Rimosse, anzi, è più corretto dire ricoperte con una mano di vernice, le infamanti scritte antisemite che erano apparse nei giorni scorsi sotto i portici di San Giovanni Bosco ad opera di qualche gentiluomo laziale e che erano state successivamente corrette, ma senza alterarne il senso offensivo, da omologhi gentiluomini romanisti.
Rimangono dei manifesti a cui è stato aggiunto un osceno disegno a bomboletta, ma scompariranno presto, ed è da verificare se si è intervenuti anche sulla saracinesca del negozio lì accanto, su cui c'era una di quelle scritte ignobili.
Fine (si spera) di una stupida guerra a base di bombolette, in cui l'unica vittima è stata la memoria storica di quello che fu l'Olocausto, usato per una stupida schermaglia fra individui di fedi calcistiche opposte, ma uguali nella loro ignoranza.

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