giovedì 31 ottobre 2013

Almeno le toppe...

Il pezzo di strada sistemato (si fa per dire)

Sembrava che finalmente al comune e al municipio si fossero decisi a intervenire in piazza Sempronio Asellio e a eliminare quelle buche che fanno sembrare quella zona uno sterrato da rally, ma l'intervento si è limitato a un po' di toppe di asfalto, per giunta solo in un piccolo pezzo della piazza e probabilmente non per la volontà reale di tappare le buche, ma per il ripristino della viabilità dopo i lavori a qualche conduttura.

La striscia di asfalto nuovo parte dal lato dell'ufficio postale, ma si interrompe a metà piazza. Sulla parte dal lato di viale Nobiliore le buche ci sono ancora tutte, così come ci sono anche in tutta la parte bassa (dal lato verso via Papiria, per intenderci) dove non è stato fatto il benché minimo intervento

Il resto della piazza rimane nelle stesse deprorevoli condizioni di sempre

Sono anni che in quella piazza vige il degrado più assoluto. Di segnalazioni ne sono state fatte tante, compresa la nostra a gennaio scorso, che siamo anche riusciti a far pubblicare da Repubblica. Da allora nulla è stato fatto. E a questo punto sperare in una risistemata di quella piazza, con un nuovo riassetto e un'illuminazione decente, diventa pura utopia. Ma almeno le buche...

martedì 29 ottobre 2013

Dehors o parcheggio, questo è il dilemma


Non bastavano tavoli e sedie sui marciapiedi davanti a bar, pizzerie e ristoranti ad ingombrare il passaggio e a rendere difficile la vita ai tanti anziani, alle casalinghe con i carrelli spesa e alle mamme con carrozzine. Adesso nel quartiere spuntano anche i dehors, la cui caratteristica peculiare è quella di sottrarre posti auto. 

Cosa sono i dehors? Se una volta il caffè lo prendevamo al banco, se per fare i signori e se era una bella giornata ci sedevamo al tavolino, adesso la nostra "apericena" la facciamo comodamente seduti in quelle strutture esterne ai bar, con tanto di tettoia, piazzate proprio a bordo marciapiede, dove prima ci parcheggiavamo le nostre auto.

Ma se al Don Bosco il parco auto ha un'età media intorno ai dieci anni non è perché siamo appassionati di antiquariato. Se dalle nostre parti non si trova un posto per parcheggiare in strada, se non dopo giri di mezze ore, non è perché siamo così tirchi da non volerci pagare un posto in uno dei tanti garage del quartiere (dove, se paghi, i posti ci stanno). Se questo succede è perché di soldi in tasca ce ne girano sempre di meno.

Il dehors del bar pasticceria in via Publio Valerio

E ne abbiamo anche poche di auto in rapporto alla altissima densità abitativa del nostro quartiere. Ma quelle poche sono comunque tante e vanno messe da qualche parte. I posti auto sono, quindi, merce ricercata, e vederseli sottrarre allegramente da bar, pizzerie, frutterie, pasticcerie e persino panetterie, ecco, fa girar le balle.

Guardate quanto succede in via dei Consoli, nel tratto fra via Scribonio Curione e via Telegono. Palazzoni da otto piani da un lato all'altro della strada, una miriade di appartamenti e di proprietari d'auto, e all'improvviso vengono piazzati non uno, ma ben tre grandi dehors sulla strada. E come se questo non bastasse, il giornalaio, in crisi di visibilità, ha usato lo spazietto rimasto fra due dehors (ma comunque sufficiente per posteggiarci due o tre auto) per metterci i suoi cartelloni.

Via dei Consoli, tre dehors uno di fila all'altro

Quello in via dei Consoli, per l'anomala concentrazione di quelle strutture, è il caso più eclatante, ma non certo l'unico. Sono tanti i bar, le pizzerie e i ristoranti che li hanno installati o stanno pensando di farlo.

Non abbiamo modo di verificarlo, ma dobbiamo pensare che quei dehors non siano abusivi e che quindi c'è qualcuno che ha "autorizzato" quelle strutture, infischiandosene però di quello che è il loro impatto su un territorio così popolato e carente di parcheggi com'è il nostro.

Anche la panetteria in via Ponzio Cominio ha voluto il suo dehors

E' il buon senso che vorrebbe fossero imposti dei limiti a quelle strutture, ed è diritto del cittadino di chiedere ai suoi rappresentanti eletti al municio e in comune di essere informato, vigilare e di intervenire per mettere fine a questa sottrazione coatta di posti auto. Si aspettano risposte.

giovedì 24 ottobre 2013

SegnalAmianto anche al Tuscolano


Di amianto sui tetti e dentro i palazzi e persino nelle scuole del nostro quartiere ce n'è tanto. Come blog ne abbiamo scritto più volte mostrando foto e parlando di quelli che sono i rischi mortali (un mesotelioma non lo si augura a nessuno) nel respirarne anche una sola fibra portata dal vento.

Poco si è fatto. In quei palazzi con le tegole d'eternit vecchie, rotte, rattoppate e consunte dal tempo tutto continua come prima, senza che nessuno intervenga per "obbligare" i proprietari a una seria bonifica. In soccorso arriva però SegnalAmianto, il nome di un'iniziativa promossa da pochissimi giorni da KataWeb (cioè, da Repubblica), a cui i cittadini  possono segnalare, anche in forma anonima, tutte le situazioni a rischio di cui sono a conoscenza.

Chi vive vicino a un manufatto in amianto ha diritto a chiederne e ottenerne la rimozione o la bonifica. Su Kataweb Consumi abbiamo lanciato la campagna SegnalAmianto. Se vivete – o lavorate – vicino a delle strutture in eternit potenzialmente pericolose scrivete a segnalamianto@gmail.com


Ogni settimana aggiorneremo la mappa con le vostre segnalazioni. Alla fine della campagna (giugno 2014) pubblicheremo un resoconto e inoltreremo le vostre testimonianze alle Arpa (le agenzie per la protezione ambientale) regionali.

L'indirizzo a cui inviare le segnalazioni, lo ripetiamo, è: segnalamianto@gmail.com . Inoltre, all'interno della pagina di KataWeb troverete anche una mappa navigabile costantemente aggiornata con tutte le segnalazioni arrivate. Basta una breve descrizione e un indirizzo esatto, meglio ancora se accompagnati da una foto. Potete segnalare edifici con tegole di eternit, ma anche con cassoni dell'acqua, pannelli e superfici con vernici a base di amianto, se ne siete a conoscenza. Queste segnalazioni, assicurano sul sito, verranno inviate alle Arpa di competenze, le quali così, aggiungiamo noi, non potranno più far finta di non saperne nulla.

Una nostra parziale mappa degli edifici con tegole di eternit intorno a viale Marco Fulvio Nobiliore

martedì 22 ottobre 2013

Siamo alla frutta

Via dei Salesiani

Non è una metafora, parliamo proprio di frutta. O meglio, parliamo della pessima abitudine dei fruttaroli del quartiere di allargare le loro attività commerciali piazzando cataste di cassette sui marciapiede. C'è chi lo fa con una certa discrezione, che le cassette spuntano dal negozio in strada appena un po', quel tanto da far rimirare meglio la mercanzia in vendita. E poi ci sono quelli che invece debordano, considerando il marciapiede una loro proprietà e arrivando persino a sequestrare posti auto davanti alle frutterie piazzandoci cataste di vecchie cassette per farci il carico e scarico a piacimento.

E' il caso che ci è stato segnalato da un lettore del blog in via dei Salesiani, quasi all'angolo con via Publio Valerio, dove la frutteria aperta da pochi giorni si è già presa buona parte del marciapiede mettendoci un cassettone pieno di mele e altra mercanzia, oltre a indebitamente crearsi la sua personale e abusiva zona di carico e scarico col solito trucco delle vecchie cassette piazzate in strada. Ma non è l'unico caso. La stessa cosa succede anche su viale San Giovanni Bosco, di fronte alla scuola De Curtis, come si può vedere in questa foto.

Viale San Giovanni Bosco

Per non parlare della frutteria in via dell'Aeroporto, angolo via Flavio Stilicone, dove più che in normale negozio pare di essere ai mercati generali, per le torri di cassette piazzate in strada a sottrarre posti auto.

Via dell'Aeroporto

E il giro continua. Qui siamo in via Stilicone, angolo Calpurnio Fiamma, dove l'intero marciapiede è usato per fare mercato. Almeno questi non si sono presi posti auto, e il marciapiede lì è bello largo. Ma comunque fanno commercio dove non si dovrebbe.


A chiudere questa piccola selezione dei tanti casi simili che ci sono nel quartiere, la frutteria in via Marco Papio, che oltre a prendersi un bel po' di posti auto (almeno tre) ha anche ristretto il marciapiede con le sue cassette di frutta a un mezzo metro scarso di ampiezza. Lì bisogna passare in fila per uno. E per anziani in cazrrozzina e mamme con bambini non resta che la strada, scansando le auto.

Via Marco Papio

Dubitiamo fortemente che questi comportamenti siano consentiti dalla legge. Quello che però sappiamo è che non possiamo essere noi cittadini a farci carico di discussioni infinite con gli invadenti proprietari di quelle frutterie per i disagi che vengono dal restringimento dei marciapiedi e dal ridursi dei posti auto. Ad altri è affidato il compito di vigilare e di sanzionare, quando è il caso, questi comportamenti. A noi cittadini il dovere civico di segnalarli.

giovedì 17 ottobre 2013

Un pericolo in meno, ma il problema rimane


La plafoniera aperta di quel lampione in via Pasquale del Giudice dal quale spuntava un trasformatore a rischio caduta da molti metri di altezza su automobili e passanti e che vi avevamo segnalato in un precedente post è stata finalmente sistemata. Peccato però che i tecnici intervenuti non abbiano conseguentemente ripristinato anche l'illuminazione. In quella strada, infatti, continuano ad essere spenti tre lampioni su quattro, compreso quello su cui è stata effettuata la riparazione.

Come si presentava fino a qualche giorno fa quel lampione

Il motivo di ciò è per noi un mistero. Se probabilmente l'intervento è stato fatto sulla base della nostra segnalazione per quella che era una reale situazione di pericolo, si sarebbe dovuto intervenire anche per il ripristino totale di quei lampioni (segnalato anch'esso) e per evitare ai cittadini i disagi e i rischi della poca illuminazione in quel quadrante di strade.

Via Pasquale Del Giudice e i suoi lampioni spenti

Al cittadino che aveva provato a segnalare il problema al municipio è stato risposto da un addetto dell'ufficio tecnico, che non era in grado di aiutarlo, di formare un comitato e di chiederlo alla Fantino (la presidente del VII municipio). Possibile che si debba arrivare fino a questo punto per tre lampioni spenti?

martedì 15 ottobre 2013

Le invisibili strisce pedonali del Tuscolano

Piazza San Giovanni Bosco

Non si fa in tempo a rifarle che passa qualche settimana e il bianco delle strisce pedonali svanisce. Basta il passaggio di qualche auto, un po' di sporco, un acquazzone e di quelle strisce che dovrebbero servire a segnalare agli automobilisti un passaggio pedonale e a salvaguardare l'incolumità dei passanti non c'è più traccia.

Il problema strisce pedonali invisibili (ma un discorso simile va fatto anche per i posti auto per disabili) non è solo del nostro quartiere e riguarda tutta Roma, ma da noi sembra ormai diventato la regola. Per trovare delle strisce pedonali perfettamente visibili occorre guardare a quelle fatte annni fa, con tanta pittura così densa da sembrare calce e che spiccavano a rilievo dall'asfalto. Oggi, se vi è capitato di vedere degli operai all'opera, si usa una semplice pistola a spruzzo con pittura diluita al massimo: una passata veloce e via, in una nube vaporosa. 

Rapidi, efficienti e però anche incosistenti, visto che con questo sistema bisogna rifare quelle strisce in continuazione. E per di più, siccome i punti da rifare non vengono segnalati in anticipo, capita spesso di vedere strisce pedonali lasciate incomplete o fatte intorno alle auto parcheggiate a bordo strada. Guardate questa foto. E' stata fatta in via dell'Aeroporto dove recentemente è stato asfaltato un pezzo di strada e conseguentemente sono state rifatte anche le strisce pedonali. Paradossalmente si vedono di più le strisce vecchie (sulla sinistra) che le nuove, già ormai quasi invisibili.


Queste altre foto sono state scattate davati alla scuola media Cecilio Secondo di via Spurinna e alla Italo Svevo di via Salvioli. Due punti molto a rischio e lasciati in completo abbandono. Per fortuna che almeno in un caso (via Salvioli) ci sono i cartelli di segnaletica verticale, altrimenti l'automobilista non avrebbe alcun avvertimento per prestare attenzione ai ragazzini che escono da scuola.


E come dicevamo, la questione riguarda anche i posti per disabili. In alcuni casi, viste le lunghe attese, è capitato anche che siano stati gli stessi disabili a tracciare le strisce gialle (a volte anche con un po' di furbizia, prendendosi un po' più spazio di quanto concesso). Ma questo in foto è lo stato delle strisce di molti di quei posti auto, ormai in molti punti del tutto scomparse, e che quindi autorizzano gli automobilisti a sconfinarci sopra non avendo più limiti di riferimento.

Piazza San Giovanni Bosco angolo via Calpurnio Pisone

C'è evidentemente qualcosa che non funziona nel sistema con cui il municipio gestisce la cura delle segnalazioni orizzontali. Facendo qualche ricerca abbiamo trovato che quel servizio è stato affidato (qui il pdf) alla Cooperativa Cantieri Sociali X Municipio per la somma di 20.000 euro. Sembrano tanti soldi, ma riguardando gli interventi da giugno 2013 a fine anno e su tutto il vastissimo territorio dell'ex X municipio forse poi non lo sono. Ventimila euro sono il segno di un affidamento lavori fatto al ribasso, e quindi logicamente al ribasso è anche la qualità del lavoro fatto.

Il contratto è scritto in un burocratese estremo, difficile da decifrare per noi comuni cittadini. Ma quello che a noi sembra mancare in quelle poche paginette di incomprensibile linguaggio (magari qualcuno più addentro di noi può chiarircelo) è proprio una richiesta di rispetto di standard qualitativi e di possibilità di verifiche sul lavoro svolto.


Ma a parte il rispetto o meno dei contratti, servirebbe soprattutto che i nostri amministratori si rendessero conto, una volta e per tutte, che così non si può continuare e che ogni incidente che avviene a causa di quelle strisce malfatte è anche responsabilità loro. E cioè di chi, pur avendone il compito, non si attiva per risolverlo preferendo rimanere in silenzio. Su di noi cittadini, per come sono ora combinate le nostre strade, ricadono tutte le conseguenze di questa loro poca cura per il "bene pubblico". Occhio a quando attraversate.