domenica 10 novembre 2013

La lezione di una piazza vuota


Era davvero poca la gente ieri in piazza San Giovanni Bosco per la manifestazione promossa dai No discarica sull'Ardeatina che, nelle intenzioni, avrebbe dovuto lanciare un movimento comune sulle tematiche ambientali partendo proprio dal nostro VII municipio vittima (e lo sappiamo bene) delle disastrose scelte del comune di Roma in materia di rifiuti con quel fallimentare metodo chiamato misto duale.

Ad assistere a quella triste (dispiace dirlo) pantomima di vecchi retaggi assembleari anni '70 c'erano una cinquantina di militanti del Centro Sociale Spartaco e di altre esperienze simili, altrettanti (sempre militanti duri e puri) venuti dal presidio di Falcognana, più un centinaio circa di curiosi o di gente (famiglie con bambini e anziani con le loro personali sdraio), che in quella piazza ci sarebbe stata comunque, manifestazione o non.

Sicuramente ci sono state pecche sul piano organizzativo. Pochissimi nel quartiere sapevano della manifestazione perché non le è stata fatta nessuna pubblicità. Non che si voglia invitare ancora alla brutta abitudine di tappezzare i muri di manifesti, ma se non si attacca nemmeno un volantino con lo scotch ad ogni portone come si può pretendere poi che i cittadini accorrano?


E anche leggere sui pochi manifesti in rete che la manifestazione si sarebbe svolta in "piazza Don Bosco" non li ha aiutati, perché ha messo una distanza fra loro e noi cittadini che sappiamo bene che è il quartiere a chiamarsi Don Bosco, mentre la piazza è San Giovanni Bosco. Una pedanteria, certo. Ma leggere la denominazione sbagliata della piazza in un qualche modo sottile suggerisce che gli autori di quei manifesti non siano del quartiere e di conseguenza non degni di tanta attenzione.

Altra grande pecca è stata nell'autoreferenzialità degli organizzatori locali, che invece di coinvolgere quelle seppur poche, frammentarie, individualistiche, contraddittorie, litigiose, egoistiche e anch'esse autoreferenziali altre realtà del quartiere si sono chiusi a riccio volendo essere gli unici referenti politici di un nascente (ma non certo per quello che si è visto ieri sera) movimento ambientale. E infatti la cosa non deve essere andata giù ad alcuni, in particolare a quelli del presidio antidiscarica di Falcognana, che sul loro sito, in un articolo di apparente autocritica, scrivono:

Non nascondiamoci dietro a un dito qualcuno non ha operato come avrebbe dovuto perché non ha avuto il coraggio di mettersi in gioco avendo dovuto rispondere a precise indicazioni. Così facendo ha però scelto di percorrere la strada di vecchie logiche, le stesse che hanno portato a frammentazioni immotivate, ciascuno attento alla conservazione della propria bandierina.

Esattamente la stessa impressione che ne ho ricavato io assistendo ieri sera a quella iniziativa. Ma poi, quali erano le proposte e le rivendicazioni che quella manifestazione voleva lanciare? Da persona attenta a queste tematiche e a quanto accade nel quartiere ho fatto fatica a trovare notizie nei giorni passati. E quelle lette, a mio modestissimo parere, erano solo vuoti slogan. Forse bei principi, ma che finché non vengono tradotti in proposte concrete non danno il segno di che cosa si vuole e in che direzione si vuole andare.


Non credo di dire delle assurdita se affermo che si deve partire dai "bisogni" dei cittadini dando loro delle "risposte" convincenti e condivisibili per riuscire a coinvolgerli su delle battaglie comuni. Siamo di fronte alla "realtà" di sempre più quartieri alle prese con l'immondizia per strada per le inefficienze di una municipalizzata, l'AMA, che ci ha imposto in modo coercitivo metodi sbagliatissimi, ma utili a qualcuno per assumere parenti e camerati. Ed è basandosi sull'analisi di questa realtà "monnezzara" che si deve ragionare su possibili soluzioni, ma sempre rapportate al territorio e alla popolazione su cui ricadranno.

Di tutto questo nella manifestazione, fra vaghi slogan e pretenziosi interventi da primi della classe alle prese con la lettura dei propri egotici diari ai quattro gatti presenti, ieri sera in piazza non c'è stata traccia.

4 commenti:

  1. Hai perfettamente ragione, su tutta la linea. Ieri ho ascoltato un po' di interventi ed è stato un po' amaro sentire inveire contro il capitalismo in una piazza semideserta e in parte buia (ben tre lampioni sono spenti da settimane, lasciando completamente al buio due attraversamenti pedonali. Ho telefonato all'acea venerdì sera, dopo aver preso i numeri dei lampioni -5, 6 e 7 - , nessuno aveva ancora segnalato il guasto). Questo quartiere ha davvero tantissimi problemi, ma come aspettarsi solidarietà verso i comitati contro la discarica della Falcognana quando non siamo in grado neppure di accorgerci che stiamo noi stessi da anni scivolando rapidamente in uno stato di abbandono e incuria?

    Hai scritto:
    "Non credo di dire delle assurdita se affermo che si deve partire dai "bisogni" dei cittadini dando loro delle "risposte" convincenti e condivisibili per riuscire a coinvolgerli su delle battaglie comuni."
    Pienamente d'accordo.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Meglio infatti parlare dei bisogni. Avevo notato anch'io i lampioni spenti ed ero indeciso se farci un post sopra. Questo perché spesso, specie d'estate, mi è capitato di vedere mezza piazza al buio (non sempre la stessa metà) per decisione da centrale di risparmiare sull'illuminazione. Vedendone non uno, ma tre spenti insieme, ho pensato a qualcosa del genere. Evidentemente però, visto che ormai quei lampioni sono spenti da giorni, non è questo il caso e siamo davanti ad un guasto.

      Quello su cui però ho ancora dubbi è sulla necessità di essere noi cittadini a dover segnalare all'Acea questi disservizi. Credo (ma non sono un esperto) che abbiano dei sistemi di rilevazione automatica e che quindi possano accorgersi da soli di quando qualche lampione, soprattutto quelli grandi della piazza, ha un problema. Ma nel dubbio, hai fatto bene a segnalarli, grazie.

      Elimina
  2. Ciao a tutti,
    sono passato per vedere cosa fosse ignaro appunto della manifestazione.
    Vi prego però di ricordare una cosa (sciocca ma di basi solide).
    Si parla di sporcizia, discariche, abbandono e quant'altro.. tutto perfettamente giusto e in pieno accordo con le mie convinzioni!
    Bisogna però "istruire" chi DEVE pubblicizzare gli eventi di non IMBRATTARE e far diventare, appunto, una discarica i portici di della piazza affiggendo manifesti (contro la legge.. che lo vieta!!!) sui colonnati ed addirittura sui muri dei palazzi.
    Dico questo perché si è bravi a manifestare ed inveire ma poi, nel pratico, ci comportiamo fregandosene del rispetto e del proprietà altrui.

    Scusate se sono andato OT ma bisogna partire dai piccoli gesti per poi affrontare argomenti più grandi sia come impatto che, naturalmente, come problematica

    ps
    Drogo, mi piacerebbe che facessi un articolo anche su questa problematica.. già il nostro quartiere è una discarica, se poi ci si mettono anche gli attacchini..

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Almeno per questa volta non si può rimproverare nulla agli organizzatori di quella manifestazione. Di manifesti della loro iniziativa attaccati sui muri non se ne sono visti in giro, nemmeno uno (anche se è probabile che questo sia dovuto più alla scarsa organizzazione che a una volontà improvvisamente anti imbrattatoria).

      Ne sono, anzi, rimasto stupito. Non perché volessi manifesti sui muri, ma perché in giro non si sono visti nemmeno volantini. Una volontà ben precisa, secondo me, di "non comunicare" alla cittadinanza limitandosi ai canali riservati in rete a precisi gruppi già sensibili all'argomento e a loro affini.

      Ma per tornare sul piano pratico, almeno un articolo sui manifesti abusivi l'ho fatto: La carica degli zozzoni. Allora riguardava le elezioni, ma il discorso non è diverso dall'oggi. Quei manifesti affissi dove non si doveva, invece di essere utili ai candidati, hanno trasmesso un senso di degrado che ha portato i cittadini a non votare proprio quei nomi. E' segno che le cose stanno cambiando e che sarebbe meglio per le forze politiche trovare nuove forme di comunicazione, più incisive, che vadano oltre ai vuoti slogan e più accettate, oltre che più civili.

      Elimina

Nota. Solo i membri di questo blog possono postare un commento.