C'è un detto, triviale e sessista, ma efficace per far capire all'istante com'è andato quel consiglio municipale che doveva affrontare il problema di un intero quartiere trasformato in discarica da una differenziata fallimentare imposta a forza dal comune di Roma di centrodestra, ma con l'avallo del X municipio di centrosinistra.
E' facile fare i froci col culo degli altri
Perché usiamo una metafora così forte? Intanto perché, in buona parte, i nostri consiglieri eletti non sono del quartiere o non ci vivono da tempo (chi di Prati, chi di Trastevere, chi di Centocelle, chi di vattelapesca).
E già qui ci troviamo di fronte al primo paradosso. Com'è possibile che i partiti e i movimenti abbiano candidato nelle loro liste per delle elezioni amministrative persone non del territorio in così gran numero? Se anche fossero state persone valide (e visti i comportamenti ci permettiamo di dubitarne) avrebbero dovuto candidarsi nei municipi da cui provenivano e le cui realtà conoscevano meglio, invece che da noi...
La conseguenza più immediata è che di quello che viviamo sulla nostra pelle loro nulla sanno se non per conoscenza indiretta. E soprattutto, non vivendo nel quartiere, il disagio, i problemi, i rifiuti per strada, la puzza di immondizia sempre più insopportabile che noi subiamo quotidianamente, loro non li conoscono e non hanno nessuna fretta di occuparsene.
E' per questo che possono permettersi di fare accademia sui massimi sistemi e di parlare di porta a porta come "unico" sistema possibile di raccolta. Ottimo metodo, per carità, ma non applicabile a palazzoni alti anche dieci piani, con appartamenti di 50-60 metri quadri abitati dai sottoscala fino ai terrazzi.
Possono fare accademia perché tanto sanno che se anche l'AMA e il comune di Roma rispondono picche (come naturale), loro se ne tornano nelle loro belle casette fuori del quartiere e a noi cittadini del Tuscolano Don Bosco tocca continuare a camminare in mezzo alla monnezza.
La distanza dai problemi reali di queste persone è tale, l'ignoranza talmente manifesta, che tocca ascoltare il minisindaco, Sandro Medici (sicuramente azzeccata la prima parte della sua carica) e il consigliere Colasanti affermare che almeno l'AMA ha "allungato" i turni dei camioncini per la raccolta, quando invece la municipalizzata ha solo "spostato" di un'ora in avanti tutti i turni, senza aggiungere nuove postazioni o turni extra di conferimento al pomeriggio, tantomeno "allungando" la risicata ora e mezza mattutina in cui i cittadini sono costretti a portare l'immondizia ai camioncini dei parenti di Alemanno, tutti di ipod e crema abbronzante muniti.
Quel consiglio era aspettato con ansia dai cittadini del quartiere, nella speranza che una bocciatura senza sé e senza ma da parte di tutti i consiglieri (maggioranza e opposizione) avrebbe convinto l'AMA e soprattutto il comune di Roma a recedere dal suo fallimentare sistema di differenziata.
Così non è stato. Si è assistito invece a un triste spettacolo di persone che dovrebbero essere adulte che si baloccavano su procedure e su emendamenti discutendo su chi doveva parlare per primo e se la parola "purtroppo" non rischiava di affermare quello che era da negare (o qualcosa del genere).
Un inutile sforzo per far finta di capirne qualcosa e buttarla in caciara, che non ha però raggiunto il suo scopo, almeno a leggere la sintesi precisa e puntuale fatta da Matteo Scarlino su Roma Today e vista la reazione dei cittadini che hanno deciso in massa di abbandonare l'aula consigliare.
Ah, se non si fosse capito, il culo con cui si baloccano i nostri bravi consiglieri è quello di noi cittadini.
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