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sabato 5 gennaio 2013

S'allargamo... ancora di più!


Novità dal mercatino sotto i portici di piazza San Giovanni Bosco. Come avevamo previsto, il caramellaro che già aveva dimostrato la sua "invadenza" si è ulteriormente allargato aggiungendo alla sua bancarella un camion intero con affaccio in piazza.

La foto sopra è stata scattata ieri pomeriggio, durante i preparativi, mentre quest'altra sotto è stata scattata in serata, con tutte le luci accese e abuso in corso, perché se la bancarella sotto i portici fa parte di un mercatino autorizzato di certo non può esserlo quel camion in quella posizione per il quale non c'è stato nessun avviso nei giorni scorsi.


Scommettiamo che quel caramellaro chiamerà i vigili per far togliere le altre auto regolarmente parcheggiate affianco e prenderà anche quell'ulteriore spazio?

Ma oltre al camion il signor caramellaro ha aggiunto anche un'ulteriore struttura sul marciapiede ad angolo fra il viale e la piazza...

giovedì 3 gennaio 2013

S'allargamo...


Brutto vizio quello dei bancarellari. Gli dai uno spazio, si impegnano a rispettare le regole che gli sottoponi e poi, una volta piazzati, eccoli al solito fare come gli pare.

Del mercatino sotto i portici di piazza San Giovanni Bosco ci eravamo già occupati per denunciare un grave affronto che vi era stato compiuto. Questa volta invece la segnalazione riguarda l'abuso che molti bancarellari hanno fatto ampliando lo spazio per le loro bancarelle oltre il consentito.

La foto sopra mostra chiaramente quanto sia stato ristretto il passaggio pedonale dal caramellaro (dal lato di viale Nobiliore), che l'ha occupato con ulteriore mercanzia, appesa o sistemata a lato al di fuori del suo stand, e mettendo un macchinario per lo zucchero filato proprio di fronte.

E se questo è il davanti, ancora peggio va sul dietro, cioè sul lato che affaccia sulla piazza e dove si trova la fermata dell'autobus...

giovedì 13 dicembre 2012

Massima vigilanza!


La brutta faccenda dell'affronto alla memoria di Roberto Scialabba proprio nella piazza in cui è stato ucciso dai fascisti con la bancarella "natalizia" che esponeva santini di Mussolini pare, al momento, essersi risolta.

La nostra segnalazione al municipio ha fatto sì che l'assessore De Simoni facesse un "richiamo diretto" all'organizzatore di quel mercatino, il quale ha avvertito il bancarellaro di togliere quella squallida mercanzia prima del controllo dei vigili, che infatti al loro arrivo non hanno trovato niente.

L'assessore ha agito in base alla delibera approvata dal consiglio e pubbicata sul bando sui mercatini di Natale nel quartiere in cui è espressamente prescritta:

l’esclusione della vendita o l’esposizione di armi, di articoli e/o simbolismi con esplicito riferimento ideologico e politico

Non c'è però soddisfazione nella soluzione trovata. Intanto perché si è trattato solo di un "richiamo diretto", cioè a voce. Una semplice sgridata per una marachella (e nemmeno al bancarellaro) quando invece quanto successo dovrebbe essere percepito come fatto grave da ogni cittadino del quartiere, compresi persino quelli di orientamento a destra.

Per di più, quel richiamo è servito a mettere in allarme il bancarellaro che così ha potuto nascondere quei santini prima del controllo dei vigili. 

La prova che il bancarellaro in questione è pronto a riprovarci è nel fatto che, a due giorni dal controllo, ha lasciato ostentatamente un vuoto dove teneva le immagini del pelato senza riempirlo con le altre che ha. Se l'ha fatto evidentemente ha uno scopo, non fosse altro per passare da martire della grave ingiustizia subita dai cattivi comunisti (che magari ci fossero!).

Rimane, quindi, quell'elemento di disturbo nella nostra piazza su cui occorre vigilare perché non ci si ritrovi per l'ennesima volta con certe facce sgradite in mostra nel posto più sbagliato.

martedì 11 dicembre 2012

L'oltraggio continua


La bancarella che espone i santini di Mussolini in vendita è ancora lì, sotto i portici di piazza San Giovanni Bosco.

Aggiornamento delle 19,00 di oggi: il bancarellaro ha tolto i santini del feticcio pelato che idolatra, ma ha lasciato ostentatamente quello spazio vuoto, pronto evidentemente a rimetterceli. Siamo in attesa di capire se l'ha fatto per un intervento ufficiale (come ci era stato promesso dal municipio) e quali saranno i provvedimenti nei suoi confronti. Finché non arriveranno queste informazioni la questione non potrà dirsi risolta.

Ci era stato assicurato da consiglieri (anche dell'opposizione) e assessori del X municipio che era stato deciso in commissione che "i mercatini per il Natale non devono contenere nulla che non sia proprio con le festività natalizie", che sulla delibera erano stati espressamente vietati i riferimenti ideologici ma anche spade e scimitarre, che era stata fatta immediatamente la segnalazione ai vigili, e che fra ieri sera e stamattina sarebbero intervenuti. Ma finora (alle 11,30 di oggi) quel bancarellaro è ancora al suo posto con la sua squallida mercanzia.

E' intollerabile che si continui a permettere questo scempio proprio nella stessa piazza dove Roberto Scialabba, un ragazzo del nostro quartiere, fu ammazzato dal fascista Giusva Fioravanti.

Il corpo di Roberto Scialabba in piazza Don Bosco

Per tutti i distratti, per tutti quelli con la memoria corta che hanno dimenticato i loro stessi amici e il perché un tempo si dicevano antifascisti ecco un piccolo promemoria:

Valerio Fioravanti si fa venire in mente un’idea.. se in via Calpurnio Fiamma non c’è nessuno, perché non spostarsi nei vicini giardini di Piazza Don Bosco? Lì qualche zecca deve esserci dì sicuro… La previsione di Fioravanti si rivela esatta: almeno stando ai capelli lunghi e agli eskimo che indossano un gruppo dì ragazzi che chiacchierano e si fanno le canne seduti sulle panchine dei giardini, i comunisti non aspettano altro che di essere ammazzati. I fratelli Fioravanti insieme a Franco Anselmi sono quelli che si incaricano dell’esecuzione. Entrano nei giardini e si dirigono verso le panchine. Poi, guadagnata la giusta distanza, aprono il fuoco. Valerio questa volta è il primo a sparare. Il gruppo dì ragazzi preso di mira tenta di darsi alla fuga ma i proiettili degli aggressori feriscono due fratelli, Nicola e Roberto Scialabba. Il primo riesce in qualche modo a mettersi in salvo mentre il secondo, agonizzante, resta alla mercé dei suoi assassini. Roberto Scialabba non riesce a muoversi, giace supino sul prato spoglio dei giardini. Valerio Fioravanti sale a cavalcioni sul suo corpo, prende bene la mira e lo uccide senza dargli scampo, piantandogli due pallottole nella nuca.

Questo è il fascismo.

lunedì 10 dicembre 2012

Squallore fascista a piazza Don Bosco


Mercatino natalizio sotto i portici di piazza San Giovanni Bosco, la bancarella di un incisore espone la bandiera italiana, fra la sua merce in vendita anche i santini di Mussolini, proprio affianco a quelli di padre Pio.

Nella nostra piazza, per chi se lo fosse dimenticato, a pochissimi metri da quella bancarella, i fascisti hanno ucciso Roberto Scialabba, la cui unica colpa è stata quella di essere uno del quartiere e quindi un rosso, come all'epoca lo erano in tanti da queste parti.


Quella bancarella è un'offesa e uno sfregio alla sua memoria a cui, se l'antifascismo è ancora un valore imprescindibile in questo paese, occorre dare una risposta pronta revocando "immediatamente" la concessione al suo titolare.

Per inciso, il soggetto in questione espone la bandiera italiana per marcare la sua inutile differenza con il resto dell'umanità, ma non disdegna di usare degli extracomunitari per farsi sorvegliare di notte (e siamo vicini allo zero) la sua insulsa bancarella. Scusate per la qualità delle foto, ma forse è meglio non vedere certe facce.

martedì 28 febbraio 2012

Roberto Scialabba, uno di noi


Quello nella foto è lo stabile occupato in via Calpurnio Fiamma, punto di aggregazione del quartiere negli anni settanta di alcuni gruppi di estrema sinistra. Un edificio storico, perché proprio lì nel 1944, quando era ancora la trattoria "da Gigetto" (anche conosciuta come l'incannucciata), Giuseppe Albano, detto il gobbo del Quarticciolo, assalì con la sua banda alcuni soldati tedeschi facendone fuori tre e provocando la rappresaglia di Kappler chiamata "Operazione Balena" che scaturirà nel Rastrellamento del Quadraro.

La foto ci mostra l'ultimo periodo di esistenza di quello stabile. Da lì a poco, ormai abbandonato e probabilmente pericolante, verrà demolito (gia si vedono le impalcature pronte per essere montate). Al suo posto, ironia della sorte per un posto con così tanta storia, oggi c'è una banca. Ma sulla foto è ben visibile quella scritta, ROBERTO E' VIVO, in ricordo di Roberto Scialabba, un ragazzo del nostro quartiere scelto a caso come vittima di un altra rappresaglia fascista e ucciso il 28 febbraio del 1978 in piazza San Giovanni Bosco.

L'autore materiale di quell'omicidio porta un nome conosciuto: Giusva Fioravanti. Insieme a una combriccola di suoi pari era nel quartiere con il dichiarato intento di colpire a morte qualcuno degli occupanti dello stabile (per approfondire...). Ma trovandolo vuoto, perché sgomberato dalla polizia quello stesso giorno, Fioravanti e i suoi cominciarono a vagare per il quartiere in cerca di qualcuno su cui sfogare il loro odio che avesse almeno l'aspetto da comunista. Arrivati in piazza, videro Roberto insieme a suo fratello e ad altri ragazzi del quartiere. Non li conoscevano, ma da come vestivano, dai capelli lunghi, fecero in fretta ad etichettarli come loro nemici e a sparare...

lunedì 28 febbraio 2011

La nostra storia 28 febbraio 1978


Piazza San Giovanni Bosco, un ulivo basso in mezzo a tanti pini che arrivano ai terzi piani dei palazzi, un'aiuola curata con la sua piccola recinzione in canna e una stele con sopra una scritta:

Roberto Scialabba 23 anni
Compagno rivoluzionario assassinato in questa piazza il 28-2-78 dai fascisti servi del regime
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La nostra lotta non si fermerà!
I compagni caduti ci hanno insegnato a non farci trovare morti!
Roberto

Quella stele è lì da tanto, in un angolo di piazza San Giovanni Bosco adesso in parte oscurato dalle baracche della pista di pattinaggio, fra le panchine dove passano i pomeriggi gli anziani del quartiere con le loro badanti ucraine e le notti i muratori rumeni che la mattina si ritrovano in un certo punto della Palmiro Togliatti ad attendere un caporale che regalerà loro un tozzo di pane in cambio di un qualche lavoro in nero.

Ma nel 1978 lì c'erano solo ragazzi romani. Era la loro piazza, di un quartiere nuovo, sorto relativamente da poco e ancora in parte in costruzione. Non era ancora entrata in funzione la metro A e per piazza San Giovanni Bosco passava ancora il tram, la storica linea Termini-Cinecittà, rendendo ancor più di adesso quella piazza il vero centro del quartiere.

Cristiano e Giusva Fioravanti, Alessandro Alibrandi ed altri camerati, riuniti in un bar dell'Eur, decisero che quel 28 febbraio era il giorno adatto per le loro personali vendette...