giovedì 19 dicembre 2013

Differenziata AMA, le nostre proposte


Che sia chiaro, non pensiamo affatto che l'arrivo dei nuovi cassonetti per la raccolta dell'umido (da noi invocati per anni) risolverà tutti i problemi del quartiere eliminando di un colpo solo le discariche a vista che si sono create davanti a ogni cassonetto.

L'abbiamo ripetuto più volte, se l'immondizia deborda in quel modo non è per la differenziata fatta male dai cittadini, ma per il mancato svuotamento nei tempi dovuti dei pochi cassonetti rimasti (di ogni tipo) dall'introduzione nel 2010 del famigerato sistema misto duale. Ma è anche colpa, va detto con chiarezza, di quegli automobilisti che posteggiando davanti ai cassonetti ne impedivano e ne impediscono ancora adesso il corretto svuotamento.

Ma una certa esperienza come blog e come cittadini che hanno vissuto sulla loro pelle il disastro AMA ce la siamo fatta. Per cui, anche se probabilmente non ci ascolterà nessuno, né al comune né al municipio e tantomeno all'AMA, vogliamo avanzare qualche proposta che, secondo noi, aiuterebbe a ridurre i disagi che vengono da questo tipo di raccolta dei rifiuti... 

Educazione

Non si nasce imparati. Di come dividere i rifiuti, di cosa va da una parte e cosa va nell'altra, a larghe linee, lo sappiamo tutti. Vetro, plastica, carta, organico. Ma poi, di fronte certi materiali, sorgono molti dubbi. Per esempio, il vasetto dello yogurt usato va nel cassonetto nero o in quello blu. Va prima lavato o si può buttare così com'è? E sempre parlando di yogurt, che fare di quei vasetti ormai scaduti dimenticati in frigo? Li si può buttare così come sono o bisogna sobbarcarsi la fatica di svuotarli e pulirli? E il tetrapack? E i cartoni della pizza sporchi di unto? Vanno nel cassonetto della carta o in quello del indifferenziato? E i preservativi usati...? Sono un'infinità i dubbi che possono sorgere sulla corretta differenziazione dei rifiuti. E per questi dubbi non basta un banale depliant, ma vanno fatti corsi e organizzati incontri (nelle scuole, nei centri anziani nelle sedi delle associazioni culturali del quartiere, senza politici al seguito) per spiegare l'importanza della differenziata e per aiutare i cittadini a farla correttamente, in modo che questo sforzo sia davvero "condiviso".

E non coercizione

E tutto questo senza lo spauracchio delle multe e dei controllori, che da noi sono serviti solo ad indispettire ancora di più gli abitanti del quartiere. Ogni proposta deve essere discussa preventivamente e ne debbono essere spiegate le ragioni, alla ricerca di un consenso che deve venire principalmente da quelli su cui ricadono le conseguenze di quei provvedimenti. Pensare che invece basti dare un ordine per ottenere cieca obbedienza su un sistema alla prova dei fatti fallimentare è da idioti più che frutto di autoritarismo.

Sacchetti e depliant nelle case

Si deve provvedere a una distribuzione capillare, condominio per condominio e ripetuta nel tempo, dei sacchetti appositi per i rifiuti, come del resto (anche se a fasi alterne) si faceva presso i punti mobili. Sono tanti i cittadini coscienziosi che pur impegnandosi a fare la raccolta dell'organico la invalidano mettendo il tutto in buste di plastica non riciclabili. E questo perché le attuali buste dei supermercati (pur classificate come biodegradabili) si rompono e si bucano all'istante, e quindi diventano inservibili per contenere i colanti rifiuti organici. Fra l'altro, una tale distribuzione capillare nei condomini può essere anche l'occasione per una nuova distribuzione di depliant esplicativi e uno stimolo ulteriore a impegnarsi in quel tipo di raccolta.

Delimitare le piazzole dei cassonetti

C'è una brutta abitudine da parte di alcuni furbastri del quartiere, ed è quella di spostare i cassonetti, magari mettendoli di traverso, per potersi parcheggiare più comodamente. La penuria di posti auto non giustifica questo comportamento, perché il danno che ne consegue, rendendo impossibile lo svuotamento di quei cassonetti, è per tutta la cittadinanza. La segnaletica orizzontale può, in questo caso, stabilire una zona in cui il divieto di sosta è assoluto. E quindi ogni auto beccata oltre quella striscia può essere multata e rimossa senza equivoci.

Cambiare l'imbocco del cassonetto multimateriali

Ci si chiede di raccogliere e differenziare in casa  con quattro contenitori diversi. Ma poi, quando si arriva al cassonetto blu, con quella stretta apertura circolare, tocca aprire le buste e infilare una per una le bottiglie di plastica o di vetro e i tanti altri oggetti raccolti, a volte più grandi della stessa risicata apertura. Un tempo in più che non sempre si ha, specie la mattina quando si deve correre al lavoro. Va quindi cambiato l'imbocco con uno più largo, come ad esempio è quello del cassonetto bianco della carta. Se invece quell'apertura più stretta è frutto di una misura di sicurezza per impedire al vetro rotto di fuoriuscire, si può usare un sistema di cassetto a ribalta. Ma è essenziale, se si vuole una differenziata partecipata, che si possa inserire tutto un sacchetto in un colpo solo.

Pedale cassonetti neri (o grigi)

Rispetto ai vecchi cassonetti verdi il pedale per aprire il coperchio su quelli neri è molto più in basso, quasi a livello strada. E quando i cassonetti sono addossati al marciapiede diventa impossibile servirsene. Sollevare il coperchio dalla maniglia non è agevole per tutti, anche perché  spesso la sporcizia su di essa non invoglia a quel gesto. Il risultato sono un sacco di sacchetti per terra o appesi di lato. Il suggerimento è di prevedere un secondo pedale più in alto dell'attuale o altra soluzione tecnica equivalente.

Aumentare la frequenza dei passaggi dei compattatori.

Sembra una banale richiesta, ma la nostra impressione è che i passaggi dei compattatori siano calcolati sulla media del tempo di riempimento completo dei cassonetti. Per cui, il compattatore passa solo quando il cassonetto è strapieno, con la gente costretta a lasciare il di più per terra o, peggio, a infilarlo negli altri cassonetti mischiando tutto. E' sbagliato sostenere che il cittadino potrebbe spostarsi in un altro punto per conferire i suoi rifiuti, perché a meno di cambiare quartiere la situazione sarà identica ovunque. E' per questo che vanno raddoppiati i passaggi dei compattatori. Facendo un esempio, se un cassonetto nero ci mette 24 ore a riempirsi, il compattatore deve passare ogni 12 ore, quando è al 50% e non dopo 24 ore e un minuto, quando ormai tutta l'immondizia è per terra, buona per ratti e scarafaggi.

Sabato e domenica, più compattatori

E' il grande paradosso nella raccolta dei rifiuti. Sabato e domenica sono i giorni che la gente usa di più  per liberarsi dei rifiuti, ma sono anche i giorni in cui passano meno compattatori e camioncini a raccogliere quello che finisce per terra. Il risultato al lunedì è un tappeto di rifiuti ovunque. E ci vogliono un paio di giorni e decine e decine di addetti e mezzi AMA prima che tutto ritorni alla normalità. Quindi, se si vuole davvero far funzionare questo tipo di raccolta, il servizio va aumentato nei week end e non depotenziato, come avviene adesso.

Cassonetti incastrati, bruciati, rovesciati e/o rotti vanno sostituiti o ripristinati subito

Capita spesso di vedere cassonetti rovesciati, ammaccati o piazzati in bilico fra marciapiede e bordo strada. Nella quasi totalità dei casi questo succede quando il cassonetto sfugge dalle pinze del compattatore durante le manovre di svuotamento. In alcuni casi è addirittura l'intero cassonetto a rimanere incastrato nel compattatore, che è costretto a interrompere il giro e a tornare in deposito. Se questo accade per fretta o sciatteria degli autisti AMA, oppure per il poco spazio a dispozione per le manovre, importa relativamente. Quello che invece conta è che quando succedono questi "incidenti" bisogna intervenire subito, magari su segnalazione degli stessi autisti, e non dietro segnalazione dei cittadini esasperati dal non avere più dove buttare i propri rifiuti, come accade adesso.

Costi in più compensati da una raccolta migliore

Queste proposte hanno ovviamente un costo. Che però è facilmente ammortizabile nel non dover intervenire in emergenza coi camioncini e con decine di addetti per rimuovere quell'immondizia che oggi finisce fuori dei cassonetti. Ma soprattutto, con una differenziata più partecipata si eviterebbero quelle contaminazioni che rendono oggi il contenuto dei cassonetti non riciclabile. Col vantaggio, anche economico, di un maggior recupero di materiali utili, che così si trasformerebbero da rifiuto,  e quindi costo, in ricchezza.

Queste le proposte di questo blog. Vedremo quanti anni bisognerà aspettare perché AMA, comune e municipio diano una risposta, se mai la daranno. Fino a quel momento, c'è da scommetterci, contuinueranno a dare la colpa al poco senso civico dei cittadini per quel disastro che abbiamo sotto gli occhi. Che incivili!

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