L'avevano minacciato proprio l'altro giorno in un articolo apparso sul
Messaggero:
"Dai prossimi giorni aumenterà il numero degli accertatori, mattina e pomeriggio, vicino ai cassonetti, in grado di informare gli utenti. Dopo si passerà alle multe per tutti coloro che vengono sorpresi a lasciare sacchi in strada..."
Ed eccole lì, in via Collatino affianco all'auto di servizio, due donnette di mezza età, ognuna con la sua cartellina per le multe, infreddolite, scocciate e poco disposte al dialogo. Chissà se anche loro sono state assunte per chiamata diretta o se hanno dovuto passare la severa selezione del
Centro Elis.
Nessuna traccia però delle
pettorine arancione che dovrebbero identificarle. Forse perché sanno che se le indossassero rischierebbero insulti pesanti dai cittadini esasperati, ma anche perché evidentemente preferiscono la tecnica dell'agguato. Altrimenti come fanno a beccare i trasgressori per far loro le multe e guadagnarsi la pagnotta?
Prima vittima una ragazza incinta uscita da un portone con sacchetto in una mano e bambino piccolo nell'altra. Da notare che era un sacchetto di quelli dati per l'umido e che quindi quella ragazza è una cittadina che "fa la differenziata". Ma le accertatrici, pur graziandola "per questa volta", non hanno voluto sentir ragioni costringendola ad andarlo a buttare... dieci metri più in là, in via Claudio Asello.
Già, perché facendo un rapido giro nel quartiere quelle due con la Panda nuova fiammante dell'AMA sono le uniche ad essere state messe dalla municipalizzata a presidiare i cassonetti. Nel resto del quartiere, e dobbiamo dire per (loro) fortuna, non ce n'è traccia.
Ci sono invece i segni di quella che è la rabbia montante dei cittadini verso questo sciagurato sistema di differenziata. Una rabbia che ha fatto sì che alcuni incolpevoli cassonetti prendessero fuoco...