mercoledì 4 aprile 2012

Compagno Medici, compagno un caz


Ci risiamo, eccoci ancora a parlare di lui, del minisindaco del X municipio Sandro Medici e delle sue dichiarazioni nel corso di quel consiglio municipale aperto sul tema della differenziata (e del suo fallimento) al Tuscolano Don Bosco di una settimana fa. Perché superando ogni limite di decenza questa persona, che aspira al ruolo di amichevole contendente di Zingaretti nelle primarie per il sindaco di Roma, ha ribaltato ancora una volta la sua posizione tornando all'iniziale appoggio a quel sistema di differenziata chiamato misto duale deciso dalla giunta Alemanno che è servito solo ad assumere carrettate di parenti, amici e camerati (tanti camerati) all'AMA.

L'ha fatto, come suo solito, in maniera pelosa, avallando le decisioni dei dirigenti AMA intervenuti in quel consiglio, che hanno di fatto dichiarato di non voler rinunciare a quel sistema. Parlando di "sperimentazione in corso" Medici ha chiesto di dare ancora tempo all'AMA per verificare se le modifiche da loro proposte funzioneranno, per semmai dopo (quanto dopo?) ricambiare sistema.

Ma come dopo? E' più di un anno e mezzo che questo sistema ha ridotto il quartiere a una discarica e Medici ancora insiste nel difenderlo? Di quante prove ha ancora bisogno quel minisindaco che dovrebbe rappresentarci per capire che così non si può continuare? Dal presidente del X municipio di Roma, dichiaratamente di sinistra, vicino ai movimenti e portavoce delle istanze dei più marginali, prima fra tutte quella sul diritto alla casa, ci si sarebbe aspettato un comportamento diverso che dar retta alla nomenclatura comunale.

Ma questo è il minimo. Perché la parte più aberrante del suo discorso, in risposta a un cittadino che chiedeva chi avesse autorizzato il cambio di zona (da Quarto Miglio, Statuario Capannelle, Cinecittà Est dove era prevista inizialmente la differenziata, al sovrappopolato Tuscolano Don Bosco), ha avuto il coraggio di dire che anche loro (riferendosi all'intero consiglio) l'hanno chiesto, ma che non hanno mai avuto risposta...

E quindi? Cioè, il presidente del X municipio di Roma chiede di sapere chi ha autorizzato un simile scempio, ma siccome nessuno gli risponde decide che va bene lo stesso e che il misto duale può continuare. Ma come è possibile!? Senza dimenticare che lui, Sandro Medici, ci ha messo pure la firma sulla lettera dell'AMA che l'annunciava ai cittadini. Non sa chi l'ha autorizzata, ma firma lo stesso. Complimenti vivissimi!

Per la precisione, nella sua risposta Medici ha detto di aver chiesto spiegazioni, così come ha detto di aver fatto anche la consigliera Cristiana Cortesi di Action nel suo intervento. Ma si è tenuto sul vago e nessuno dei due ci ha detto a chi hanno fatto quella domanda (comune, assessore, AMA?), e se l'hanno fatto con una richiesta ufficiale e qual era la data e il numero di protocollo di questa ipotetica richiesta, come sarebbe normale essendo il Medici un amministratore pubblico.

A ben pensarci siamo di fronte a una  situazione che ha dell'incredibile. I campioni dell'antagonismo di sinistra del nostro municipio hanno l'occasione di sputtanare il sindaco con la celtica al collo accusandolo di abuso di potere e di averci imposto un sistema di raccolta rifiuti che non era stato minimamente autorizzato. E invece che fanno? Lasciano perdere perché nessuno ha risposto alle loro domande. Pare la scusa di quello che si scoccia o si dimentica di fare una telefonata e allora dice che ha provato, ma che il numero era occupato.

Che poi, in quel consiglio Medici aveva di fronte degli alti dirigenti dell'AMA. Poteva chiederlo a loro pubblicamente, come abbiamo fatto noi cittadini (ma a noi nemmeno ci hanno preso in considerazione). E invece non l'ha fatto, avvalorando una volta di più la nostra convinzione che sulla faccenda differenziata destra e sinistra (o meglio, elementi trasversali al loro interno) abbiano stretto un patto per tenere tutto sotto traccia.

Aspettiamo il giudizio del consigliere comunale Andrea Alzetta (meglio conosciuto come Tarzan) che probabilmente anche su questa faccenda, come su quella della casa a piazza Cavour avuta da Sandro Medici a metà prezzo da un importante costruttore romano (si fa il nome di Scarpellini), ci dirà che il minisindaco ha fatto una gran cazzata, per poi dargli una pacca sulla spalla da bravi amiconi. In attesa della prossima...

Nel frattempo, perché non ci si dimentichi il motivo del nostro impegno, questa è la situazione nelle nostre strade.

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