Ma quale compagni! A Don Bosco, in piazza, quelli ci stanno perché ci gira la roba. Pare che non ce li avete gli occhi per accorgevene da soli che ve lo devo dire io. Eppure li vedete anche voi a quei freakkettoni coi capelli puzzolenti, che non se li lavano mai, che se ne stanno tutto il giorno in piazza a far niente perché devono bucarsi con l'eroina. Altro che compagni! Drogati sono, e nient'altro.
I compagni veri stanno qua in sezione, con la tessera in tasca e la fede nel partito. Non in strada, non nella piazza, o a suonare bonghi, flauti e chitarre allì'incannucciata, dove stava Gigetto, o come pomposamente oggi lo chiamano loro allo Stabile Occupato a Calpurnio Fiamma, che hanno fatto proprio bene a sgomberarli.
Date retta a me, questi fanno casino adesso che sono giovani perché tanto sanno che hanno le spalle coperte da mamma e papà. Ma me li voglio vedere fra dieci, venti o trent'anni. Guardate come ve lo dico, presto ognuno di loro comincerà a pensare solo ai cazzi propri. E affanculo al comunismo!
Già me li immagino, da vecchi faranno i nostagici su quanto erano belli e giovani nelle manifestazioni guardandosi le foto che si fanno oggi con quelle diavolerie moderne, le polaroid, quelle che scatti e vedi subito la foto. E rivedendole si ricorderanno pure di quanto erano, di quanto sono tanto coglioni. Come dice quel nostro cantautore? "Compagno di scuola, compagno per niente, ti sei salvato o sei entrato in banca pure tu?" Compagni di niente, questo sono quei capelloni.
Adesso però è successo il fatto dell'ammazzamento e questi qua si sentono importanti. Vogliono il martire, quello da ricordare perché gli conviene, perché fa propaganda. Ucciso dai fascisti diranno, quando poi è solo l'ennesima brutta storia di spaccio nel nostro quartiere.
Dite di no? Che pure voi credete alla storia dei fascisti? E io invece non ci credo e dico che questa è roba fra spacciatori. Questo ho detto a quello dell'Ufficio Politico che è venuto a cercarmi e questo ho detto pure al compagno giornalista che voleva sapere. Che poi il fatto sia vero oppure no non importa. Questo è quanto dobbiamo dire tutti quanti, perché questa è la verità che oggi conviene a noi e non a loro.
Ma poi non ve ne preoccupate più di tanto. Adesso fanno casino perché il fatto è appena successo, ma presto archivieranno il caso e state sicuri che tempo sei mesi di questo, come si chiama, Sciarabbi, Scialabbo o Scialabba non se ne ricorderà più nessuno.
Ecco qua, poche righe di un racconto di fantasia basato però su fatti reali, perché davvero ci fu all'epoca chi cercò di far passare quell'omicidio come solo un regolamento di conti fra spacciatori. Per fortuna, oggi, a trentacinque anni di distanza, abbiamo ancora la memoria per ricordare chi era Roberto Scialabba e perché è stato ammazzato (nel video in testa al post la ricostruzione di quell'omicidio fatta da Blu Notte). E oggi pomeriggio in piazza San Giovanni Bosco, a partire dalle 17,00, saranno in tanti a testimoniarlo...



