giovedì 31 ottobre 2013

Almeno le toppe...

Il pezzo di strada sistemato (si fa per dire)

Sembrava che finalmente al comune e al municipio si fossero decisi a intervenire in piazza Sempronio Asellio e a eliminare quelle buche che fanno sembrare quella zona uno sterrato da rally, ma l'intervento si è limitato a un po' di toppe di asfalto, per giunta solo in un piccolo pezzo della piazza e probabilmente non per la volontà reale di tappare le buche, ma per il ripristino della viabilità dopo i lavori a qualche conduttura.

La striscia di asfalto nuovo parte dal lato dell'ufficio postale, ma si interrompe a metà piazza. Sulla parte dal lato di viale Nobiliore le buche ci sono ancora tutte, così come ci sono anche in tutta la parte bassa (dal lato verso via Papiria, per intenderci) dove non è stato fatto il benché minimo intervento

Il resto della piazza rimane nelle stesse deprorevoli condizioni di sempre

Sono anni che in quella piazza vige il degrado più assoluto. Di segnalazioni ne sono state fatte tante, compresa la nostra a gennaio scorso, che siamo anche riusciti a far pubblicare da Repubblica. Da allora nulla è stato fatto. E a questo punto sperare in una risistemata di quella piazza, con un nuovo riassetto e un'illuminazione decente, diventa pura utopia. Ma almeno le buche...

martedì 29 ottobre 2013

Dehors o parcheggio, questo è il dilemma


Non bastavano tavoli e sedie sui marciapiedi davanti a bar, pizzerie e ristoranti ad ingombrare il passaggio e a rendere difficile la vita ai tanti anziani, alle casalinghe con i carrelli spesa e alle mamme con carrozzine. Adesso nel quartiere spuntano anche i dehors, la cui caratteristica peculiare è quella di sottrarre posti auto. 

Cosa sono i dehors? Se una volta il caffè lo prendevamo al banco, se per fare i signori e se era una bella giornata ci sedevamo al tavolino, adesso la nostra "apericena" la facciamo comodamente seduti in quelle strutture esterne ai bar, con tanto di tettoia, piazzate proprio a bordo marciapiede, dove prima ci parcheggiavamo le nostre auto.

Ma se al Don Bosco il parco auto ha un'età media intorno ai dieci anni non è perché siamo appassionati di antiquariato. Se dalle nostre parti non si trova un posto per parcheggiare in strada, se non dopo giri di mezze ore, non è perché siamo così tirchi da non volerci pagare un posto in uno dei tanti garage del quartiere (dove, se paghi, i posti ci stanno). Se questo succede è perché di soldi in tasca ce ne girano sempre di meno.

Il dehors del bar pasticceria in via Publio Valerio

E ne abbiamo anche poche di auto in rapporto alla altissima densità abitativa del nostro quartiere. Ma quelle poche sono comunque tante e vanno messe da qualche parte. I posti auto sono, quindi, merce ricercata, e vederseli sottrarre allegramente da bar, pizzerie, frutterie, pasticcerie e persino panetterie, ecco, fa girar le balle.

Guardate quanto succede in via dei Consoli, nel tratto fra via Scribonio Curione e via Telegono. Palazzoni da otto piani da un lato all'altro della strada, una miriade di appartamenti e di proprietari d'auto, e all'improvviso vengono piazzati non uno, ma ben tre grandi dehors sulla strada. E come se questo non bastasse, il giornalaio, in crisi di visibilità, ha usato lo spazietto rimasto fra due dehors (ma comunque sufficiente per posteggiarci due o tre auto) per metterci i suoi cartelloni.

Via dei Consoli, tre dehors uno di fila all'altro

Quello in via dei Consoli, per l'anomala concentrazione di quelle strutture, è il caso più eclatante, ma non certo l'unico. Sono tanti i bar, le pizzerie e i ristoranti che li hanno installati o stanno pensando di farlo.

Non abbiamo modo di verificarlo, ma dobbiamo pensare che quei dehors non siano abusivi e che quindi c'è qualcuno che ha "autorizzato" quelle strutture, infischiandosene però di quello che è il loro impatto su un territorio così popolato e carente di parcheggi com'è il nostro.

Anche la panetteria in via Ponzio Cominio ha voluto il suo dehors

E' il buon senso che vorrebbe fossero imposti dei limiti a quelle strutture, ed è diritto del cittadino di chiedere ai suoi rappresentanti eletti al municio e in comune di essere informato, vigilare e di intervenire per mettere fine a questa sottrazione coatta di posti auto. Si aspettano risposte.

giovedì 24 ottobre 2013

SegnalAmianto anche al Tuscolano


Di amianto sui tetti e dentro i palazzi e persino nelle scuole del nostro quartiere ce n'è tanto. Come blog ne abbiamo scritto più volte mostrando foto e parlando di quelli che sono i rischi mortali (un mesotelioma non lo si augura a nessuno) nel respirarne anche una sola fibra portata dal vento.

Poco si è fatto. In quei palazzi con le tegole d'eternit vecchie, rotte, rattoppate e consunte dal tempo tutto continua come prima, senza che nessuno intervenga per "obbligare" i proprietari a una seria bonifica. In soccorso arriva però SegnalAmianto, il nome di un'iniziativa promossa da pochissimi giorni da KataWeb (cioè, da Repubblica), a cui i cittadini  possono segnalare, anche in forma anonima, tutte le situazioni a rischio di cui sono a conoscenza.

Chi vive vicino a un manufatto in amianto ha diritto a chiederne e ottenerne la rimozione o la bonifica. Su Kataweb Consumi abbiamo lanciato la campagna SegnalAmianto. Se vivete – o lavorate – vicino a delle strutture in eternit potenzialmente pericolose scrivete a segnalamianto@gmail.com


Ogni settimana aggiorneremo la mappa con le vostre segnalazioni. Alla fine della campagna (giugno 2014) pubblicheremo un resoconto e inoltreremo le vostre testimonianze alle Arpa (le agenzie per la protezione ambientale) regionali.

L'indirizzo a cui inviare le segnalazioni, lo ripetiamo, è: segnalamianto@gmail.com . Inoltre, all'interno della pagina di KataWeb troverete anche una mappa navigabile costantemente aggiornata con tutte le segnalazioni arrivate. Basta una breve descrizione e un indirizzo esatto, meglio ancora se accompagnati da una foto. Potete segnalare edifici con tegole di eternit, ma anche con cassoni dell'acqua, pannelli e superfici con vernici a base di amianto, se ne siete a conoscenza. Queste segnalazioni, assicurano sul sito, verranno inviate alle Arpa di competenze, le quali così, aggiungiamo noi, non potranno più far finta di non saperne nulla.

Una nostra parziale mappa degli edifici con tegole di eternit intorno a viale Marco Fulvio Nobiliore

martedì 22 ottobre 2013

Siamo alla frutta

Via dei Salesiani

Non è una metafora, parliamo proprio di frutta. O meglio, parliamo della pessima abitudine dei fruttaroli del quartiere di allargare le loro attività commerciali piazzando cataste di cassette sui marciapiede. C'è chi lo fa con una certa discrezione, che le cassette spuntano dal negozio in strada appena un po', quel tanto da far rimirare meglio la mercanzia in vendita. E poi ci sono quelli che invece debordano, considerando il marciapiede una loro proprietà e arrivando persino a sequestrare posti auto davanti alle frutterie piazzandoci cataste di vecchie cassette per farci il carico e scarico a piacimento.

E' il caso che ci è stato segnalato da un lettore del blog in via dei Salesiani, quasi all'angolo con via Publio Valerio, dove la frutteria aperta da pochi giorni si è già presa buona parte del marciapiede mettendoci un cassettone pieno di mele e altra mercanzia, oltre a indebitamente crearsi la sua personale e abusiva zona di carico e scarico col solito trucco delle vecchie cassette piazzate in strada. Ma non è l'unico caso. La stessa cosa succede anche su viale San Giovanni Bosco, di fronte alla scuola De Curtis, come si può vedere in questa foto.

Viale San Giovanni Bosco

Per non parlare della frutteria in via dell'Aeroporto, angolo via Flavio Stilicone, dove più che in normale negozio pare di essere ai mercati generali, per le torri di cassette piazzate in strada a sottrarre posti auto.

Via dell'Aeroporto

E il giro continua. Qui siamo in via Stilicone, angolo Calpurnio Fiamma, dove l'intero marciapiede è usato per fare mercato. Almeno questi non si sono presi posti auto, e il marciapiede lì è bello largo. Ma comunque fanno commercio dove non si dovrebbe.


A chiudere questa piccola selezione dei tanti casi simili che ci sono nel quartiere, la frutteria in via Marco Papio, che oltre a prendersi un bel po' di posti auto (almeno tre) ha anche ristretto il marciapiede con le sue cassette di frutta a un mezzo metro scarso di ampiezza. Lì bisogna passare in fila per uno. E per anziani in cazrrozzina e mamme con bambini non resta che la strada, scansando le auto.

Via Marco Papio

Dubitiamo fortemente che questi comportamenti siano consentiti dalla legge. Quello che però sappiamo è che non possiamo essere noi cittadini a farci carico di discussioni infinite con gli invadenti proprietari di quelle frutterie per i disagi che vengono dal restringimento dei marciapiedi e dal ridursi dei posti auto. Ad altri è affidato il compito di vigilare e di sanzionare, quando è il caso, questi comportamenti. A noi cittadini il dovere civico di segnalarli.

giovedì 17 ottobre 2013

Un pericolo in meno, ma il problema rimane


La plafoniera aperta di quel lampione in via Pasquale del Giudice dal quale spuntava un trasformatore a rischio caduta da molti metri di altezza su automobili e passanti e che vi avevamo segnalato in un precedente post è stata finalmente sistemata. Peccato però che i tecnici intervenuti non abbiano conseguentemente ripristinato anche l'illuminazione. In quella strada, infatti, continuano ad essere spenti tre lampioni su quattro, compreso quello su cui è stata effettuata la riparazione.

Come si presentava fino a qualche giorno fa quel lampione

Il motivo di ciò è per noi un mistero. Se probabilmente l'intervento è stato fatto sulla base della nostra segnalazione per quella che era una reale situazione di pericolo, si sarebbe dovuto intervenire anche per il ripristino totale di quei lampioni (segnalato anch'esso) e per evitare ai cittadini i disagi e i rischi della poca illuminazione in quel quadrante di strade.

Via Pasquale Del Giudice e i suoi lampioni spenti

Al cittadino che aveva provato a segnalare il problema al municipio è stato risposto da un addetto dell'ufficio tecnico, che non era in grado di aiutarlo, di formare un comitato e di chiederlo alla Fantino (la presidente del VII municipio). Possibile che si debba arrivare fino a questo punto per tre lampioni spenti?

martedì 15 ottobre 2013

Le invisibili strisce pedonali del Tuscolano

Piazza San Giovanni Bosco

Non si fa in tempo a rifarle che passa qualche settimana e il bianco delle strisce pedonali svanisce. Basta il passaggio di qualche auto, un po' di sporco, un acquazzone e di quelle strisce che dovrebbero servire a segnalare agli automobilisti un passaggio pedonale e a salvaguardare l'incolumità dei passanti non c'è più traccia.

Il problema strisce pedonali invisibili (ma un discorso simile va fatto anche per i posti auto per disabili) non è solo del nostro quartiere e riguarda tutta Roma, ma da noi sembra ormai diventato la regola. Per trovare delle strisce pedonali perfettamente visibili occorre guardare a quelle fatte annni fa, con tanta pittura così densa da sembrare calce e che spiccavano a rilievo dall'asfalto. Oggi, se vi è capitato di vedere degli operai all'opera, si usa una semplice pistola a spruzzo con pittura diluita al massimo: una passata veloce e via, in una nube vaporosa. 

Rapidi, efficienti e però anche incosistenti, visto che con questo sistema bisogna rifare quelle strisce in continuazione. E per di più, siccome i punti da rifare non vengono segnalati in anticipo, capita spesso di vedere strisce pedonali lasciate incomplete o fatte intorno alle auto parcheggiate a bordo strada. Guardate questa foto. E' stata fatta in via dell'Aeroporto dove recentemente è stato asfaltato un pezzo di strada e conseguentemente sono state rifatte anche le strisce pedonali. Paradossalmente si vedono di più le strisce vecchie (sulla sinistra) che le nuove, già ormai quasi invisibili.


Queste altre foto sono state scattate davati alla scuola media Cecilio Secondo di via Spurinna e alla Italo Svevo di via Salvioli. Due punti molto a rischio e lasciati in completo abbandono. Per fortuna che almeno in un caso (via Salvioli) ci sono i cartelli di segnaletica verticale, altrimenti l'automobilista non avrebbe alcun avvertimento per prestare attenzione ai ragazzini che escono da scuola.


E come dicevamo, la questione riguarda anche i posti per disabili. In alcuni casi, viste le lunghe attese, è capitato anche che siano stati gli stessi disabili a tracciare le strisce gialle (a volte anche con un po' di furbizia, prendendosi un po' più spazio di quanto concesso). Ma questo in foto è lo stato delle strisce di molti di quei posti auto, ormai in molti punti del tutto scomparse, e che quindi autorizzano gli automobilisti a sconfinarci sopra non avendo più limiti di riferimento.

Piazza San Giovanni Bosco angolo via Calpurnio Pisone

C'è evidentemente qualcosa che non funziona nel sistema con cui il municipio gestisce la cura delle segnalazioni orizzontali. Facendo qualche ricerca abbiamo trovato che quel servizio è stato affidato (qui il pdf) alla Cooperativa Cantieri Sociali X Municipio per la somma di 20.000 euro. Sembrano tanti soldi, ma riguardando gli interventi da giugno 2013 a fine anno e su tutto il vastissimo territorio dell'ex X municipio forse poi non lo sono. Ventimila euro sono il segno di un affidamento lavori fatto al ribasso, e quindi logicamente al ribasso è anche la qualità del lavoro fatto.

Il contratto è scritto in un burocratese estremo, difficile da decifrare per noi comuni cittadini. Ma quello che a noi sembra mancare in quelle poche paginette di incomprensibile linguaggio (magari qualcuno più addentro di noi può chiarircelo) è proprio una richiesta di rispetto di standard qualitativi e di possibilità di verifiche sul lavoro svolto.


Ma a parte il rispetto o meno dei contratti, servirebbe soprattutto che i nostri amministratori si rendessero conto, una volta e per tutte, che così non si può continuare e che ogni incidente che avviene a causa di quelle strisce malfatte è anche responsabilità loro. E cioè di chi, pur avendone il compito, non si attiva per risolverlo preferendo rimanere in silenzio. Su di noi cittadini, per come sono ora combinate le nostre strade, ricadono tutte le conseguenze di questa loro poca cura per il "bene pubblico". Occhio a quando attraversate.

giovedì 10 ottobre 2013

Il cinema Atlantic chiuderà


L'annuncio è stato fatto ufficialmente da Massimo Ferrero, il nuovo proprietario del circuito di sale appartenuto a Cecchi Gori: il cinema Atlantic chiuderà ad inizio anno per una ristrutturazione che durerà, nelle intenzioni, fino all'autunno del 2014.

Lo vogliamo trasformare in un multiplex da nove sale: sarà il simbolo del cinema in città, quello a due passi da casa, dove poter parcheggiare, mangiarsi una pizza e vedersi un bel film

Che quel cinema avesse bisogno di una urgente ristrutturazione è cosa nota. E' da un bel po' che campeggiano all'ingresso gli avvisi sull'aria condizionata rotta mentre sui monitor ormai spenti sono affissi foglietti stampati o addirittura scritti a pennarello per far capire in che sala sono i film. E dentro non va certo meglio, fra poltrone sporche e lacere e un senso d'abbandono e di polvere che fa passare qualsiasi voglia di andarci a vedere un film.


Se quindi quella della ristrutturazione e della trasformazione del cinema Atlantic da sei a nove sale (ma dove troveranno lo spazio?) può sembrare una buona notizia, ci sono purtroppo precedenti che ci inducono a maggior prudenza. Roma è piena di sale dismesse e ormai chiuse del tutto o trasformate, con opportunistici cambi di destinazione d'uso, in centri commerciali. Un esempio vicino a noi è l'ex cinema Bristol, quasi di fronte all'Atlantic, oggi diventato Shopping Center Tuscolano. Ed è la stessa sorte prevista e contro cui si battono da tempo i dipendenti del cinema Maestoso.

C'è anche chi ha fatto una mappa delle sale cinematografiche romane dismesse e dimenticate

Per cui, con tutta la diffidenza del caso e la notizia certa che praticamente per tutto il 2014 quelle sale saranno chiuse, incrociamo le dita perché non scompaia anche l'ultimo cinema (di prima visione) rimasto in tutto questo quadrante di Roma e che si vigili, da parte delle istituzioni e degli stessi suoi lavoratori, perché davvero si faccia quella ristrutturazione di cui l'Atlantic ha davvero bisogno.

mercoledì 9 ottobre 2013

Pedonalizzare il Don Bosco...!?!?


Ma davvero in comune e municipio vogliono pedonalizzare  piazza San Giovanni Bosco e tutto il quadrante di strade attorno? No, non ho bevuto. Semmai l'hanno fatto quelli che hanno avanzato questa idea sull'onda della proposta del sindaco Ignazio Marino di creare zone pedonalizzate anche in periferia. Ne ha scritto Il Messaggero un paio di settimane fa, ecco l'articolo.

La pedonalizzazione si dovrebbe estendere a macchio d’olio in altri quartieri di Roma. Il primo cittadino ha chiesto ai presidenti di Municipio di presentare un elenco delle strade in cui vietare l’accesso ai veicoli e lasciare quindi via libera ai pedoni... ...In VII municipio, potrebbero essere pedonalizzati due quadranti: quello di piazza San Giovanni Bosco e quello di piazza Finocchiaro Aprile e via Francesco Valesio, strade vicine al mercato Appio I.

L'idea è certamente suggestiva. Pensate per un attimo alla piazza e a tutte le strade attorno senza auto né di passaggio né in sosta. Bello, vero? Il problema è però che oltre ai sogni occorre confrontarsi anche con la realtà dei più di 50.000 abitanti del nostro quartiere concentrati in poco più di un chilometro quadrato, con densità abitative che in alcuni punti sono fra le più alte d'Europa. 

Gente che va e viene, negozi e attività commerciali da rifornire, un traffico continuo anche dei pendolari dai Castelli, che oltre all'asse di via Tuscolana usufruiscono anche delle strade attorno (le nostre) per non rimanere imbottigliati nel traffico. Cosa succederebbe se l'intero quartiere non potesse più muoversi se non a piedi?

Ma poi, si può già scommettere sul come andrà a finire questa straordinaria idea. La pedonalizzazione si ridurrà a qualche domenica straordinaria, con straordinaria segnaletica e straordinari per i vigili chiamati a presidiare la zona. E quindi costi straordinari che saranno sottratti alle spese ordinarie. 

Ci sarà chi ne sarà felice. Sicuramente lo saranno i ragazzini e le loro mamme che per qualche ora potranno far finta di stare al parco anche sotto casa. Ma in special modo ne saranno contenti i politici artefici, che invece di ammettere l'idiozia di un'idea irrealizzabile si prenderanno il merito di averne realizzato soltanto un pallido simulacro, a nostre spese...

lunedì 7 ottobre 2013

Reale patrocinio o solita furbata?


Qui i conti non tornano. Ma davvero il nostro municipio ha dato il patrocinio a una mera attività commerciale? Perché questo è quello che dovrebbe significare quel logo SPQR nella parte alta della locandina con la scritta Roma Capitale Municipio Roma VII: che qualcuno ha presentato domanda e qualcun altro l'ha approvata.

E i conti non tornano perché sul sito del comune di Roma leggiamo che i patrocini vengono concessi:

...a soggetti pubblici e privati per iniziative dirette a perseguire il pieno sviluppo della persona umana nonché la valorizzazione e la promozione della cultura, delle arti e della scienza del territorio.

Ma qui stiamo parlando di una banale palestra privata con accompagnamento musicale, niente a che vedere con la cultura o con la valorizzazione del nostro territorio. Se quindi quelli di Zumba sono considerati degni di patrocinio allora dovrebbero esserlo anche tutte le altre attività commerciali, ivi comprese quelle dell'ultimo fruttarolo del quartiere, perché con tutte le vitamine che fornisce al "pieno sviluppo della figura umana" è il minimo riconoscimento che gli si possa dare.


E' possibile anche che quel logo sia stato messo lì "con faciloneria" (per non dire altro) dai gestori della ballopalestra. Ma già almeno in un'altra occasione il nostro municipio (allora era il MuniX) aveva dimostrato tutta la sua "faciloneria" (sostituite il termine con l'epiteto che preferite) concedendo nel 2011 il patrocinio all'Oktoberfest a Capanelle, cioè a una iniziativa prettamente commerciale che al massimo celebrava la cultura tedesca e una bevuta di birra in compagnia (e non di vino dei castelli).

Ovviamente non c'è modo per noi, da semplici cittadini, di controllare la validità di quel patrocinio senza recarci in municipio e scoprire la procedura burocratica necessaria o implorare il politico di turno di farlo per noi. Per cui, in attesa che qualcuno ce lo chiarisca in via più o meno ufficiale, ci limitiamo a porci degli interrogativi: reale e pretestuoso patrocinio o solita furbata?

giovedì 3 ottobre 2013

Rimozioni auto e moto abbandonate - piccola guida


E' un annoso problema del nostro quartiere (ma non nostra esclusiva) che ogni tanto si riaffaccia. Sono decine e decine, per non dire centinaia, le auto e le moto che giacciono abbandonate e senza assicurazione nelle nostre strade e che sottraggono posti macchina o costituiscono un rischio per tutti.

In un certo numero di casi si tratta di mezzi rubati e messi nei punti "più tranquilli" del quartiere per poterli comodamente fare a pezzi. Se aveste sospetti in tal senso, prima ancora di decidere come comportarvi, potete inserire il numero di targa su questo sito del ministero dell'Interno. Avrete una immediata risposta e consigli su cosa fare.

Ma questo è paradossalmente il caso più semplice. Il difficile è quando ad abbandonare le auto sono stati gli stessi proprietari perché non potevano più occuparsene. Senza andare a indagare sulle motivazioni, che a volte possono essere molto serie, vogliamo ricordare loro che un auto ferma permanentemente su una strada pubblica deve essere comunque assicurata e che si è responsabili per ogni danno potesse venire dalla sua sola presenza.

Per essere chiari, se qualcuno decidesse di usare auto o motorini abbandonati per nasconderci abitualmente della droga e venisse arrestato porterebbe nei guai anche l'inconsapevole proprietario che ha la sola, ma grave colpa di una mancata vigilanza. E' interesse quindi degli stessi proprietari (o dei loro eredi, c'è purtroppo anche questa eventualità) di provvedere alla loro rimozione.

Motorini abbandonati e senza targa

Per molti qui la faccenda si complica, perché bisogna scoprire a chi rivolgersi, dove chiamare un carro attrezzi, quali documenti fare e soprattutto quali costi affrontare. Per tutti loro, senza voler spingere verso un servizio piuttosto che un altro (per cui ci limitiamo a mettere il link), segnaliamo quello pubblicizzato dallo stesso comune di Roma, che invita a rivolgersi a un numero verde dove l'operatore raccoglierà i dati e fisserà un appuntamento per mandare un carro attrezzi a prendere il veicolo. Il costo di questo servizio, almeno a gennaio 2012, epoca in cui è stato scritto l'articolo che usiamo come fonte, è di 78 euro con targa o di 40 euro per un veicolo non immatricolato.

Rimangono poi i proprietari ostinati e quelli che non possono in alcun modo. In quei casi il cittadino volenteroso è costretto a segnalare direttamente i veicoli abbandonati. Ma per riuscire a sapere se lo sono davvero ha bisogno di controllare alcune cose. Innanzitutto deve verificare se l'auto espone un contrassegno assicurativo valido. Già solo questa grave inadempienza può giustificare una rimozione diretta. Stesso discorso, se a mancare è la targa. Poi occorre verificare se i mezzi in questione sono posteggiati in divieto di sosta (se anche con rimozione) o su marciapiedi (come nel caso di tanti motorini). E' importante in questi casi sollecitare un controllo da parte dei vigili perché anche la sola multa per divieto potrebbe tornare utile per un motivo che spiegheremo più avanti.

L'altro elemento da tener presente è il fattore rischio. Un'auto o moto vandalizzata, bruciata del tutto o in parte, con pezzi mancanti o addirittura spuntoni sporgenti arrugginiti (anche minimi) costituisce un rischio possibile per chi ci si trovasse a passare accanto. E nelle segnalazioni, se il mezzo si trova anche in una sola di queste condizioni, occorre farlo presente con forza e prima di ogni cosa. E' importante farlo, perché altrimenti si ricade nel semplice abbandono, che ha tempi molto più lunghi.

Auto rifugio e/o magazzino di qualcuno andata a fuoco fra luglio e agosto in piazza San Giovanni Bosco

L'annoso problema l'abbiamo chiamato, e ne avevamo già parlato tempo fa. Quei mezzi che vediamo fermi da epoche indefinite e che ci danno l'impressione in certe strade del quartiere di vivere all'interno di uno sfasciacarrozze. Il punto però è che non possiamo noi stabilire che quei mezzi sono davvero abbandonati. Potremmo sbagliarci o addirittura mentire per vendette, manie o antipatie personali. A certificare l'abbandono devono essere i vigili. Per questo, dal momento in cui la segnalazione del cittadino viene verificata (cioè dal momento in cui i vigili l'annotano e vanno sulla strada a controllare) devono passare ben 60 giorni. Solo dopo questo periodo si può considerare il mezzo abbandonato e intervenire col carro attrezzi. Qui torna il discorso che facevamo sulle multe per divieto. In quei casi diventano esse la testimonianza ufficiale che quel mezzo è lì fermo da una data precisa.

Come vedete, torna più volte la parola vigili, gli unici a potersene occupare. E quindi è a loro che il cittadino interessato può e deve rivolgersi per queste segnalazioni. Il numero da chiamare per il comune di Roma è lo 060606 che vi smisterà all'ufficio a voi occorrente. Lì sicuramente troverete informazioni migliori e più precise di quelle di questa guida.


Riportiamo anche la testimonianza di Marina, un'amica di questo blog, che si è attivata in più casi, compreso quello dell'auto vandalizzata e abbandonata davanti all'asilo Pan di Zucchero che vi avevamo segnalato e che per fortuna ha avuto una soluzione positiva.

Vi informo che ho parlato con la sala operativa del municipio VII ex X 0667695495 segnalando il problema. In più mi hanno dato il numero da fare per auto abbandonate, lo 0667695480, cosa che ho fatto...

La sala in questione è quella della Polizia Locale del nostro territorio: U.O. Gruppo X Municipio P.zza Cinecittà 11, Cap 00174 Tel. 0667695495 - 67695496 - Fax 0671544891. E qui trovate numeri e indirizzi anche delle sale di tutte le altre zone di Roma a cui rivolgervi se ne aveste necessità.

L'impegno di Marina è stato premiato con la rimozione di quell'auto. E in più abbiamo scoperto anche che già altri avevano fatto identica segnalazione, segno che non c'è poi così tanto disinteresse fra i cittadini del nostro quartiere per le questioni comuni, come potrebbe sembrare a uno sguardo superficiale. Certo però che è assurdo che il cittadino debba attivarsi individualmente per far rimuovere dei veicoli abbandonati quando essi sono sotto gli occhi di tutti, compresi di quelli che dovrebbero occuparsene per compito e professione, tecnici o politici che siano.

Vi prego di considerare questa guida per quello che è: una raccolta di notizie trovate qua è là in rete, probabilmente con omissioni e inesattezze o ormai superate, fatta da un cittadino non certamente esperto, ma che cerca di fare del suo meglio per risolvere un problema reale delle nostre zone.

mercoledì 2 ottobre 2013

Differenziata, orari sbagliati AMA


Si persevera nell'errore da parte dell'AMA. La foto riguarda uno dei punti di raccolta in via Licinio Stolone di quel misto duale di cui abbiamo parlato tante volte. Sul cartello si legge che la raccolta si effettua dalle 5,30 alle 7,00 e sabato e festivi dalle 7,00 alle 8,30, mentre se si va sul sito dell'AMA lì la raccolta per quel particolare punto è indicata dalle 6,30 alle 8,00 e nei festivi dalle 7,00 alle 8,30, come infatti è.

In realtà c'è ben poco mistero dietro questa differenza di orari. E gli abitanti del quartiere (quasi tutti, ed è quel quasi che crea i problemi) ne sono a conoscenza. Quei cartelli apparvero all'improvviso, dal giorno alla notte, ai punti di sosta dei camioncini, ma furono oscurati dopo soli due mesi perché si scoprì che in tutti erano stati indicati gli orari originari di quando era cominciato quel servizio, senza tener conto della modifica successiva avvenuta comunque molti mesi prima.

Lo stesso cartello in una immagine presa da Street View di qualche mese fa che mostra come allora fosse coperto

C'è poi il sospetto che gli stessi pali e le strisce gialle per terra fossero stati messi arbitrariamente e senza alcun permesso. Per cui, coprirli tutti con buste di plastica potrebbe anche essere stata ritenuta la scelta migliore, rimandando al solito "poi" ogni soluzione. Ma adesso che quelle coperture stanno cadendo a pezzi e che rispuntano i vecchi orari (lo ripetiamo, tutti sbagliati) sarebbe necessario che chi di dovere se ne occupasse. 

Attualmente sono ben pochi i cittadini a portare i loro rifiuti agli sfaccendati autisti dei camioncini. Ma quei pochi, indotti in confusione anche da quei cartelli sbagliati, spesso lasciano i loro sacchetti di umido per terra. E non è né un bel vedere né un buon odorare. Quindi, per quei pochi, ma per la gioia di molti, sarebbe il caso finalmente di occuparsi di quelle tabelle, modificandole con gli orari corretti oppure, vista la loro probabile illegittimità, levandoli del tutto