martedì 11 marzo 2014

Il deserto delle Intenzioni

Arg-e Bam, com'è oggi

L'esperienza di Fortezza Bastiani finisce qui.

Un grazie a quei tanti (partiti, enti, associazioni, politici e persone) che hanno pazientemente sopportato le mie polemiche e pretestuose denunce sul loro presunto mal operato e lasciato a stato di minaccia le querele promesse nei miei confronti.

E un grazie ancor più sentito a quegli altri che avrebbero tanto voluto avermi tra le loro mani (bancarellari, benzinai, cartellonari, fruttaroli, parenti di Alemanno, proprietari in condomìni con parti in amianto) per aver deciso che darmi una lezione per essermi fatto "i fatti loro" non valeva il pur poco probabile rischio della galera.

Agli amici che per tanto tempo mi hanno seguito, incoraggiato e letto, senza scopo alcuno che il bene comune, non so che dire, tranne che se il vostro intento era quello di vedere se si poteva cambiare qualcosa sostenendo un blog di quartiere, beh, mi spiace, ma avete solo perso tempo, quasi quanto ne ho perso io. 


Il sole era già sulla via discendente, pur rimanendogli parecchia strada da fare, i due soldati in serpa chiacchieravano tranquillamente, indifferenti al rimanere o al partire. Essi avevano preso la vita come veniva, senza angustiarsi con pensieri assurdi.

La carrozza, di ottima costruzione, una vera carrozza da malato, oscillava ad ogni buca del terreno come delicata bilancia. E la Fortezza, nell'insieme del panorama, si faceva sempre più piccola e piatta, sebbene le sue mura risplendessero stranamente in quel pomeriggio di primavera.

L'ultima volta, molto probabilmente, pensò Drogo quando la carrozza giunse al ciglio della spianata, là dove la strada cominciava a immergersi nella valle. "Addio Fortezza", si disse. Ma Drogo era un po' instupidito e non ebbe neppure il coraggio di far fermare i cavalli, per dare ancora uno sguardo alla vecchia bicocca, che solo adesso, dopo secoli, stava per cominciare la giusta vita.

Per un istante ancora rimase negli occhi di Drogo l'immagine della mura giallicce, dei bastioni a sghembo, delle misteriose ridotte, delle rupi laterali nere per il disgelo. Parve a Giovanni - ma fu un infinitesimo di tempo - che le mura si allungassero improvvisamente verso il cielo, balenando di luce, poi ogni vista fu tolta brutalmente dalle rocce erbose contro cui sprofondava la strada.

da Il Deserto dei Tartari, di Dino Buzzati, 1940

Arg-e Bam, com'era