martedì 30 ottobre 2012

Passato e presente di via Tuscolana


La foto è da un bel pezzo che gira in rete fra gli affezionati del quartiere. Riprende un momento storico, l'entrata degli alleati in Roma nel 1944. Ed è identificabile anche il punto esatto in cui è stata scattata: sulla via Tuscolana appena prima dell'incrocio con via Scribonio Curione.


Basta un rapido confronto tramite street view per vedere com'è adesso quel tratto di strada. Le due palazzine sullo sfondo, sul lato destro della strada, sono ancora in piedi da allora. Cresciuti tutto attorno, invece, palazzoni deprimenti e tanto traffico e smog in strada.

Sicuramente quella foto d'epoca ha un suo fascino. E molti, di fronte alle difficoltà dell'oggi, si perdono nel  pensare che allora la vita era più semplice, e addirittura si spingono a desiderarla. Forse c'è del vero in questo, ma a quei tempi, non dimentichiamolo mai, dalle nostre parti cadevano le bombe. Qualcuno oggi preferirebbe essere nato in Afghanistan?

venerdì 26 ottobre 2012

Il più pulito c'ha la rogna


Dell'AMA abbiamo detto peste e corna. E ne avevamo tutte le ragioni. Per la loro incompetenza, inettitudine, per ambizione, calcolo politico ed economico hanno lasciato quartieri interi di Roma (e noi al Don Bosco più di tutti) per due anni in mezzo all'immondizia. E l'hanno chiamato fare la differenziata.

Da questo blog ne abbiamo dette tante sui politici (al comune e al municipio) che avrebbero dovuto e dovrebbero dettare gli indirizzi della loro azione, ne abbiamo dette sui loro dirigenti, nominati chissà come, e tante altre ancora ne abbiamo dette su quelli assunti in AMA per chiamata diretta in quanto parenti, amici amanti e camerati di quelli al vertice.

Ma non bastava. Adesso è il turno dei sindacalisti dell'AMA (di certi sindacati, la Cisl in questo caso), quelli senza il cui benestare non si muove una foglia e che le promozioni, i permessi e le altre agevolazioni devono andare ai loro iscritti e non a quelli di altri sindacati...

martedì 23 ottobre 2012

L'Atac fa catenaccio


La foto è stata scattata domenica scorsa, nel pomeriggio, nella stazione metro di Giulio Agricola. Tanti i passeggeri in transito, ma nessun addetto e nemmeno vigilantes in giro. All'interno del box i monitor di sorveglianza sono accesi, ma anche lì non c'è nessuno per controllarli. E il robusto catenaccio alla porta ne è la conferma. 

Una situazione tutt'altro che eccezionale. Ormai questa è la norma in tante stazioni della nostra zona, come riportano le tante testimonianze dei cittadini del quartiere.

Se la mattina vai a prendere la metro a Lucio sestio non c'è mai un'anima, se il tornello non ti accetta il biglietto o la tessera sei costretto a passare dietro a qualcuno...

Sapete che sono state presentate tantissime lamentele inerenti la già citata stazione e la stazione di Giulio Agricola? Personale di stazione assente, vigilantes assenti e tornelli tenuti sempre aperti....

Oltre agli addetti, ormai è diventato anche raro vedere dei veri vigilantes. Al loro posto, e neppure sempre, degli sconsolati volontari di una qualche associazione di amici, parenti e pensionati dei carabinieri, i quali non hanno altro compito né autorità (per fortuna!) che starsene impalati per qualche ora in quelle stazioni.

Un'indubbia dimostrazione dell'abbandono in cui versano le stazioni della nostra periferia e delle deficienze dell'Atac e del comune di Roma che però si cerca di nascondere annunciando fantasmagorici piani di Assistenza e Controllo e provando ad addossare tutte le colpe ai cittadini accusandoli (con la complicità di media e giornalisti conniventi) di essere una massa di portoghesi, primi fra tutti proprio noi del Don Bosco.

lunedì 22 ottobre 2012

Quelli del Don Bosco, brutta razza...


Inutile girarci attorno, si sa che dalla Romania arrivano tanti di quei ladri da far concorrenza agli zingari. E si sa anche che i napoletani portano le malattie e che gli indiani puzzano quanto i marocchini e tutte le altre razze di quelle parti là. Non parliamo poi dei negri e dei mussulmani che sono peggio dei cinesi, che però almeno se ne stanno per i fatti loro.

Questo è razzismo? Ma no, come vi viene in mente? Semmai si tratta di banali generalizzazioni e niente di più. Come quella che sostiene che: "I portoghesi più incalliti abitano nel quartiere Don Bosco"...

venerdì 19 ottobre 2012

La casta del X municipio e i suoi rimborsi viaggi


Qual è quel posto di lavoro in Italia dove si rimborsano le spese di viaggio se si è residenti in un'altra città? Quale pendolare si è visto agevolato dal suo datore di lavoro in questa pratica? Vi risulta che un insegnante, un operaio, un impiegato abbiano mai avuto diritto a questo tipo di rimborso? 

Figuriamoci, al giorno d'oggi è già tanto se si ha un lavoro. Se si vuole tenerselo ci si trasferisce, oppure si fa avanti e indietro. Ma le spese, in questo caso, sono tutte a carico del lavoratore, secondo il principio che è stata sua la scelta di cercar lavoro in un'altra città. A meno che...

mercoledì 17 ottobre 2012

Roma Sì Muove, un fallimento meritato


Una buona notizia. La santa alleanza dell'ipocrisia, quell'accozzaglia di radicalverdifiniani chiamata Roma Sì Muove che sulla base di generici slogan (non supportati da nessuno studio di fattibilità sulla realizzabilità, sui costi e sul dove reperire le risorse e, importantissimo, a cosa sottrarle) pretendeva firme per ben otto referendum comunali, non è riuscita a raggiungere il tetto minimo di 50.000 firme richiesto.

Sono stati appena 40.000 i romani (sui 2 milioni e settecentomila abitanti di questa città) che hanno firmato. E questo nonostante una proroga di ulteriori 15 giorni che gli organizzatori hanno chiesto e ottenuta, accettando pero nel contempo di invalidare e rendere così inutili le quattromila firme di luglio, in buona parte quelle raccolte durante la Festa dell'Unità a Caracalla.

Adesso i promotori di quei referendum (radicali, finiani ed eco opportunisti in genere) dovrebbero interrogarsi sui perché del loro fallimento. Per esempio sul fatto che era impossibile parlare e discutere, fosse anche in positivo, delle loro proposte perché erano solo vuote enunciazioni, oppure sul non essere riusciti a dare la giusta visibilità alle loro proposte. Invece, sui loro siti e profili, in queste ore è tutto un accusare e dare le colpe ai romani, senza fare la benché minima autocritica sulla loro incapacità nel convincere i cittadini a firmare. Questi alcuni dei loro messaggi.

continuo a non capire come mai tanta gente non alza le chiappe e va a firmare! Che rabbia! Poi si lamentano...

bravi voi ..un po meno bravi, i romani che nun firmeno..

 Bravi!! resta il rammarico che questa citta non si muove..Ma non ci arrendiamo!!!

Fra le ipotesi più strampalate, c'è anche chi fra i promotori chiede un'ulteriore proroga, come se si possa continuare all'infinito a raccogliere firme.

È tutto finito? No, in realtà la campagna può proseguire ancora per altri 15 giorni, facendo slittare in avanti l’inizio della raccolta firme e perdendo però quelle raccolte nei giorni precedenti. La regola infatti è che le firme debbano essere raccolte nei tre mesi precedenti il deposito.

Un'interpretazione fin troppo elastica di cosa è un referendum in democrazia e un'ulteriore conferma della loro pochezza.

Adesso, possono fare tutti i proclami che vogliono, ma questa citta e i suoi cittadini (che hanno etichettato come pigri e indolenti), non firmando hanno dato loro una risposta chiara. Ed è ora che questi vecchi tromboni della politica (mentalmente quando non anagraficamente) se ne rendano conto e se ne vadano a casa!