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lunedì 30 settembre 2013

Metro Lucio Sestio non presidiata e allagata


Per una volta la notizia non esce da questo blog, ma è frutto di un lettore di RomaToday, la testata online che tante volte ci ha dato visibilità. Ma siccome riguarda anche una nostra precedente denuncia la riprendiamo. La foto è da sé molto esplicativa di quanto accade nelle nostre strade e nelle stazioni metro che ci sono sul nostro territorio al primo acquazzone. Qui siamo a Lucio Sestio stamattina. Un lago e per oggi niente più treno. E meno male che hanno chiuso solo due stazioni (anche Porta Furba), in altre occasioni si è fermata l'intera linea.

Ma c'è un altro aspetto interessante nella notizia. Che nell'emergenza in quella stazione non c'era nessuno: né  vigilantes, né addetti ai gabbiotti per intervenire, allertare in tempo e segnalare, per esempio, che l'acqua stava arrivando alle macchinette automatiche dei biglietti facendole andare in corto circuito, così come successo, con rischio di scossa elettrica per chi si fosse trovato vicino e a contatto con l'acqua.

Del deserto nelle nostre stazioni, dei lucchetti ai gabbiotti, della mancanza di assistenza per ogni problema abbiamo già parlato. E' questa l'occasione per  ribadirlo. Non è più pensabile essere trattati da periferia di serie B, dimenticati da tutti per concentrare le poche forze altrove, cioè in centro, dove gira "la gente che conta".

Quello che trova nelle nostre stazioni metro un passeggero a cui serve anche solo una banale informazione: un catenaccio su una porta

E assumetela un po' di gente! Fatelo un concorso "vero" all'Atac, istruite i vostri addetti a starsene davanti ai tornelli e non chiusi dentro i gabbiotti a fare i fatti loro protetti da finti avvisi appiccicati ai vetri per non far vedere dentro. E prendete anche dei vigilantes preparati al loro compito, non i soliti cosidetti volontari, i "ladri di lavoro". Fatelo, imponete con controlli il rispetto di questi impegni lavorativi. E quello che vi saranno costati in più vi ritornerà con l'evasione tariffaria recuperata, insieme al nostro apprezzamento per un servizio che sarà finalmente all'altezza di una capitale europea.

giovedì 4 luglio 2013

Atac, basta ladri di lavoro?


Non ci sono ancora conferme ufficiali alla notizia, salvo un messaggio di un lettore su Repubblica, ma basta farsi un giro per le fermate della metropolitana per scoprire che sono scomparse quelle ingombranti presenze di volontari di un'associazione fra carabinieri in congedo e loro parenti che avevano sostituito gli addetti alle stazioni e vigilantes, il cui organico era stato ridotto, anche forse grazie a questa loro disponibilità, da 70 a 30 componenti.

Oltrettutto, l'unico compito di questi cosidetti volontari era di stare accanto ai tornelli d'ingresso, senza possibilità di accedere ai gabbiotti o negli altri locali delle stazioni, salvo emergenze. Emergenze per le quali non potevano far nulla, e meno male per noi, non essendo né tecnici né avendo fatto alcuna preparazione specifica.

Il loro compito era esclusivamente di fare da dissuasori di comportamenti scorretti grazie a delle pretenziose divise con bene in vista la scritta carabinieri, ma che apparivano molto in contrasto con la reale fisicità di chi le indossava. Fra nanerottoli, tabagisti incalliti, occhialute con fondi di bottiglia, toccati da Dio, tripponi col fiato corto, e penne bianche sul sentiero di Manitù (risparmiamoci le foto per pietà più che per rispetto della privacy) si poteva ben capire che l'unico criterio di selezione doveva essere stato l'essere parenti di un qualche carabiniere, o anche soltanto dei simpatizzanti. Una pratica che Alemanno, che li ha messi lì, ha dimostrato più volte di non disdegnare.

Sia chiaro, quello che qui si contesta non è lo spirito di partecipazione, né la pratica del volontariato che, anzi, sarebbe da incentivare (a patto che non diventi soltanto il serbatoio clientelare del politico di turno). Ma con l'attuale bisogno disperato di lavoro non è accettabile vedere alcuni offrirsi volontari per svolgere gratis o con semplice rimborso spese quel lavoro per cui sono stati lasciati a casa dei lavoratori. Sarebbe un comportamento non degno nemmeno del peggiore dei crumiri. E chiunque di noi, se fosse un carabiniere, non vorrebbe il nome della sua Arma associato a persone del genere.


Per capire meglio cosa c'era dietro questa "opera di volontariato" è utile andarsi a leggere la discussione che scaturì su Romatoday a ottobre scorso da una nostra segnalazione, dove persone evidentemente ben informate sulla vicenda, molto probabilmente perché direttamente coinvolte, hanno rivelato interessanti particolari:

Non è altro che la nuova politica di ATAC. Non assumendo personale quei pochi operatori di stazioni che ci sono vengono mandati nelle stazioni centrali,idem per le guardie giurate.
P.S. Quegli "sconsolati volontari" altri non sono che l'ANC- Associazione nazionale carabinieri- i quali hanno tolto il posto di lavoro alle guardie giurate per due buoni pasto al giorno (e si non sono proprio volontari...) e non hanno ne la competenze nè l'età per vigilare nelle stazioni.

Questo commentatore chiudeva i suoi interventi con un saggio appello che allora, sotto la giunta Alemanno, rimase inascoltato.

Credo che l'ANC debba fare un passo indietro e, capito che l'opera che stanno svolgendo non è di tipo sociale bensì è un lavoro vero e proprio, rifiutarsi di sostituire le gpg o gli operatori di stazione che con quegli stipendi ci mandano avanti una o più famiglie. A quel punto ATAC, che non potrebbe lasciare del tutto incustodite le stazioni, si vedrebbe costretta a richiamare quel personale che si è guadagnato fino a ieri la pagnotta onestamente.

Vedremo se adesso che il sindaco è cambiato, con Ignazio Marino al Campidoglio, davvero cambierà anche l'aria e si dirà basta a volontariati di facciata tornando a far presidiare le stazioni della metro (al momento sguarnite) da chi quei compiti è stato preparato a farli e che per il suo sforzo, per la sua competenza, per la nostra sicurezza e per il suo "diritto al lavoro", è giusto che venga assunto.

sabato 22 dicembre 2012

Romani, razza di ignoranti!


Forse è fatto apposta, quei manifesti dell'Atac con testimonial i Cesaroni e con quel personaggio che così parla di suo, da ignorante e buzzurro che non riesce nemmeno a coniugare correttamente i verbi, usando la terza forma plurale di "sono" per "gente", che invece è singolare.

A chi è un appassionato di quella serie, forse, può anche fare simpatia quella pesante sgrammaticatura. Ma chi invece quella serie e quei personaggi non li segue, chi arriva a Roma per turismo e per lavoro, trovandosi davanti a quel manifesto così "sbagliato" può solo concludere che si tratta di "romana ignoranza".

Atac, comune di Roma e pubblicitari, questa è la bella immagine che danno della nostra città. Che amarezza!


martedì 23 ottobre 2012

L'Atac fa catenaccio


La foto è stata scattata domenica scorsa, nel pomeriggio, nella stazione metro di Giulio Agricola. Tanti i passeggeri in transito, ma nessun addetto e nemmeno vigilantes in giro. All'interno del box i monitor di sorveglianza sono accesi, ma anche lì non c'è nessuno per controllarli. E il robusto catenaccio alla porta ne è la conferma. 

Una situazione tutt'altro che eccezionale. Ormai questa è la norma in tante stazioni della nostra zona, come riportano le tante testimonianze dei cittadini del quartiere.

Se la mattina vai a prendere la metro a Lucio sestio non c'è mai un'anima, se il tornello non ti accetta il biglietto o la tessera sei costretto a passare dietro a qualcuno...

Sapete che sono state presentate tantissime lamentele inerenti la già citata stazione e la stazione di Giulio Agricola? Personale di stazione assente, vigilantes assenti e tornelli tenuti sempre aperti....

Oltre agli addetti, ormai è diventato anche raro vedere dei veri vigilantes. Al loro posto, e neppure sempre, degli sconsolati volontari di una qualche associazione di amici, parenti e pensionati dei carabinieri, i quali non hanno altro compito né autorità (per fortuna!) che starsene impalati per qualche ora in quelle stazioni.

Un'indubbia dimostrazione dell'abbandono in cui versano le stazioni della nostra periferia e delle deficienze dell'Atac e del comune di Roma che però si cerca di nascondere annunciando fantasmagorici piani di Assistenza e Controllo e provando ad addossare tutte le colpe ai cittadini accusandoli (con la complicità di media e giornalisti conniventi) di essere una massa di portoghesi, primi fra tutti proprio noi del Don Bosco.

venerdì 4 marzo 2011

Parentopoli, finalmente se ne parla in tv

Facciamo un piccolo promo. Domenica prossima alle 21,30 Presa Diretta, la trasmissione di quel bravissimo giornalista che è Riccardo Iacona, si occuperà della parentopoli romana in Atac e AMA. Questa la scheda della puntata presa dal sito della trasmissione:

“PARENTOPOLI”
Raffaella Pusceddu, Vincenzo Guerrizio e Elena Stramentinoli hanno ricostruito il sistema di clientele che ha portato all’assunzione di migliaia di parenti, amici e conoscenti nelle municipalizzate della capitale. Un malcostume diffuso che ha affossato i bilanci e mette in serio pericolo il funzionamento dei servizi pubblici della capitale.

In queste settimane, su questa faccenda, abbiamo letto molti articoli sui giornali (quasi sempre però in cronaca locale), poco invece era uscito in tv e a livello nazionale. Siamo sicuri, conoscendo la rigorosità dei giornalisti che lavorano in quella trasmissione (date un'occhiata alla puntata sulla spazzatura in Campania), che la puntata sarà interessantissima e che ne vedremo delle belle.

Allora, per tutti, lo ricordiamo ancora una volta perché ne varrà sicuramente la pena, appuntamento a domenica alle 21,30 su Rai 3: Presa Diretta - Parentopoli

venerdì 14 gennaio 2011