mercoledì 15 settembre 2010

La solita pagliacciata

Ieri secondo incontro con l'Ama al Tuscolano per parlare di differenziata "alla romana". Luogo diverso dal primo incontro di fine giugno (il cineteatro Don Bosco), partecipazione sicuramente minore, con un picco massimo per una mezz'oretta di duecento partecipanti,  toni da subito esasperati per far capire quanto sia gradita dai cittadini questa differenziata, ma l'aria fritta propinata è stata la stessa della volta precedente.

Mancava il minisindaco Sandro Medici, ma in sua rappresentanza c'erano ben due componenti della sua giunta: l'assessore Massimo De Simoni (ma come gli piacciono i titoli a questi...) con delega alle politiche economiche e di bilancio, attività produttive, sicurezza e legalità (provenienza DL, cioè Margherita, ora PD), e il viceminisindaco e assessore Massimo Perifano con delega alle politiche urbanistiche, patrimonio, sport, ambiente, affari generali e progetti speciali (eletto nella lista civica per Rutelli, ma anche lui PD, almeno stando a quanto scritto in questo blog).

Nella foto li si vede seduti ai lati dei tre tecnici Ama e la loro funzione è stata da subito chiara a tutti: pompieri di eventuali rimostranze e dimostrazione visiva dell'appoggio incondizionato che il PD del Tuscolano, a differenza che in altri quartieri (vale sempre la pena di ricordare la diversa scelta fatta dal PD a Marconi) e in contrasto con le stesse indicazioni contrarie in consiglio comunale provinciale e regionale dei loro dirigenti di partito, dà al progetto portato avanti dalla giunta Alemanno...


Non si capisce proprio perché gli esponenti del centrosinistra qui al Tuscolano continuino a sostenere questa differenziata calata dall'alto, con contorno di minacce per gli inadempienti, che stravolgerà (già sta succedendo) i ritmi dei cittadini e che di fatto (lo vedremo in un prossimo post) cancella quanto di buono fatto dalla precedente giunta Veltroni su questo tema. Soprattutto siamo all'assurdo che mentre dal comune i politici del centro destra che l'hanno proposta si tengono lontani da questi incontri, mandando solo tecnici, dalla circoscrizione a maggioranza centrosinistra fanno a gara a volerci stare.

Una volta si sarebbe parlato di "invidia del pene", oggi forse dovremmo parlare per Medici, De Simoni e Perifano di "invidia della croce celtica" (che è quella che Alemanno porta al collo), metafora di un decisionismo che non tiene in alcun conto dei bisogni reali del cittadino, ma che fa guadagnare di certo maggiore attenzione mediatica con i suoi roboanti annunci (vedi formula 1 all'Eur e Tor Bellamonaca spianata).

Ma che al Tuscolano, grazie al suo minisindaco, si sia andati "oltre la sinistra" ce n'eravamo accorti da tempo. Però pensavamo, "speravamo", che questo discorso fosse limitato al suo presidente, in disperata ricerca di visibilità. Ieri sera abbiamo dovuto invece constatare che il discorso va allargato a tutta la giunta. E a questo punto, visto il silenzio da loro tenuto sulla questione differenziata, anche a quelle realtà sociali che pure hanno i loro rappresentanti eletti, o li hanno sostenuti, in quel consiglio, come Action, Corto Circuito, Spartaco, ecc..

Ma per rimanere ai due "esemplari" della politica intervenuti. Il primo, Massimo De Simoni, si è preso il compito di stoppare ogni voce di dissenso contro il sistema adottato dall'Ama. E dimostrando di aver capito tutto ha parlato della necessità della raccolta "porta a porta", perché "obbligo" di legge in Italia e in Europa, "altrimenti lo stato fa le multe".

Innanzi tutto c'è da dire che alla riunione nemmeno i più agitati mettevano in discussione la necessità di differenziare, ma solo le modalità con cui questa raccolta viene attuata. Qualcuno, poi, dovrebbe spiegare all'informatissimo politico, che evidentemente non vive nel quartiere, che il "porta a porta" a Roma lo fanno all'Aventino, mentre da noi il metodo è quello del... Vorremmo dire "carretta carretta", ma sappiamo che c'è un contenzioso in corso fra il comune e il suo ideatore, quindi limitiamoci a chiamarla "raccolta di prossimità".

Il secondo "esemplare", poi, Massimo Perifano, pur non intervenendo per tutta la serata, è riuscito a fare anche di peggio. L'eletto nella lista civica, ma in quota PD (pare di parte veltroniana), il compagno Perifano (che poi con questi del PD non sai mai se li puoi chiamare compagni o se s'offendono) di fronte alla domanda di una donnetta dalla platea (fatta per fortuna quando si era rimasti in venti), che si chiedeva se finalmente con la rimozione dei cassonetti verdi si sarebbe "risolto" anche il problema zingari (inteso liberarsi del fastidio di quelli che recuperano dai cassonetti ciò che noi buttiamo di ancora utile) non solo non è intervenuto, ma invece di replicarle quello che si meritava si è unito ai tre tecnici Ama nel ridacchiare ed annuire con la testa dando ragione e soddisfazione a chi stava dando pubblica prova di ignoranza e di xenofobia allo stato puro.

Un'ulteriore conferma di come qui al decimo municipio ormai si sia tanto, ma proprio tanto, oltre la sinistra. A quando l'adesione dell'intero consiglio al PDL?

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