Quello nella foto è lo stabile occupato in via Calpurnio Fiamma, punto di aggregazione del quartiere negli anni settanta di alcuni gruppi di estrema sinistra. Un edificio storico, perché proprio lì nel 1944, quando era ancora la trattoria "da Gigetto" (anche conosciuta come l'incannucciata), Giuseppe Albano, detto il gobbo del Quarticciolo, assalì con la sua banda alcuni soldati tedeschi facendone fuori tre e provocando la rappresaglia di Kappler chiamata "Operazione Balena" che scaturirà nel Rastrellamento del Quadraro.
La foto ci mostra l'ultimo periodo di esistenza di quello stabile. Da lì a poco, ormai abbandonato e probabilmente pericolante, verrà demolito (gia si vedono le impalcature pronte per essere montate). Al suo posto, ironia della sorte per un posto con così tanta storia, oggi c'è una banca. Ma sulla foto è ben visibile quella scritta, ROBERTO E' VIVO, in ricordo di Roberto Scialabba, un ragazzo del nostro quartiere scelto a caso come vittima di un altra rappresaglia fascista e ucciso il 28 febbraio del 1978 in piazza San Giovanni Bosco.
L'autore materiale di quell'omicidio porta un nome conosciuto: Giusva Fioravanti. Insieme a una combriccola di suoi pari era nel quartiere con il dichiarato intento di colpire a morte qualcuno degli occupanti dello stabile (per approfondire...). Ma trovandolo vuoto, perché sgomberato dalla polizia quello stesso giorno, Fioravanti e i suoi cominciarono a vagare per il quartiere in cerca di qualcuno su cui sfogare il loro odio che avesse almeno l'aspetto da comunista. Arrivati in piazza, videro Roberto insieme a suo fratello e ad altri ragazzi del quartiere. Non li conoscevano, ma da come vestivano, dai capelli lunghi, fecero in fretta ad etichettarli come loro nemici e a sparare...





