venerdì 10 gennaio 2014

E' passato il Presidente...


E' dal 21 dicembre, cioè dalla tradizionale visita del presidente Giorgio Napolitano all'aeroporto di Centocelle per gli auguri ai militari all'estero, che in via Scribonio Curione giacciono abbandonati i segnali di divieto di sosta e tanta, tantissima fettuccia gialla messa dai vigili per l'occasione su tutto il viale.


Come dicevamo, quella visita è un'abitudine da anni. In quel giorno non si può parcheggiare nei pressi dell'entrata dell'aeroporto, ma in compenso l'AMA si dà da fare per ripulire tutta la strada, perché il Presidente non veda lo scempio e il degrado che regnano nel nostro quartiere negli altri giorni dell'anno.


Si vorrebbe, però, che lo stesso impegno profuso per preparare la visita ci fosse anche dopo per rimuovere la segnaletica servita allo scopo. E invece, a diciotto giorni di distanza, rimangono a terra in via Scribonio Curione metri e metri di fettuccia gialla, oltre ai segnali di divieto di sosta talmente vecchi e lerci che forse fanno schifo anche a chi dovrebbe recuperarli per suo dovere.

Fino a quando resteranno la? Fino alla prossima visita di Napolitano?

Altri cartelli di divieto "dimenticati"

giovedì 9 gennaio 2014

Segnalazione cassonetto rovesciato


Eccone un altro, l'ennesimo cassonetto rovesciato in viale Marco Fulvio Nobiliore all'altezza del civico 54. E guarda caso, come tante altre volte in passato, si tratta sempre di uno di quelli blu del multimateriale.

Sarà il caso, dopo i tantissimi casi simili che si sono verificati nelle strade del nostro quartiere,  di far ripassare agli autisti AMA le procedure per il corretto svuotamento dei cassonetti con i compattatori? Noi intanto segnaliamo questo, perché di certo quel cassonetto non si tirerà su da solo.

Strisce blu in arrivo?


Sarà forse stato lo sbaglio di chi ha rifatto la segnaletica in quel punto, la pessima furbata di qualcuno che vuole farsi la zona di posteggio riservata, oppure quella striscia blu in viale San Giovanni Bosco è la prima avvisaglia dell'estensione di quel sistema di posteggio a pagamento anche al nostro quartiere?

Per ora è l'unica striscia blu notata in giro, appena accennata, e non ci sono cartelli che la accompagnano. Si spera, perciò, che si tratti solo di un errore. Perché poi, diciamocela tutta, le strisce blu dove sono state applicate hanno significato solo un costo per i cittadini e un guadagno per chi ha avuto l'appalto dal comune per gestirle. Oltre alle fregature sempre in agguato, tipo le graffette alle macchinette per bloccare il resto.


Davvero le strisce blu non avrebbero senso in una zona come la nostra, cosidetta dormitorio. Non siamo a Prati o in Centro. E chi frequenta il quartiere in buona parte ci vive anche. Compresi i tanti in situazioni limite, che vanno dalle case occupate agli affitti a nero pagati a proprietari senza scrupoli. Gli unici che verrebbero danneggiati dall'introduzione di questo sistema.

Se poi l'obiettivo (facciamo una pura ipotesi) del sindaco in bicicletta è quello di estendere il più possibile le strisce blu in modo da scoraggiare l'uso dell'auto privata a favore di metro e mezzi pubblici in ossequio a un suo personale concetto di devoluzione, è meglio che gli si ricordi che finché i trasporti pubblici romani saranno insufficienti, lerci, mai puntuali, affollati, soggetti a guasti e quant'altro, questo non sarà di certo fattibile, a meno di non voler provocare il solito mariantonettiano disastro.

venerdì 3 gennaio 2014

I due Marino, caduti dal pero?

(foto da marconivideodem)

Ignazio Marino è il sindaco di Roma, Estella Marino è l'assessore all'ambiente. Se oggi sono al comune di Roma è in buona parte merito dei demeriti del precedente sindaco Alemanno in tema di raccolta rifiuti da parte dell'AMA. Un tema che in campagna elettorale i partiti della compagine che sosteneva Marino hanno "giustamente" cavalcato come denuncia del fallimento e degli scandali (vedi parentopoli) della giunta Alemanno.

I Marino non potevano, quindi, non sapere che salendo al Campidoglio avrebbero dovuto affrontare in maniera decisa innanzitutto il nodo AMA. Ne avevano accusato la dirigenza di incompetenza e inefficienza. Avevano tappezzato Roma di manifesti per denunciare quella parentopoli che ha fatto assumere centinaia e centinaia di amici, parenti e camerati all'AMA, molti spesso come dirigenti per chiamata diretta. Questa era l'AMA che aspettava i Marino il giorno dopo il loro insediamento, e che proprio per quelle accuse andava riformata con urgenza.

Eppure nulla è stato fatto. Solo adesso, a sette mesi di distanza dalla loro elezione, di fronte all'intera città (non più solo il nostro quartiere) diventata discarica, parlano di cambiamenti e di nuove nomine in arrivo provando a gettare la colpa addosso a presunti boicottaggi provenienti dall'interno dell'AMA stessa. Ma lo fanno senza però far seguire alle parole i fatti, cioè senza sporgere denuncia (fosse anche contro ignoti) per interruzione di pubblico servizio.

lunedì 30 dicembre 2013

Abitudini dure a cambiare


Ci sono voluti tre anni all'AMA per abituare i cittadini del Don Bosco (quei pochi che hanno potuto farlo) a portare i rifiuti organici ai punti mobili. E adesso che finalmente sono arrivati i cassonetti marroni "fissi" dell'organico e di conseguenza sono spariti i camioncini che facevano quel servizio sono ancora tanti quelli che continuano a lasciare i loro sacchetti dove erano abituati a farlo. Sarà forse perché l'AMA non li aveva avvertiti del cambiamento?

Infatti, se l'arrivo dei nuovi cassonetti marroni è stata una sorpresa anche per noi, che a questa materia dedichiamo molta attenzione, c'è da immaginare quale sia stato l'impatto sui cittadini che dall'oggi al domani recandosi ai punti mobili all'ora stabilita non ci hanno più trovato i camioncini. Avranno pensato, come successo altre volte in precedenza, che era saltato un turno o che avessero cambiato orario, e quindi hanno lasciato i loro sacchetti per terra. Ma invece, "a sorpresa", era proprio il sistema di raccolta dei rifiuti ad essere cambiato...

venerdì 27 dicembre 2013

AMA di fretta?

Via Licinio Stolone

E' bastato un rapido giro nel quartiere, fra via dei Salesiani e via Licinio Stolone per trovarci davanti cassonetti rovesciati, in bilico fra bordo strada e marciapiede o poggiati di traverso. E, guarda caso, questa volta erano quasi esclusivamente quelli blu del multimateriale.

L'ipotesi più probabile (sempre per quella certa esperienza che ci siamo fatti come blog in questi anni sul campo) è che a causare il danno non siano stati vandali giocherelloni, ma un qualche autista di compattatore durante il suo giro di raccolta programmato...