Ormai non è più un fatto occasionale, ma sta diventando pratica comune quella di dar fuoco ai cumuli di immondizia che da tre mesi, cioè da quando sono stati rimossi dall'AMA i cassonetti verdi, si formano quotidianamente in prossimità dei cassonetti della carta e della plastica.
L'ultimo rogo, quello delle foto, è avvenuto in via Enrico Mazzoccolo. Ovviamente anche in questo caso non si sa chi sia stato, né perché l'abbia fatto. Facile però ipotizzare che questo gesto sia frutto della rabbia che serpeggia da mesi fra gli abitanti del quartiere verso AMA, comune e municipio, che continuano a far finta di nulla ignorarando ogni appello a rinunciare a questa sciagurata differenziata "alla romana", buona solo per far assumere nella municipalizzata figli, nipoti, amici e camerati di "qualcuno", e a ripristinare una parvenza di normalità con il ritorno dei cassonetti verdi o, semmai, l'arrivo di quelli per la raccolta dell'umido.
Si diceva dei silenzi tenuti da quelli che hanno avuto un ruolo e una responsabilità in questa scelta. Ieri mattina c'era in piazza San Giovanni Bosco un'iniziativa in difesa del polo produttivo di Cinecittà. Nobile iniziativa che sicuramente va oltre le problematiche del quartiere e che può ritagliarsi un suo spazietto sui giornali. E infatti, oltre ad esponenti delle associazioni di categoria e del movimento Tutti a Casa, ecco puntuali in piazza i presenzialisti di sempre, gli stessi che fanno gli struzzi da mesi sulla questione differenziata, ma che non mancano di farsi vedere appena c'è un obiettivo ad inquadrarli.
Ci riferiamo al solito minisindaco del decimo municipio, quel Sandro Medici di cui abbiamo già parlato altre volte, ma anche a un'altra consigliera in cerca di notorietà, Cristiana Cortesi di Roma in Action (nella foto), che se n'è uscita nel suo intervento dicendo che quando va in giro per il mondo e le chiedono da dove viene è orgogliosa di rispondere che lei è di Cinecittà.
E allora vediamoli questi motivi di orgoglio...





