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lunedì 10 dicembre 2012

Amianto, la lettera di un cittadino


L'invito a far sentire tutti la propria voce sul problema amianto nel quartiere comincia a dare i suoi frutti. Già alcuni cittadini hanno dato il loro contributo segnalando situazioni a rischio (per esempio, è da una di queste segnalazioni che abbiamo appreso dell'esistenza di pannelli contenenti amianto sopra alle finestre e i balconi di alcuni edifici qui al Don Bosco). Oggi invece vi offriamo una lettera, le riflessioni di un cittadino che ha a cuore da tempo il problema e che vuole condividere con noi il suo bagaglio di conoscenze, perché tutti si sia più consapevoli di cosa significa davvero la parola amianto.

Gentile blogger “Fortezza Bastiani”, condivido le preoccupazioni espresse negli articoli pubblicati, non è terrorismo mediatico parlare di “killer” ma l’espressione di un dato reale, dato l’altissimo potere cancerogeno delle fibre di amianto. Un killer che possiamo definire persino “subdolo” vista la tendenza a manifestarsi persino dopo quaranta anni dall’esposizione o a colpire persone non esposte direttamente. Ha suscitato scalpore l’apprendere che oltre ai lavoratori  del comparto amianto molte vittime sono costituite dalle mogli degli operai, esposte inconsapevolmente nel maneggiare le tute dei mariti dopo averle lasciate ad asciugare.

Se nell’ambito dei luoghi di lavoro in aree sottoposte a rischio amianto sono stati effettuati studi più o meno approfonditi, poco o nulla si sa circa la presenza dell’amianto nelle aree diverse dai luoghi pubblici sottoposti a una specifica normativa.

Esiste un censimento delle aree a rischio? Purtroppo non come si vorrebbe. Esiste una legge che prescrive di censire immobili e aree a rischio, ma tale compito non spetta alle autorità bensì ai singoli proprietari che hanno l’obbligo di comunicare la presunta o accertata presenza di materiali contenenti amianto. Le ASL quindi raccolgono i dati provenienti dalle auto notifiche dei proprietari, effettuando indirettamente quindi un censimento che non può che essere lacunoso. Tale impianto legislativo (DPR 8 agosto 1994 in attuazione della legge 257/1992) prescrive alle regioni "l’adozione di piani di protezione, di decontaminazione, di smaltimento e di bonifica dell’ambiente, ai fini della difesa dai pericoli derivanti dall’amianto" ma non di censire capillarmente la presenza di amianto nel territorio...