ci sono stati né alluvioni, né crolli, né terremoti mentre nei compiti affidati alla Protezione Civile non c'è mai stata la gestione dell'ordine pubblico. E nè, in fin dei conti, quei signori e la scritta sulle loro divise sono serviti come deterrente, perché di cose spiacevoli nel corso della festa ne sono capitate, compresi furti e danneggiamenti. La mia personale e libera opinione (è reato esprimerla?) è che ci è toccato sopportare i modi sbirreschi di quei simpatizzanti degli uomini in nero semplicemente per far da vetrina a dei giganteschi ego...


 

La protezione civile è una cosa seria. Nata in questa forma per sopperire a una mancanza assoluta di capacità di intervento sul territorio sull'onda della tragedia del terremoto irpino del 1980, si è trasformata da tempo in piccoli feudi personali dei signorotti di turno che per vanità o vantaggio personale hanno fondato il loro gruppo indipendente e in perenne concorrenza con tutti gli altri. E questo mentre ai vertici, in nome di emergenze vere o presunte, si sono dati allegramente appalti, senza alcun controllo, a sciacalli pronti a lucrarci e a riderci sopra.

Una delle pagine più indegne delle cronache delle disgrazie del nostro paese fu vedere in tv dopo il terremoto del Molise del 2002 le decine e decine di gruppi con divise verde vomito, giallo ittero o marrone cacca sciolta accorsi a San Giuliano di Puglia (non chiamati da nessuno e sostanzialmente inutili, perché dell'unico edificio crollato in quel terremoto si occupavano già squadre di vigili del fuoco addestrate e preparate a quelle evenienze) che passeggiavano in comitive sorridenti a favore di telecamere per poter dire che loro c'erano, mentre intanto dei bambini stavano morendo sotto le macerie.

Di una protezione civile fatta di vanesi, egoisti, pressappochisti, ladri e buffoni, e anche di quelli che vanno alle iniziative del politico di turno o alle feste di quartiere per sfoggiare fosforescenti divise spacciandosi per tutori dell'ordine (cosa che non sono) non sappiamo che farcene. Ed è ora che ci si rimbocchi le maniche per cambiare la situazione, prima della prossima disgrazia.

PISCICELLI: si
GAGLIARDI:...oh ma alla Ferratella occupati di sta roba del terremoto perché qui bisogna partire in quarta subito...non è che c'è un terremoto al giorno
P:..no...lo so (ride)
G:...così per dire per carità...poveracci
P:..va buò ciao
G:...o no?
P:...eh certo...io ridevo stamattina alle 3 e mezzo dentro il letto
G:...io pure...va buò...ciao.


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