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giovedì 24 ottobre 2013

SegnalAmianto anche al Tuscolano


Di amianto sui tetti e dentro i palazzi e persino nelle scuole del nostro quartiere ce n'è tanto. Come blog ne abbiamo scritto più volte mostrando foto e parlando di quelli che sono i rischi mortali (un mesotelioma non lo si augura a nessuno) nel respirarne anche una sola fibra portata dal vento.

Poco si è fatto. In quei palazzi con le tegole d'eternit vecchie, rotte, rattoppate e consunte dal tempo tutto continua come prima, senza che nessuno intervenga per "obbligare" i proprietari a una seria bonifica. In soccorso arriva però SegnalAmianto, il nome di un'iniziativa promossa da pochissimi giorni da KataWeb (cioè, da Repubblica), a cui i cittadini  possono segnalare, anche in forma anonima, tutte le situazioni a rischio di cui sono a conoscenza.

Chi vive vicino a un manufatto in amianto ha diritto a chiederne e ottenerne la rimozione o la bonifica. Su Kataweb Consumi abbiamo lanciato la campagna SegnalAmianto. Se vivete – o lavorate – vicino a delle strutture in eternit potenzialmente pericolose scrivete a segnalamianto@gmail.com


Ogni settimana aggiorneremo la mappa con le vostre segnalazioni. Alla fine della campagna (giugno 2014) pubblicheremo un resoconto e inoltreremo le vostre testimonianze alle Arpa (le agenzie per la protezione ambientale) regionali.

L'indirizzo a cui inviare le segnalazioni, lo ripetiamo, è: segnalamianto@gmail.com . Inoltre, all'interno della pagina di KataWeb troverete anche una mappa navigabile costantemente aggiornata con tutte le segnalazioni arrivate. Basta una breve descrizione e un indirizzo esatto, meglio ancora se accompagnati da una foto. Potete segnalare edifici con tegole di eternit, ma anche con cassoni dell'acqua, pannelli e superfici con vernici a base di amianto, se ne siete a conoscenza. Queste segnalazioni, assicurano sul sito, verranno inviate alle Arpa di competenze, le quali così, aggiungiamo noi, non potranno più far finta di non saperne nulla.

Una nostra parziale mappa degli edifici con tegole di eternit intorno a viale Marco Fulvio Nobiliore

mercoledì 26 giugno 2013

Vendesi appartamento... con amianto


Di cartelli di vendesi ce ne sono tanti. Praticamente in ogni palazzo del nostro quartiere c'è chi vende casa per i motivi più vari. Un po' difficile, però, può risultare la vendita quando sul tetto del condominio fanno bella mostra di sé delle maledette tegole di eternit, vecchie e sfondate.


Un serio problema, come a via Flavio Stilicone all'angolo con viale Nobiliore a cui si riferiscono le foto, che non si potrà fare finta di non vedere per sempre visto il rischio mortale che comporta per chi ne respira le fibre. Prima o poi, per coscenziosa scelta o per obbligo di legge pena denuncia, toccherà a quei proprietari mettere mano al portafoglio e risanare finalmente quella rischiosa situazione.

Quindi, solo per disattenzione, poca informazione o idiozia pura qualcuno comprerebbe un appartamento in queste situazioni. E infatti quei cartelli vendesi è da un bel pezzo che stanno lì, sempre uguali.


Ma ci sono anche altre situazioni in cui l'eternit non è facilmente visibile, in cui invece di essere rimosso è stato incapsulato, come sembra essere avvenuto nello stabile fra via Ampio Flaviano e via Licinio Stolone, dove sono tanti gli appartamenti in vendita. Pratica, quella dell'incapsulamento, concessa legalmente (e di cui si è abusato nel nostro quartiere) solo se l'eternit è in buone condizioni ma che non risolve affatto il problema amianto rimandandolo soltanto (e con esso la relativa spesa) di un po' di anni.


E poi c'è l'amianto dei cassoni dell'acqua, delle canne fumarie e quello che non ti aspetti, come a via Flavio Stilicone 247, dove i pannelli bianchi sopra le finestre e i balconi (come ci ha detto uno degli inquilini) sono in eternit.

Insomma, occhio all'acquisto casa, perché il rischio di beccare la fregatura da queste parti è forte. Chiedete, domandate, fate richiesta e pretendete risposta scritta dagli amministratori perché vi confermino che non c'è amianto nei condomini dove vi apprestate ad andare ad abitare. Perché altrimenti, prima o poi, oltre al mutuo per la casa vi toccherà farne un altro per quei lavori di bonifica obbligatori, a tutela della vostra e della nostra salute, che non potranno essere rinviati per sempre.

lunedì 10 giugno 2013

C'è chi la bonifica la fa


Se qualcuno si fosse un po' distratto, il problema amianto nel nostro quartiere continua ad esserci, e sarebbe anche il caso che finalmente le autorità preposte se ne occupassero, visto che il rischio per chi ne respira le fibre è quello di un'orribile morte.

Sono ancora tantissimi i palazzi della nostra zona con rivestimenti, canne fumarie e pannelli in eternit, molti a vista d'occhio in pessimo stato. Ma per fortuna c'è chi di quel pericolo si rende conto e interviene. E' il caso di un condominio in via Livilla, all'angolo fra via dei Consoli e via Scribonio Curione, in cui da oggi inizieranno i "lavori di bonifica amianto per un totale di mq. 86".

Sicuramente sono fortunati con "soli" 86 metri quadri da rimuovere (anche come costo da sostenere) rispetto ai palazzi che di eternit sono pieni dalle terrazze agli scantinati, ma almeno in quel condominio la loro parte la stanno facendo.

giovedì 17 gennaio 2013

L'incapsulamento, ovvero come ti nascondo l'amianto legalmente


Ne abbiamo già mostrati tanti di tetti con tegole in eternit nel nostro quartiere, basta dare un'occhiata dall'alto attraverso una delle mappe online per accorgersi di quanti ce ne sono. Ma quello che quelle mappe non mostrano sono quei palazzi in cui i proprietari, invece di rimuovere l'amianto, si sono limitati a coprirlo, cioè a nasconderlo. E' la legge che lo consente, ma solo quando è la soluzione meno rischiosa e invasiva. E soprattutto quando l'eternit (sui tetti, come nelle canne fumarie o in pannelli di varia natura) è integro e quindi stabile.

Invece, quando arriva il momento della ristrutturazione di facciate e terrazze e quindi l'occasione giusta per liberarsi dell'amianto, evidentemente su suggerimento delle stesse ditte che faranno quei lavori e che non sono abilitate alla sua rimozione, i proprietari decidono che è "più conveniente" limitarsi alla copertura dell'eternit piuttosto che alla sua rimozione completa.

Per risparmiare, quindi, relativamente pochi soldi (sul totale dei costi di una ristrutturazione) quei proprietari si tengono un problema, l'amianto, che fra l'altro, oltre a continuare a costituire un rischio per la salute dei cittadini, abbassa drasticamente il valore dei loro stessi appartamenti. A meno di non dirlo, cioè di nasconderlo, ad eventuali compratori...

giovedì 20 dicembre 2012

L'amianto che si beve, i cassoni dell'acqua


A dimostrazione che il problema dell'amianto è molto sentito nel nostro quartiere, oggi diamo conto di un'ulteriore segnalazione, questa volta di una lettrice, che ci ha inviato le foto dei cassoni dell'acqua che si trovano nei locali di un edificio in via Pasquale Del Giudice.

Forse non proprio tutti, ma quei cassoni "sembrano" essere proprio in eternit, e anche parecchio usurati dal tempo. Una situazione perciò rischiosissima, perché è proprio col degrado (passaggio caldo freddo, eventi atmosferici, smog, ecc...) che l'eternit da "stabile" diventa "friabile" e quindi comincia a rilasciare particelle di asbesto nell'aria.

Ma ancora più inquietante quanto ci ha riferito la stessa lettrice sul fatto che l'acqua di quei cassoni è ancora utilizzata da alcuni degli inquilini di quello stabile. Si spera non per bere, perché alzando il coperchio di uno di essi questo è quello che si vede...

lunedì 17 dicembre 2012

Ma quanti ce ne sono...?


Ancora una segnalazione di un lettore che ci parla di tutto un complesso di edifici con tetti e/o cornicioni in eternit nel tratto compreso fra via Calpurnio Pisone 96 e viale Marco Fulvio Nobiliore 151, dal lato di via Papiria.


Le foto in dettaglio mostrano bene quelle tegole, con pochi dubbi sul materiale usato. E se anche apperentemente (o almeno a distanza) sembrano in buono stato, si possono notare in alcuni punti delle piccole rotture o addirittura dei rattoppi (cliccare sulle foto per ingrandirle) che stanno proprio a indicare che in quei punti il materiale non è più coeso e che quindi potrebbe rilasciare nell'aria fibre di asbesto.


Poco altro da aggiungere. Se quello è eternit (continuiamo sempre a considerarla un'ipotesi in attesa di conferme, magari dagli stessi inquilini di quegli stabili) va rimosso al più presto, prima che il suo deterioramento diventi troppo avanzato. E non dopo, quando sarebbe ormai troppo tardi, almeno per qualcuno.

venerdì 14 dicembre 2012

Al lavoro sui tetti


Ci è arrivata un'altra segnalazione che ci parla e ci mostra dei tecnici al lavoro (ieri mattina) sul tetto dell'edificio di piazza San Giovanni Bosco, 74. Li si vede impegnati con telecamera filoguidata nella ispezione delle canne fumarie, probabilmente in eternit (anche se fino a conferma non possiamo affermarlo con certezza), che corrono sull'esterno delle facciate, .

Quelle canne fumarie sono apparentemente spente da tempo ed evidentemente ci deve essere un perché. L'ispezione potrebbe signifire tante cose. Prendendo come assunto che sono effettivamente in eternit (cioè contenenti amianto) è chiaro che quei tecnici ne stavano verificando lo stato interno (eventuali crepe, accumuli di sporco, ecc.).

L'obiettivo pare non essere quello del loro smantellamento (non avrebbero bisogno di fare un'indagine così approfondita). Potrebbe invece stare a significare che si vuole intervenire per isolare l'interno e rendere quell'eternit "stabile", cioè impedire che le fibre di amianto possano disperdersi nell'ambiente sigillando l'interno. E per l'esterno?


Ma c'è anche un'altra ipotesi, piuttosto inquietante, che quella ispezione sia finalizzata a rimettere in attività quelle canne fumarie aumentando esponenzialmente il rischio di dispersione delle fibre di asbesto nel quartiere. Sembra assurdo a sentirlo, ma partendo dal principio che esistono dei trattamenti per ricoprire le pareti delle canne fumarie si può riuscire a farle considerare "legalmente" (ma solo legalmente) sicure.

Speriamo che qualcuno degli inquilini di quello stabile (piazza San Giovanni Bosco 74, chi li conosce li avverta) possa dirci se effettivamente siamo ancora una volta davanti a dell'eternit e che cosa sta succedendo realmente. In fondo interesserà anche a loro sapere che cosa succede sopra le loro teste.

lunedì 10 dicembre 2012

Amianto, la lettera di un cittadino


L'invito a far sentire tutti la propria voce sul problema amianto nel quartiere comincia a dare i suoi frutti. Già alcuni cittadini hanno dato il loro contributo segnalando situazioni a rischio (per esempio, è da una di queste segnalazioni che abbiamo appreso dell'esistenza di pannelli contenenti amianto sopra alle finestre e i balconi di alcuni edifici qui al Don Bosco). Oggi invece vi offriamo una lettera, le riflessioni di un cittadino che ha a cuore da tempo il problema e che vuole condividere con noi il suo bagaglio di conoscenze, perché tutti si sia più consapevoli di cosa significa davvero la parola amianto.

Gentile blogger “Fortezza Bastiani”, condivido le preoccupazioni espresse negli articoli pubblicati, non è terrorismo mediatico parlare di “killer” ma l’espressione di un dato reale, dato l’altissimo potere cancerogeno delle fibre di amianto. Un killer che possiamo definire persino “subdolo” vista la tendenza a manifestarsi persino dopo quaranta anni dall’esposizione o a colpire persone non esposte direttamente. Ha suscitato scalpore l’apprendere che oltre ai lavoratori  del comparto amianto molte vittime sono costituite dalle mogli degli operai, esposte inconsapevolmente nel maneggiare le tute dei mariti dopo averle lasciate ad asciugare.

Se nell’ambito dei luoghi di lavoro in aree sottoposte a rischio amianto sono stati effettuati studi più o meno approfonditi, poco o nulla si sa circa la presenza dell’amianto nelle aree diverse dai luoghi pubblici sottoposti a una specifica normativa.

Esiste un censimento delle aree a rischio? Purtroppo non come si vorrebbe. Esiste una legge che prescrive di censire immobili e aree a rischio, ma tale compito non spetta alle autorità bensì ai singoli proprietari che hanno l’obbligo di comunicare la presunta o accertata presenza di materiali contenenti amianto. Le ASL quindi raccolgono i dati provenienti dalle auto notifiche dei proprietari, effettuando indirettamente quindi un censimento che non può che essere lacunoso. Tale impianto legislativo (DPR 8 agosto 1994 in attuazione della legge 257/1992) prescrive alle regioni "l’adozione di piani di protezione, di decontaminazione, di smaltimento e di bonifica dell’ambiente, ai fini della difesa dai pericoli derivanti dall’amianto" ma non di censire capillarmente la presenza di amianto nel territorio...

venerdì 7 dicembre 2012

L'amianto che non si vede, nelle nostre case


L'avevamo scritto, pensavamo che almeno gli edifici di via Flavio Stilicone 227 e 247, di proprietà Enasarco, fossero stati bonificati dall'amianto (al contrario di quello al 259 che invece continua a spandere fibre di asbesto in tutto il quartiere). E invece, grazie alla testimonianza di alcuni amici del blog e inquilini di quei palazzi, scopriamo oggi che la bonifica è stata parziale e ha colpevolmente tralasciato quei pannelli bianchi che si vedono sopra gli infissi delle finestre e dei balconi e che sono anch'essi, incredibile a dirsi, fatti con amianto.

Infatti, a quanto ci dicono gli amici di quei civici che hanno fatto fare delle analisi, quei pannelli conterrebbero crocidolite, detto anche amianto azzurro e dannoso quanto e forse più del più comune amianto. Questa la testimonianza di uno di loro:

Sopra ogni finestra c'è un pannello bianco. Quest'ultimo è stato fatto analizzare (a nostre spese!!!!) da una ditta specializzata che tramite l'ASL di Civitavecchia ha confermato che quei pannelli sono fatti di amianto della peggiore specie (tipo CROCIDOLITE ). Quando una persona in questi anni ha avuto la brillante idea di pulire l'avvolgibile delle finestre togliendo il coperchio del cassettone interno sopra la finestra, si è trovata direttamente a contatto con amianto di oltre 40 anni fa....


In pratica, l'intervento di bonifica dall'amianto in quei palazzi si è limitato al tetto mentre a quei pannelli è stata data soltanto una verniciata . Per questo motivo adesso è in corso una causa verso Enasarco su cui più avanti, se gli inquilini di quel civico lo vorranno, daremo altre informazioni.

Ma il peggio è che quegli insospettabili pannelli bianchi sopra le finestre non sono un'esclusiva di quelle palazzine. Anche da altre parti ce ne sono di simili. Per esempio, sempre in via Stilicone, ce ne sono al civico 236...

giovedì 6 dicembre 2012

Si parla di Amianto anche in radio



La notizia e le foto del tanto amianto sui tetti e nelle case del nostro quartiere hanno suscitato l'interesse  di tanti media, fra cui Radio Manà Manà che ha deciso di dar spazio alla nostra segnalazione intervistando oggi alle 13,15 il presidente dell'Associazione Vie e Piazze Storiche di Cinecittà, che ha ben illustrato qual è la situazione attuale e quali potranno essere i prossimi passi per cominciare ad affrontare il problema.

Nel video l'intervista completa, a cura di Gianluca Fabi,  corredata dalle foto dei tanti tetti con coperture in eternit che ancora ci sono qui al Tuscolano.

E in extremis, appena pubblicato, si aggiunge alle altre voci anche Roma Che Verrà con un articolo che riprende la nosta denuncia.

Amianto, Repubblica ci dà voce

Oltre agli amici di RomaToday, che puntualissimi riprendono ogni notizia del blog offrendola ai loro tanti lettori, anche Repubblica ha voluto pubblicare in cronaca di Roma la nostra denuncia sul tanto amianto negli edifici del nostro quartiere nell'edizione in edicola ieri, 5 dicembre 2012.

Tuscolano, etemit sui tetti le nostre vite sono in pericolo. Sono ancora tanti, al Tuscolano, i tetti coperti da eternit, materiale ad alto contenuto d'amianto causa di gravi malattie. Una delle situazioni più critiche è al civico 259 di via Stilicone, dove c'è un complesso di palazzine con la copertura in eternit completamente rovinata: tegole sfondate, lamiere arrugginite e piene di muschio. Tutto questo in un quartiere caratterizzato da una delle più alte densità abitative d'Europa. 

Per ora è soltanto un trafiletto, ma importantissimo. Intanto perché è uscito su uno dei giornali più importanti che abbiamo in Italia, ma soprattutto perché in quelle poche righe di sintesi è stata denunciata proprio la situazione rischiosissima dell'edificio di via Flavio Stilicone 259 che abbiamo mostrato nel precedente post portandola all'attenzione del grande pubblico. 


Vedremo fino a quando le autorità competenti e gli stessi proprietari degli appartamenti di quello stabile continueranno a fare gli struzzi e a mettere a rischio le loro, ma soprattutto le nostre vite.

martedì 4 dicembre 2012

Sulla nostra testa


C'è un cecchino con un fucile carico appostato sui tetti del nostro quartiere ed è pronto a colpire. L'ha già fatto in passato e lo rifarà in futuro. Non è questione di se, ma soltanto di quando. Colpirà e alcuni di noi moriranno.

Il cecchino non è uno sconosciuto, si chiama Amianto. Anche le sue conseguenze, i proiettili del suo fucile, hanno un nome, si chiamano Adenocarcinoma Polmonare e Mesotelioma Pleurico e questi sono i loro effetti sui polmoni di chi ha la sciagurata sorte di ammalarsene.

Granulazioni neoplastiche di mesotelioma diffuso

La foto è forte, sicuramente uno shock per tanti, specie per quelli che hanno avuto parenti o amici colpiti da questa forma tumorale e a cui vanno tutte le nostre scuse per averla mostrata. Ma è necessario che tutti la vedano per far capire qual è il rischio reale che stiamo correndo, perché qui nel nostro quartiere sono ancora davvero tanti i tetti rivestiti dalle tegole in eternit, un materiale ad alto contenuto di amianto.

Basta prendere una qualunque delle mappe online (Google maps o Bing maps) e chiunque può navigandole accorgersi che sono decine i tetti, qui al Don Bosco come all'Appio Claudio, ancora ricoperti da quelle tegole grigie in eternit. Si badi, non stiamo parlando di edifici pubblici, che in qualche modo, salvo deprecabili eccezioni che continuano a spuntare ogni tanto, si stanno risanando, ma proprio dei condomini dove abitiamo, privati o di enti che siano, e su cui invece si fa ben poco...