lunedì 15 ottobre 2012

Cinecittà, Cecafumo, Centocelle e Quadraro nel 1944


A grande richiesta e visto anche l'interesse suscitato, ecco altre foto con vista dall'alto del nostro quartiere scattate durante i bombardamenti del '44. Il merito delle ricerche va ad Alessandro Bianchini, appassionato di quel periodo e che si è dato da fare non poco per scovare le foto negli archivi storici americani (da lui anche la foto del bombardamento del post precedente) e ha voluto condividerle con tutti noi.

La prima foto mostra chiaramente (cliccare per ingrandire) tutta la zona intorno all'aeroporto. Si distingue sulla sinistra in alto Cinecittà (con il Centro Sperimentale di Cinematografia e l'Istituto Luce), in basso sulla destra il quartiere di Centocelle, mentre a destra si vede il Quadraro e sempre a destra un po' più in basso Tor Pignattara. Ma sono tanti i particolari interessanti di questa foto...

giovedì 11 ottobre 2012

Sotto le bombe


Quella che vedete è la foto aerea di un bombardamento nel '43 degli alleati sull'aeroporto Francesco Baracca. Nella foto successiva, opportunamente riposizionata su una mappa per un migliore orientamento, è possibile distinguere (nella sezione in bianco e nero) sulla destra il Quadraro mentre in alto c'è Centocelle. E nella parte bassa quella linea bianca e dritta che si vede è la Tuscolana, da Porta Furba fin quasi a Cinecittà.


Sì, il quartiere Don Bosco sorge proprio dove nel '43 cadevano le bombe. L'aeroporto era un ovvio obiettivo militare, ma le bombe, come succede spesso in tutte le guerre, finivano anche oltre, sui campi e tutto attorno. E per fortuna che allora di case da noi ce n'erano poche: la Torretta dei Consoli, la trattoria de Gigetto (che oggi non c'è più) e poche altre, che rimasero in piedi. Una fortuna che invece a San Lorenzo non ebbero...

lunedì 8 ottobre 2012

Un'americanata, ma con moderazione


Anche quest'anno quella manifestazione chiamata Un'Americana a Roma ha portato il suo carico di disagi in piazza San Giovanni Bosco. Ma bisogna anche riconoscere agli organizzatori (o a chi vigilava su di loro) che hanno fatto del loro meglio per contenerli.

Una situazione certamente migliore di quella degli anni passati, quando la piazza con la sua fragile pavimentazione diventava il personale parcheggio dei pesanti mezzi dei gestori degli stand. Ma non sono purtroppo mancati anche questa volta alcuni comportamenti al limite.


I mezzi degli organizzatori, anche se non vi hanno sostato, sono comunque entrati in piazza per l'allestimento degli stand. Nella foto se ne vedono due, col furgonato pericolosamente parcheggiato a filo con la grata già provata dai tanti passaggi (in realtà, mia testimonianza diretta, quel furgone appena arrivato si era posizionato con le ruote proprio sulla grata e si stava apprestando a scaricare quando qualcuno ha fatto notare la cosa all'autista, che si è sprecato a spostarsi di un paio di centimetri)...

venerdì 5 ottobre 2012

Cinecittà che bella città



Cinecittà che bella città nella città ah...

Questo cantava anni fa (era il 1978) Roberta D'Angelo parlando del suo quartiere di adozione. Un quartiere, il nostro, di cui aveva colto appieno l'anima profonda e che, anche se da allora è un po' cambiato, mantiene salda la sua identità anche a trentaquattro anni di distanza. 

E sentendo questa canzone fa riflettere che adesso come allora abitare a Cinecittà rimane una questione di fedeltà.

Cinecittà che bella città nella città ah
Cinecittà oh oh oh oh
Cinecittà che bella città nella città ah
Cinecittà

Qualcuno cammina sulle acque con un motorino rotto
che ogni tanto fa un botto
Cambiano le carte in tavola con un asso nella manica
moltiplicando i pesci e pure i fessi

Lumi finiti in salamoia gli altri soffocati dalla noia

Cinecittà che bella città nella città ah
Cinecittà oh oh oh oh
Cinecittà che bella città nella città ah
Cinecittà

Con un po' d'amore di nascosto con tanta paura addosso
come un cane senza osso con la rabbia che ti scoppia
con la voglia di tutto che ti prende di brutto

Al Quadraro che è un posto amaro
ho tramutato là per là un bar in baccalà

Ma tutto è rimasto lo stesso
come fuori adesso

Cinecittà che bella città nella città ah
Cinecittà oh oh oh oh
Cinecittà che bella città nella città ah
Cinecittà

Le macchine e gli stereo passano di proprietà
con molta facilità a Cinecittà
Fioriscono i casermoni come tante prigioni
l'acqua si tramuta in buchi  troppi negozi troppe luci

Senza soldi a Cinecittà
senza far niente a Cinecittà

Cinecittà che bella città nella città ah
Cinecittà oh oh oh oh
Cinecittà che bella città nella città ah
Cinecittà

Non c'è niente di divertente da fare se non stare ad aspettare
e guardare quelli che al centro prendono il tè affermando che
abitare a piazza Navona è una questione di atmosfera
specialmente la sera, la sera, la sera

Abitare a Cinecittà invece è una questione di...
Abitare a Cinecittà invece è una questione di... fedeltà

Cinecittà che bella città nella città ah
Cinecittà oh oh oh oh
Cinecittà che bella città nella città ah
Cinecittà oh oh oh oh...

mercoledì 3 ottobre 2012

Achtung Banditen!


Ci risiamo. I parenti di Alemanno tornano nel nostro quartiere per far cassa. Annunciati su molti giornali e su RomaToday, arriveranno presto accertatori AMA anche nel nostro quartiere per comminare multe da cento euro in su a chi non differenzia come dicono loro, nonostante poi che quel sistema misto duale che ci avevano imposto sia miseramente fallito (per loro stessa ammissione) e verrà presto smantellato.

Ma evidentemente la fame di soldi continua ad essere tanta, come anche il bisogno di far vedere che fanno qualcosa per riuscire a distrarre dai loro disastri e dalle centinaia di assunzioni fatte allegramente a loro parenti all'AMA e in altri enti. Non ultima quella della moglie dell'assessore all'Ambiente, Marco Visconti, che da semplice ragioniera e cassiera di negozio si è ritrovata una nomina a dirigente Atac sulla base del solo curriculum e con uno stipendio da 70.000 euro l'anno.

Sono marci dentro, e sanno benissimo che i romani l'hanno ben capito e che aspettano solo le elezioni per cacciarli a calci nel sedere (in attesa che la magistratura faccia la sua parte per tutte le ruberie che sicuramente verranno fuori). Proprio per questo adesso sono più pericolosi, perché hanno bisogno di buttare la colpa addosso a qualcun altro per sviare dalle proprie. Come sta facendo oggi l'AMA che riprova la carta autoritaria dei controlli trattando noi cittadini da banditi e inventandosi persino che siamo stati noi stessi a chiederlo (stessa scusa dei nazisti per i rastrellamenti)...

martedì 2 ottobre 2012

Un'Americana a Roma - Fatece largo che...


Fatece largo che passamo noi, una colorita strofa di una vecchia canzone romanesca che però nasconde arroganza, prepotenza e la solita strafottenza di chi pensa di poter fare tutto quello che gli pare infischiandosene degli altri attorno.

La stessa logica degli organizzatori della manifestazione Un'Americana a Roma, che a tutto assomigliano tranne che a li giovinotti de 'sta Roma bella e che pretendono per forza di farla svolgere in piazza San Giovanni Bosco, infischiandosene dell'impatto devastante che avranno con la loro iniziativa.

Dei danni fatti nelle passate edizioni alla pavimentazione e alle caditoie della piazza (da questa e da altre manifestazioni simili) abbiamo già ampiamente riferito in altri post. Oggi invece parliamo di un altro aspetto deteriore di questa americanata. Per due giorni l'intera piazza dovrà essere svuotata da auto e motocicli, oltre al divieto assoluto di transito per la giornata di domenica 7 ottobre.

Si tratta all'incirca di 190 posti auto in meno in un quartiere dove (per la sua alta densità abitativa) è estremamente difficile trovare un parcheggio già in condizioni normali. Il che significherà 190 automobilisti inferociti a cercare un posto nelle strade limitrofe invece di poter usare l'auto per andare a far spese o a trovare i parenti, come normale di domenica da queste parti...