giovedì 12 settembre 2013

Se il buongiorno si vede dal divieto di sosta...


Eh no, cari cinquestelle, così non si fa... Solo oggi, a meno di ventiquattr'ore dalla loro iniziativa prevista per domani in piazza San Giovanni Bosco, sono comparsi gli avvisi di divieto di sosta con rimozione. Tempo brevissimo per tantissimi automobilisti e cittadini del quartiere per accorgersi di quelle fettucce e provvedere a spostare le loro auto.

Probabilmente qualcuno non è nemmeno a Roma, qualcun altro è fuori per lavoro, oppure semplicemente oggi non è uscito di casa e non si è accorto di quell'avviso. Brutta sorpresa sarà per molti ritrovarsi domattina, a partire dalle sei, una multa sul cruscotto o addirittura l'auto rimossa. Questa è vera prepotenza, arroganza, frutto di una grave forma di "stocazzismo" che è arrivata alla fine anche ai grillini pentastelluti, almeno a quelli del nostro quartiere.


E se questo succede ancora prima che cominci la loro manifestazione, possiamo immaginare cosa succederà con la tutela della nostra piazza. Facile immaginare che andrà a finire come tutte le altre volte. Cioè, come tutte le volte che i partiti (con una sola lodevole eccezione) hanno fatto iniziative in piazza, lasciandoci solo danni e degrado.  

Ma cerchiamo, almeno noi, di fare servizio utile per tutti i cittadini del quartiere amici di questo blog. Fate passare voce fra chi pensate possa avere l'auto parcheggiata in quella parte di piazza San Giovanni Bosco che è vicino alla fontanella e anche sul lato nord, all'altezza della stele per Scialabba. Gli eviterete la sgradita sorpresa di una multa o di una rimozione per merito dei cinquestelle.


mercoledì 11 settembre 2013

11 settembre 1973



C'è un altro 11 settembre che va ricordato oltre a quello dell'attacco alle Twin Tower negli Stati Uniti. Ed è la morte del presidente cileno Salvador Allende a causa dell'attacco a La Moneda (il palazzo presidenziale) dei militari golpisti guidati dall'assassino Pinochet.

Le polemiche dei giorni scorsi su come si sia intitolata ad Allende "con un colpo di mano" l'aula consigliare del VII municipio (polemiche che riguardavano il metodo e l'inopportunità di quella scelta, non certo il nome) sono servite quantomeno a ricordare a tutti la grande figura di un uomo che è morto in nome e per la difesa della democrazia.

E allora, per ricordarne il pensiero, per far capire a certi suoi "ammiratori" di oggi che far politica è dialogo, attenzione ai problemi e difesa dei diritti dei più deboli, e che Allende non è soltanto un nome buono per certe occasioni da "pranzo di gala", vogliamo qui proporvi una appassionante intervista (per la regia di Emidio Greco) che un grande maestro del nostro cinema, Roberto Rossellini, gli fece nel maggio del 1971.

Buon ricordo.

Salvador Allende impegnato nella difesa de La Moneda dai golpisti

martedì 10 settembre 2013

Auto abbandonata in via Arrigo Solmi


Quell'automobile che vi avevamo già segnalato un mese fa col lunotto posteriore infranto è ancora parcheggiata in via Arrigo Solmi, proprio davanti all'asilo nido Pan di Zucchero. Ma se allora l'impressione era che fosse diventata il rifugio di un qualche senza tetto (per i panni che coprivano i finestrini), adesso invece sembra essere stata abbandonata del tutto.

La stessa auto, nello stesso punto, un mese fa

Da una verifica fatta sul numero di targa tramite il sito apposito del ministero dell'Interno quell'auto non risulta rubata, nonostante le sue condizioni. Ma quale che sia il motivo sul perché è là è comunque indecente che nessuno se ne preoccupi. Anche considerando che quell'auto è posteggiata proprio davanti all'ingresso di un asilo nido e che ormai è solo un rottame buono forse per qualcuno per recuperarne pezzi, per atti vandalici o per dargli fuoco. Si sta aspettando questo?

venerdì 6 settembre 2013

Ma che ci azzecca Allende?


Nel consiglio municipale che si è tenuto ieri all'interno dell'ex Istituto Luce, oggi sede del nostro municipio, si è stravolto quello che era l'ordine dei lavori previsti per inserire e far approvare a sorpresa un ordine del giorno sul nome da dare all'aula consiliare.

Ma invece di suggerire il nome di qualche illustre nostro concittadino (ce ne sono tanti) o quello di qualcuno che ha reso celebre nel mondo quella parte importante nel nostro territorio che è Cinecittà (e anche qui c'è solo l'imbarazzo della scelta) si è deciso a maggioranza di intitolare l'aula consiliare del nuovo VII municipio, che ora va da San Giovanni fino a Casal Morena, a Salvador Allende.

Sia chiaro che Allende ha il nostro massimo rispetto. Un politico che per la difesa dei suoi ideali e del concetto stesso di democrazia si è fatto uccidere non può non meritarlo. Ma davvero non si capisce perché intitolargli l'aula di un municipio romano dove si riuniscono i rappresentanti delle istanze dei cittadini.

Quel nome, Salvador Allende, così importante ma così distante dalla storia del nostro territorio, è testimone inconsapevole della distanza abissale che esiste fra i cittadini e chi è stato eletto per rappresentarli. Una ulteriore conferma, se ce ne fosse stato bisogno, che mai in quel consiglio la nostra voce avrà un peso, ma sarà sempre vista solo e soltanto come un fastidio.

giovedì 5 settembre 2013

Camioncino AMA abbandonato in piazza San Giovanni Bosco


Quel camioncino AMA posteggiato proprio sulla fermata Atac del 502 in piazza San Giovanni Bosco aveva già attratto l'attenzione di tanti, perché evidentemente lì non poteva stare. Ma la gomma a terra ha fatto pensare a un banale problema. Il tempo di sostituire la gomma e il camioncino si sarebbe tolto di là.


Ma sono passati i giorni e non c'è stata traccia di interventi da parte dell'AMA per rimettere in moto quel camioncino e liberare quella che è la piazzola di sosta di un autobus di linea. Qui di seguito un'altra foto che testimonia come quel camioncino fosse già lì da martedì sera (anche se secondo la testimonianza di Marco, autore della segnalazione e amico di questo blog, quel camioncino era lì fermo già da giorni prima.


Ad oggi, giovedì 5 settembre alle 14,00, quel camioncino è ancora là in piazza a intralciare chi deve prendere l'autobus. Vedremo quanto tempo ci metterà l'AMA per ricordarsene e mandare qualcuno a cambiare il pneumatico forato.

Aggiornamento del 6 settembre: finalmente il camioncino dell'AMA, chissà se anche grazie alla nostra segnalazione, è stato rimosso dalla fermata dell'Atac.

domenica 1 settembre 2013

Podromi di Porrajmos


Per me un ladro è un ladro, così come uno stupratore è uno stupratore, un assassino è un assassino e un evasore è un evasore. Non sento quindi nessun bisogno di sapere se questo delinquente è uno zingaro, un rumeno, un marocchino o se viene da Arcore. Io credo che ogni individuo sia responsabile, nel bene e nel male, delle proprie azioni. E non accetto che le azioni, finanche riprovevoli, di un singolo individuo debbano essere imputabili all'appartenenza di razza o di etnia.

Oggi un signore che nel suo profilo facebook ha una foto di lui in visita ad Auschwitz ha definito gli zingari una "razza inqualificabile" per un furto da lui subito da un individuo per giunta a lui sconosciuto, e quindi non per forza zingaro. 

Con tutto il rispetto per quello che ha significato emotivamente per lui quel furto, con questa sua uscita ha dimostrato tutti i suoi preconcetti e ha dato la possibilità di esplicitare il loro razzismo ai tanti suoi "amici" che hanno commentato invocando soluzioni finali. E il tutto su una pagina con sullo sfondo i cancelli di Auschwitz, dove furono bruciati nei forni 23.000 zingari


Inutile provare a dialogare e spiegare a questi signori l'assurdità delle loro convinzioni, che se non deriva dal sentirsi come italiani "razza eletta", e quindi superiore a tutte le altre (viene da ridere solo a pensarlo), è frutto dell'altra errata convinzione nel considerare "casa propria" un pezzo del pianeta Terra, patrimonio dell'intera umanità.

E' più facile per loro, in questi tempi di crisi, decidere che le colpe sono degli zingari che rubano, dei marocchini che stuprano e dei rumeni, albanesi e ucraini che ammazzano e fanno di tutto un po'. Non si rendono conto quei signori che questa è la comoda scusa dei veri responsabili di quelle colpe per distrarre l'attenzione da loro e focalizzare la rabbia e l'odio verso quelli più in basso nella scala sociale.

La storia si ripete, come tante altre volte nella storia della "razza umana". Adesso è il turno di nuovo degli zingari e degli extracomunitari. E nella nostra illuminata società i podromi, cioè le avvisaglie, di un  nuovo Porrajmos (per gli zingari quello che gli ebrei chiamano Shoah) ci sono tutti.