lunedì 30 settembre 2013

Pericolo, caduta lampioni


Nelle strade degli isolati di via Pasquale del Giudice e via Enrico Mazzoccolo, verso la Palmiro Togliatti, ad uno ad uno si stanno spegnendo tutti i lampioni rendendo tutta quella zona sempre più buia. Ma quel che è peggio è che almeno nel caso che vi mostriamo in foto alla prima giornata di forte vento c'è il rischio di caduta di quello che sembra un trasformatore arruginito che si vede spuntare dalla lampada lasciata irresponsabilmente aperta su un auto o proprio sulla gente che passa in strada.

Dettaglio della lampada con pezzi in metallo a rischio caduta; cliccare sulla foto per ingrandirla ulteriormente

La situazione ci è stata segnalata da uno dei primi affezionati lettori di questo blog, che non si è limitato a questo, ma si è attivato seguendo i canali ufficiali per provare a risolverla da solo e in fretta. Il suo tentativo (limitato alle luci spente perché ancora non si era accorto di quel pericolo) è consistito nel telefonare allo 060606 del comune di Roma, che ha provveduto a indirizzarlo a un ufficio tecnico del nostro municipio.

Questa è la situazione la sera in via Pasquale del Giudice, tre lampioni su quattro spenti; abbiamo dovuto schiarire la foto per far vedere qualcosa

Ma qui tutto il suo sforzo è risultato vano, perché l'addetto o funzionario col quale è riuscito telefonicamente a parlare lo ha informato che proprio quelle strade non dipendono dall'ACEA (pare fossero strade private diventate pubbliche), ma senza potergli indicare a chi allora rivolgersi. L'unico suo consiglio, di fronte alle insistenze del nostro lettore, è stata una metaforica alzata di spalle e un invito a formare un comitato di cittadini per andare a protestare in municipio con la presidente.

La foto di un tombino dell'illuminazione in via del Giudice e di uno ACEA nelle strade limitrofe; identici nel modello e nel produttore, ma su quello di via del Giudice manca l'indicazione del gestore proprietario

E allora, visto che con le buone non si arriva a soluzione, proviamo noi a denunciare i pericoli e i rischi per l'incolumità delle persone. E proviamo a farlo diffondendo questa notizia il più possibile, compreso fra i politici del nostro municipio (visto che i tecnici non sanno occuparsene), perché non possano dire il giorno in cui in quelle strade succederà qualcosa che "loro non sapevano". Da adesso in poi lo sanno.

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