giovedì 12 aprile 2012

Verso rifiuti zero, ma paraculi tanti


Sembra proprio che in questo paese il pensiero logico sia stato abolito per decreto. Non si spiegano altrimenti alcune stupide prese di posizione di politici e dei loro sguatteri per imporre regole e regolette impossibili da seguire.

Nel caso specifico parliamo di rifiuti e di una proposta, su cui alcuni groppuscoli stanno raccogliendo firme, che vorrebbe imporre a tutta la città di Roma quel cosidetto porta a porta spinto, ormai religione irrinunciabile di ogni fanatico finto ecologista. E quando diciamo "imporre a tutta la città" intendiamo proprio tutta. Anzi, come loro stessi scrivono nella loro farneticante proposta di delibera popolare:

"Tale riconversione dovrà prevedere l’estensione della modalità di raccolta “Porta a Porta” spinta dei rifiuti urbani ed assimilati su tutto il territorio comunale ai fini del raggiungimento dei citati obiettivi, iniziando dai principali e più popolosi quartieri e frazioni del territorio comunale"

Cioè, a cominciare proprio da noi del Tuscolano (53.000 abitanti in 1,3 kmq). Questi signori di Fiumicino (perché è da lì che parte questa assurda proposta) vogliono imporre a noi di Roma il porta a porta come "unico" metodo. Roba che in confronto al loro "pensiero unico" Pol Pot in Cambogia sarebbe stato considerato un democratico...


Sia chiaro, ci tocca ripeterlo per l'ennesima volta, nulla contro quel metodo, ottimo se applicato a un territorio con caratteristiche compatibili. Ma siamo altrettanto convinti che il porta a porta sia "impossibile" sul nostro territorio, proprio perché è fra i più densamente popolati d'Europa e dove meglio sarebbe optare per i cassonetti stradali per l'umido. A loro e agli accoliti di Lega Ambiente che ieri su Repubblica annunciavano la loro adesione a quella proposta, continuiamo a sottoporre il solito problemino sperando che prima o poi capiscano che la matematica non è una loro opinione.

Sulla base della produzione procapite media giornaliera di rifiuti nel Lazio, divisa per le quattro diverse tipologie di rifiuto che si differenziano attualmente, e considerando il rapporto peso/volume "non compresso" di questi rifiuti (ovviamente diverso per ogni tipologia) provate a calcolare quanto spazio fisico servirebbe per tutti i rifiuti di una palazzina tipo del nostro quartiere (in media un centinaio di famiglie). Poi andate in una di queste palazzine e metro alla mano dite sotto o affianco alla finestra di quale cittadino (e soprattutto ditelo anche a lui) volete piazzare la monnezza dell'intero palazzo. Risolto il problema? Non barate...

Eppure, e adesso viene la parte peggiore, ci sono un paio (non di più) di abitanti del nostro quartiere che si sono arrogati il diritto di rappresentarci tutti. E in nome di un inesistente comitato e vantando l'appoggio di alcuni consiglieri municipali vogliono far passare l'idea che noi al Don Bosco saremmo favorevoli al porta a porta.

I nomi li faremo presto, perché chi pretende di parlare in nostro nome va sputtanato per benino. E con quei nomi si scoprirà anche perché in certe strade non è stato rimesso nemmeno un cassonetto dell'indifferenziata. Ma a tempo debito e con le dovute cautele. Non vorremmo calpestare delle merde.

34 commenti:

  1. Chi ha scritto questo articolo è un medioevale, che nonostante la sua ignoranza è molto vicino all'estinzione.

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    1. Caro anonimo, noi del Tuscolano/Don Bosco
      lo condividiamo tutti, al 100% !

      Sei molto persuasivo, noi abbiamo capito, ma tu che hai detto per il confronto ......... niente :)

      Ha ragione drogo:

      Quello che voglio far capire che qualsiasi metodo deve essere accettato dai cittadini per libera scelta e passare per un educazione al riciclo. Non con un fucile puntato addosso che farebbe venire voglia all'ecologista più convinto di fottersene e buttare tutto assieme.

      Paolone

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  2. siete degli idioti, se non volete fare il porta a porta, allora fatevi una discarica accanto a casa o un piccolo inceneritore per bruciare i rifiuti. Perchè la "mondezza" che arriverà nelle località che stanno lottando per la propria salute, accoglieranno(spero di no) i rifiuti di Roma (circa il 65% di tutto il Lazio). Quindi se volete fare ammalare qualcuno, fatelo con voi stessi!

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    1. Sei un poveretto e privo di vere informazioni.

      Complimenti, hai capito tutto.

      Roberta

      di V.F. Stilicone

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  3. Che pena fanno questi anonimi, entrano nel Blog da
    espertoni eppoi non sono nemmeno di queste parti con l'unica cosa che sanno dire : porta a porta porta a porta :-(

    Che ignoranti della situazione degrado nel nostro territorio.

    Pietà !

    Viaflavio Stilicone

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  4. Invitiamo l'anonimo che ci dà dei medievali a spiegarne le ragioni. Altrimenti, è solo un insulto gratuito e come tale non utile alla discussione.

    Al secondo anonimo che pur dandoci degli "idioti" esprime una preoccupazione reale negli abitanti delle zone interessate a nuove discariche e inceneritori vogliamo dare invece una risposta più articolata.

    Partiamo dal fatto che noi non ci rifiutiamo affatto di fare la differenziata, anche per l'organico. Mettiamo in discussione solo il metodo. L'attuale misto duale, lo denunciamo da un anno e mezzo, è una truffa. Nei cassonetti ci finisce di tutto (abbiamo decine e decine di foto a provarlo), la raccolta della carta e del multimateriale è compromessa. E nonostante questo l'AMA dichiara aumenti nella percentuale di raccolta. Ma chi ci crede...

    Solo grazie alle nostre battaglie, che hanno fatto tornare al loro posto un limitato numero di cassonetti per l'indifferenziata, oggi si è tornati da noi (almeno nei punti su cui si è intervenuti) a raccogliere plastica e carta non contaminata da altri rifiuti. E questo significa tonnellate in meno di rifiuti in discarica. E tantissime altre tonnellate verrebbero risparmiate se venisse accolta la nostra proposta dei cassonetti stradali per l'umido.

    Sul porta a porta, niente in contrario ad adottarlo. Però ancora nessuno dei sostenitori di quel metodo ha dato una risposta al problemino che abbiamo pubblicato anche su questo post. Eppure i dati sono pubblici e la soluzione è facile: il porta a porta da noi è "impossibile"

    Quello che conta, cari anonimi, sono i fatti. Noi non ci rifiutiamo di fare la nostra parte, tenetelo a mente, discutiamo solo il metodo, proprio perché la tutela dell'ambiente è anche un "nostro" interesse.

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  5. Anonimo per comodità, ma mi chiamo Marcello Giuliacci e sono un cambogiano di Fiumicino (Italia), abito a meno di un KM da Pizzo del Prete (, dove si vuole fare una bella discarica ed inceneritore, a meno di 6 km dall'ospedale Bambin Gesù di Palidoro. Come certo saprete Roma produce circa il 55% dei rifiuti dell'intera regione, e capite bene che una corretta gestione a Roma è di importanza capitale per tutti, anche per noi della Provincia. Raccolgo l'invito a parlare dei problemi senza slogan. Sono d'accordo su un concetto: il modello della raccolta porta a porta deve essere calato e personalizzato sul territorio specifico. Non è detto che un modello valga per tutti. Le ragioni per cui sosteniamo il porta a porta sono sostanzialmente di efficienza; le statistiche dimostrano che solo con questo sistema si ottiene materiale riciclabile di qualità tale che sia possibile conferirlo ai consorzi di riciclo alle migliori tariffe. Quindi la discussione secondo me deve essere incentrata su questo: cioè il miglior sistema per quella specifica zona, al fine di ottenere il miglior risultato economico possibile.

    Ma in genere quello che voglio affermare è il concetto di legalità che c'è dietro questa richiesta; cioè, l'obbligo del 65% di differenziata è una normativa europea ed italiana, e come TUTTE le leggi, deve essere rispettata. A noi Cittadini non è concesso passare col rosso senza pagare la multa, oppure superare il limite di velocità senza aver una decurtazione dei punti. Questo deve valere anche per chi amministra, per questa legge ma anche per tutte le leggi.

    tralascio ovvie considerazioni sull'ambiente e la salute; abbiamo l'esempio di Malagrotta (discarica ed inceneritore) davanti agli occhi di tutti. Ne faccio un mero discorso economico.

    Le normative non prevedono che possano esistere discariche come oggi, in italia ben oltre 100 sono illegali secondo l'europa, tant'è che si parla di maggiorazione delle tariffe (il cosiddetto EcoBonus) per chi continuerà con questo andazzo. Già oggi la tariffa dovrebbe aumentare (vedi Sentenza del TAR che da ragione a Cerroni sul fatto che gli debba essere riconosciuto un maggior costo per i trattamenti Meccanico/Biologici che oggi fà a Malagrotta), ma questo non avviene solo per motivi politico-elettorali; state sicuri che avverrà (con il solito balletto sull'attribuzione delle colpe). La termovalorizzazione è una cosa che funzionava a livello economico solo con i contributi CIP6 (li pagavamo noi cittadini...) che non ci sono più e quindi è dimostrato che non da i ritorni attesi.

    Allora, l'unico modo per evitare tartassate salate future, bastano quelle che abbiamo oggi e quelle previste dall'IMU, è di recuperare risorse economiche dal riciclo; è dimostrabile, che il costo dell'intero ciclo dei rifiuti CALA in questo caso. Quindi vi propongo una discussione di merito senza eccessi ideologici, e secondo me su questo piano ci possiamo capire.

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  6. caro sottotenente drogo,
    ti invitiamo a spiegare le ragioni per le quali prima e nel titolo, ci dai dei "paraculi" - con tanto di vaffanculo nell'immagine dell'autobus - altrimenti ti tieni ben stretta appiccicata l'etichetta di medievale. chi insulta chi?
    sguatteri, gruppuscoli, che hanno abolito il pensiero logico per decreto, ecologisti fanatici di una nuova religione.
    nella vostra fortezza la raccolta differenziata la volete fare si o no? o la monnezza volete continuare a buttarla fuori dalle mura, come si faceva nel medioevo: che tanto fuori dal vostro "particulare" ci sono solo i tartari/barbari?
    se la risposta è no, sappi che gli sguatteri, i fanatici, non hanno più intenzione di prendersi i vostri rifiuti: non solo "aggratis", ma manco se li pagate tanto oro quanto pesano.

    questo giusto per ristabilire un attimo i dovuti termini della discussione, che se l'ama di roma del "vostro" sindaco - lo so sottotenente che tu non lo volevi alemanno, ma rimane sempre una "vostra" scelta - non è capace di organizzare un qualsiasi sistema di raccolta differenziata, non vedo perchè la colpa debba essere di chi vuole un ciclo di gestione dei rifiuti a resto ZERO, e lo fa - soprattutto - alla luce del sole, senza sotterfugi o secondi fini, come ampiamente dimostrato dai nostri documenti e dalle nostre azioni.

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  7. Mi sa che anonimoo è di fiumicino. hanno delle belle beghe con la nuova discarica (in sostituzione di Mala Grotta). In verità la nuova discarica è sempre a Ponte Galeria, non è ancora comunce di Fiumicino (credo) ma certo la monnezza si sta spostando in quella parte della città. Poi hanno pure Parco leonardo con una densità abitativa di tutto rispetto.

    Anonimo forse è al primo stadio del problema monnezza, quello in cui "a tutti ma non a me", ma qui a Tuscolana abbiamo oramai un'esperienza di due anni e dopo le prime reazioni stiamo cercando di capire come si risolve la questione mantenendo un minimo di civiltà.

    Quindi caro anonimo confrontati con noi: l'unione potrebbe fare la forza.

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  8. Scusami Marcello, non avevo letto con attenzione il tuo post.

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  9. Lascio perdere l'anonimo arrivato per buttarla in caciara e rispondo a Marcello che pur dandoci degli idioti ha dimostrato la volontà di dialogare. E parto dalla sua importantissima affermazione:

    "Sono d'accordo su un concetto: il modello della raccolta porta a porta deve essere calato e personalizzato sul territorio specifico."

    La sua è sicuramente un'apertura, anche se continua a parlare di modello di "raccolta porta a porta" e non di modello di "raccolta differenziata". E' un lapsus? Perché oltre al porta a porta esistono anche altri sistemi, primo fra tutti il recupero a valle, altrettanto efficienti.

    Se è un lapsus, se il porta a porta non è un principio irrinunciabile, allora il dialogo è possibile. E scoprireste, parlando a voi direttamente, che siamo più che d'accordo sul dover fare qualcosa per innanzitutto ridurre i rifiuti e poi per far funzionare "al meglio" la raccolta differenziata.

    Ma perché questo dialogo sia possibile dovete prima riconoscere che avete scritto una gran cazzata nel pretendere il porta a porta obbligatorio per legge "iniziando dai principali e più popolosi quartieri e frazioni del territorio comunale".

    Ritirate e modificate quella proposta e sicuramente si potrà ragionare insieme. Altrimenti sarete solo dei fanatici finti ecologisti preoccupati solo del vostro orticello. E come tali verrete trattati.

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  10. Drogo, sono Marcello. Non volevo dare dell'idiota proprio a nessuno, e nemmeno mi vergogno di difendere anche il mio orticello, visto che dentro ci sono i miei 2 figli; qualunque genitore è un nimby e non ce ne dobbiamo vergognare. Ora, sul recupero a valle, è vero che esiste più di un sistema, ad esempio arrow bio oppure UR-3R per citare i più noti. Il limite dell'UR-3R deriva dal fatto che una percentuale di materiali che potrebbero essere riciclati va in discarica (mi pare di ricordare che tra umido e secco l'efficienza massima sia intorno al 60%) e poi ci sarebbe da
    capire meglio la gestione delle acque utilizzate per "sciacquare" il secco.

    Sull'Arrow bio la situazione è meno controversa. Da un lato prendendo direttamente dal cassonetto e senza alcuna preselezione (cosa che invece UR-3R prevede anche con una linea manuale) tutto il contenuto del cassonetto va dentro questo brodo (si usa l'immersione in acqua per separare i materiali), e tutto vuol dire anche rifiuti non correttamente conferiti nel cassonetto stesso (vedi pile, medicine, vernici... le peggio zozzerie).

    Questo causa che il secco separato in questa brodaglia è contaminato ed i consorzi non lo prendono; ne consegue quindi che va in discarica; l'acqua così contaminata deve essere depurata con un impianto apposito (che si deve costruire) prima di essere rimessa in circolo; l'umido anch'esso è contaminato e non sarà mai compost e forse nemmeno ammendante. In Israele questo coso funziona perchè l'acqua la usano nel deserto all'inizio per tentare di fertilizzare.

    Non dimentichiamo, sempre statistiche alla mano, facilmente reperibili, che il porta a porta induce una riduzione di circa il 10% per effetto del comportamento virtuoso del Cittadino.

    Io penso che quello che andrebbe fatto è di studiare bene il territorio (io conosco il mio, non il tuo) per provare anche con un pò di fantasia ed innovazione, ad introdurre un sistema efficiente che consenta al singolo di separare e conferire umido e secco. Quello che guida è l'efficienza specifica. Anche qui a Fiumicino (raccolta differenziata di poco superiore allo zero), si immagina una differenza tra le zone a case basse, i condomini, le case sparse; generalizziamo il tutto proponendo un porta a porta ma il metodo deve essere per forza differente in funzione della zona. In questo senso la proposta segue una linea generale che poi deve essere declinata in modo specifico in ogni zona e con il consenso dei cittadini.

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  11. ma quando la discarica di Malagrotta sarà strapiena (anzi lo è già), quando ne avranno fatto un altro paio vicino a ville romane e a scavi e vestigia vicini a centri abitati e un bell'inceneritore puzzolente per chi ci abita vicino e non solo, vi sentirete più sodddisfatti?? non è il caso di chiedere che anche a Roma sia rispettata la percentuale di riciclo in uso non solo in altri paesi europei ma anche in città italiane (compresa la Campania!) più civili della "civilissima" Roma?? boh.. non capisco come si possa pensare di farsi male da soli, ma che mondo lascerete ai vostri figli?

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    1. Gent.ma Giannotta,
      che belle parole, come darti torto,
      Roma però è fatta lamntabilmente da tante altre Città nel suo stesso vasto Territorio, ognuno con una sua
      anima, sia come il nostro altamente popolare che altri
      residenziali.

      E nessuno fino ad ora ha mai detto di essere contrario
      alla differenziata in questo Blog ..... leggi bene !

      Anche noi vorremmo lasciare i nostri figli nel mondo di heidi tra le caprette ed i monti come già qualcuno che non è di questa zona ci vive ;-) beati loro, tra villini e casette basse con giardini e posti auto.
      Quì invece una cinquantina di metri e ci vivono famiglie intere :-(

      Bisogna trovare delle soluzioni tutti assieme ed individuare quale sia la migliore per ogni zona di Roma.

      Non con un diktat imposto sempre dalle solite motivazioni ovvie che i romani conoscono forse più di te.

      A prescindere Malagrotta :-(

      Buonaserata

      Contatto facebook:
      Viaflavio Stilicone

      PS: ci sarà sicuramente qualcuno più preparto di
      me a farti capire che il tuo post è scontato
      e non produttivo, alla discussione, con argomenta-
      zioni serie e documentazione che tra l'altro puoi
      trovare all'interno del Blog che pazientamente è
      frutto di anni di lotte.

      Ciao

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    2. Per spiegare l'impossibilità del porta a porta dalle nostre parti ai fanatici sostenitori di quel metodo per "obbligo" noi proponiamo da tempo questo problemino. Ancora nessuno ci ha risposto cara Giovanotta, speriamo che lei sia una grande matematica che può reinventare le formule geometriche e spazio.

      Le ho inserito quì sotto la formuletta ..... da un copia incolla dello stesso Blog:

      Sulla base della produzione procapite media giornaliera di rifiuti nel Lazio, divisa per le quattro diverse tipologie di rifiuto che si differenziano attualmente, e considerando il rapporto peso/volume "non compresso" di questi rifiuti (ovviamente diverso per ogni tipologia) provate a calcolare quanto spazio fisico servirebbe per tutti i rifiuti di una palazzina tipo del nostro quartiere (in media un centinaio di famiglie). Poi andate in una di queste palazzine e metro alla mano dite sotto o affianco alla finestra di quale cittadino (e soprattutto ditelo anche a lui) volete piazzare la monnezza dell'intero palazzo. Risolto il problema?


      Ha la risposta cara Giovanotta ?

      Cordiali Saluti

      Martina Bombelli
      del Tuscolano/Don Bosco

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  12. Bene; ricordatevi che la merda che noi respireremo, voi la mangerete o berrete.

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    1. Certo hai una cultura molto interessante visto e considerato che non sai nemmeno quello che scrivi.

      E' molto piacevole ascoltare suggerimenti catastrofici
      di questo genere, sei un grande, e quanto pare molto documentato :(

      Mamma mia che ignoranza regna sovrana nel tuo cuore, sei un grande;)


      Ginevra

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    2. Il concetto era molto semplice ed anche alla tua portata forse

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  13. Cercando di essere costruttivi e non polemici, credo che una delle possibili soluzioni per attuare una differenziata spinta (non 'porta a porta' ma 'palazzo a palazzo' diciamo così) sia quella di dotare ogni condominio di contenitori stradali chiusi a chiave (distribuita ad ogni famiglia) controllati e svuotati ogni sera (vista l'alta densità demografica).

    Dico controllati perchè, in casi di errori e comportamenti non virtuosi, sarebbe da sanzionare (in €) l'intero condominio (a meno che non vengano distribuite buste nominali).

    Ovviamente è da chiedere una maggiore una presa di coscienza da parte di tutti del grave problema ambientale e quindi "sopportare" piccoli fastidi e cambi di abitudine.

    Potrebbe essere una soluzione?
    O magari sbaglio, potrebbe essere utopia...io questo non lo so.

    un saluto a tutti
    Leo

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  14. Sei un vero signore !

    Che personaggi regà :-(


    Gianluca di
    Don Bosco

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  15. Si sono accumulati un po' di commenti ed è difficile rispondere a tutti. Ma ci provo sinteticamente, in attesa poi di approfondire le singole questioni. A cominciare da Leo che parla di un metodo, quello dei cassonetti con chiave, che si usa in tante parti, Torino ne è un esempio.

    E' un sistema però anche questo possibile solo in piccole realtà. Nei grandi condomini sarebbe il caos perché la chiave l'avrebbero in cento e basterebbero un paio di "simpatici" inadempienti per invalidare tutta la raccolta. In più, le multe andrebbero al condominio (come succede a Milano, 35.000 multe all'anno utili solo a far cassa) e finirebbero nelle spese straordinarie, che per legge sono a carico dei proprietari e non degli inquilini. Gli affittuari, quindi, se ne infischierebbero e magari lo farebbero apposta per dispetto ai loro esosi padroni di casa.

    Se invece fossero nominali ci vorrebbero cento cassonetti diversi (anzi, 400 perché sono quattro le categorie di rifiuti che si differenziano a Roma), oppure buste apposite col nome. Ma nessuno potrebbe impedire al singolo di buttare una busta anonima, e a meno di mettere un controllore ad ogni cassonetto 24 ore su 24 saremmo punto e daccapo.

    Quello che voglio far capire che qualsiasi metodo deve essere accettato dai cittadini per libera scelta e passare per un educazione al riciclo. Non con un fucile puntato addosso che farebbe venire voglia all'ecologista più convinto di fottersene e buttare tutto assieme.

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    1. Capisco ciò che dici, però purtroppo in Italia la "libera scelta" equivale quasi sempre ad "Anarchia"; l'educazione al riciclo è possibile solo a partire dalle nuove generazioni (nelle scuole) e con cittadini particolarmente sensibili al problema ambientale; ora come ora senza una precisa regolamentazione, è facile prevedere che la gente continuerà a rimanere alle vecchie abitudini pensando "che fatica, ma chi me lo fa fare?"

      Tornando all'atto pratico, effettivamente quello delle buste nominali è un problema perchè, come dici tu, potrebbero essere gettate buste anonime e un controllo H24 costerebbe una follia...
      però appunto anche altre realtà utilizzano il sistema di contenitori chiusi a chiave, basta ridimensionarlo alle esigenze morfologiche di una struttura (in fondo se ci pensi anche la chiave di un portone l'hanno in cento persone, sicuramente anche di più) e, in casi di inadempienza, provvedere al sanzionamento dei soli residenti (penso che i condomini saranno stufi di pagare sempre multe su multe e cominceranno a vigilare l'uno con l'altro).

      Fermo restando che la raccolta differenziata spinta (che si chiami "porta a porta","palazzo a palazzo", "cortile a cortile"), dovrà essere un caposaldo della nostra società, in primis per evitare scempi ambientali finora taciuti e ignorati come Malagrotta, in secundis per migliorare la qualità di vita e la vivibilità della città.

      Cerchiamo di trovare soluzioni tutti insieme

      saluti
      Leo

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  16. Per rispondere invece a Marcello, che idioti ci ha chiamati per davvero (leggi il secondo commento), trovo una certa ambiguità di fondo nelle conclusioni del suo discorso. Ma provo a continuare il confronto per capire se davvero può esserci lo spazio per un dialogo.

    L'esperienza Arrow Bio di cui parla è esattamente quella che ho linkato in un precedente commento e di cui abbiamo parlato tempo fa. Stando ai dati conosciuti, la parte non recuperabile, i fanghi, si aggira intorno al 20%. Cioé con quel metodo si ricicla, come materiali e non come roba buona per l'inceneritore, l'80% dei rifiuti. Per fare un esempio, nella capitale mondiale della differenziata, San Francisco, dopo dieci anni di sforzi colossali, si è ancora al 78%.

    Ma questo discorso non è per vantare quel metodo, l'Arrow Bio, come il toccasana miracoloso da imporre per legge, ma solo per far capire che esistono alternative valide, in questo caso alla stessa differenziata.

    Per tornare però al discorso di Marcello, lui riconosce che la differenziata va modulata a seconda delle caratteristiche delle zone a cui va applicata, ma scrive "generalizziamo il tutto proponendo un porta a porta ma il metodo deve essere per forza differente in funzione della zona".

    Proporre il porta a porta non è una generalizzazione. Indica un metodo ben preciso anche nelle sue varianti, tutte inapplicabili al nostro territorio.

    "Generalizzando" parliamo invece innanzitutto di differenziata e poi specifichiamo se in una determinata zona è meglio il porta a porta spinto, il porta a porta parziale, oppure il cassonetto stradale per l'organico. Questo sarebbe il giusto approccio, che rifiuzi zero non ha dimostrato di avere, finora...

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  17. Mi chiamo Andrea De Petris, abito a Castelnuovo di Porto, a 5 km. da Quadro Alto, comune di Riano, dove la Regione avrebbe voluto realizzare una nuova discarica.

    Fatte le presentazioni, ecco la mia posizione.
    1) i primi a insultare siete voi , il Vaffanculo l'avete pubblicato voi e non io.
    2) invocare l'autodeterminazione dei popoli in materia di rifiuti è ridicolo, perchè la produzione di rifiuti fa parte di un circuito che coinvolge territori enormi. Non si può creare un sistema integrato di gestione dei rifiuti, come peraltro la normativa europea richiede espressamente, se poi ogni quartiere di una grande città fa come gli pare. Assurdo, e pure troppo comodo.
    3) se proprio volete l'autodeterminazione, allora ne sopportate anche le conseguenze: i rifiuti del vostro quartiere ve li tenete al Tuscolano, poi se li riciclate, li bruciate o li mangiate cazzi vostri, ma non pretendete di scaricarli altrove. Troppo comodo, belli!
    4) ma voi che pensate ci abbiano fatto con la vostra monnezza fino ad oggi, il profumo? La vostra ignoranza e pigrizia è costata la salute e la vita (4 morti di tumore accertati) agli abitanti di Malagrotta negli anni, il crollo del valore degli immobili e una qualità assurda della vita. Tutto perchè fin ora ai romani pesava troppo il culo per stare li a distinguere i componenti della propria immondizia. Tanto mica la buttavano sotto casa vostra...
    5) gettare i rifiuti in discarica costa un sacco di soldi in tasse, anche a me che riciclo e differenzio. Bel coglione, eh?
    6) la raccolta differenziata porta a porta si fa in tutte le grandi città europee. Ho vissuto a Berlino e Duesseldorf, e so di che parlo. Solo gli italiani "cittadini" sono troppo somari e paraculi per farlo.
    7) I veri nimby siete voi, che pensate che comunque il problema non deve riguardare il vostro territorio: beh, anche noi in provincia ci siamo rotti di subire l'arroganza di Roma.
    8) se il problema è la paura che l'inadempienza di un condomino ricada su tutto lo stabile quello che vi posso dire è: cazzi vostri. Mettete una telecamera a circuito chiuso collegata ad un registratore di immagini nella zona dei raccoglitori, metteteci le guardie private, insomma fate come vi pare, ma il problema è vostro, come i rifiuti che producete.
    9) E' solo una supposizione, ma scommetto che tra voi ci sono molti che pensano che i NoTav andrebbero presi a calci perchè si oppongono ad una opera di pubblica utilità. Facile, quando il culo non è il vostro!
    10) La formuletta con il problema ve la potete mettere dove sapete: siete voi che, per il territorio di competenza, producete rifiuti, e devo essere io a risolvervi il problema della differenziata porta a porta? Ma voi state proprio fuori!

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  18. Hai deciso che devo dare dell'idiota a qualcuno, nonostante abbia detto di no. Strano ragionamento. Come strano ragionamento quello sull'Arrow Bio che fa Drogo. Se il Secco è contaminato e si butta, se il Compost è contaminato e si butta, se l'acqua la si deve depurare, significa che questo sistema per le normative europee è illegale, perchè per la UE, la discarica è fase del ciclo dei rifiuti. Mi pare che in europa ci sia un solo impianto attivo in Francia; in Italia Zero (valutato e scartato a Civitavecchia). Le altre alternativa (UR-3R ed un impianto simile esistente in Germania) purtroppo o per fortuna non ci sono a disposizione. Quindi a voi la scelta. Riprendo il post che non è piaciuto a qualcuno : noi respireremo etc etc etc...

    Beh, un fondo di verità c'è; se voi (romani in generale)permetterete che gli orti di roma (la sua provincia) vengano contaminati da percolato, diossine, furani, etc... cioè tutte le meraviglie che escono da discariche ed inceneritori, poi ve le dovrete anche mangiare, voi ed i vostri figli. E con questo Marcello vi saluta e vi augura di trovare una soluzione al problema.

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    1. Giovedì alle 13:43 (gli orari sono tutti sfalsati per un problema di blogger) compare il primo messaggio: "Chi ha scritto questo articolo è un medioevale...". Alle 14 un secondo che comincia così: "siete degli idioti...". Poi, dopo la mia risposta ai due anonimi, arrivi te e scrivi: "Anonimo per comodità, ma mi chiamo Marcello Giuliacci..."

      Quindi, puoi rivoltartela quanto ti pare, ma o sei quello che ci ha chiamati medievali o quello che ci ha dato degli idioti.

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    2. Buongiorno Marcello sono due anni che stiamo cercando
      di trovarla questa benedetta soluzione (non è facile) purtroppo non siamo tecnici del settore, sicuramente la troveremo, come è nostra consuetudine, con più partecipazione della cittadinanza interessata possibile.D'altronde come abbiamo fatto fino ad ora, chi chiacchiera a vanvera e ci accusa dei suoi mali ........... è davvero un povero idiota.

      Un saluto a tutti

      Michele

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    3. Sono sempre Marcello; faccio questo intervento e poi non vi rompo più le scatole. Non mi piace passare da maleducato perchè non lo sono. Anonimo per comodità intendevo che non mi andata di crearmi in ID; l'associazione che fà drogo è sbagliata, prego di credermi sulla parola. Saluti tutti dicendo che concordo con Michele. Io ho dato giustificazioni tecniche e non ideologiche, ma poi la chiusura è quella tua, Michele. E neanche a me piacerebbe trovare la monnezza sotto la finestra. Ma in generale ritengo che tecnicamente l'unica via è la raccolta porta a porta, ma si deve fare dove si può fare. In bocca al lupo

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  19. Quanto siete nervosetti... Il De Petris più che di roccia è de coccio, come si dice a Roma. Il succo del suo discorso è "Non me ne fotte un cazzo se voi avete ragione (vedi cosa consiglia di fare del nostro problemino al punto 10 del suo decalogo), sono problemi vostri. Basta che non mi portiate l'immondizia sotto casa mia".

    Caro De Coccis, è quello che stiamo provando a fare da un anno e mezzo lottando contro la finta differenziata dell'AMA che fa risultare come recuperati anche materiali che poi finiscono in discarica. Quindi chetati e dormi di più la notte. Stiamo lavorando per te, anche se non te lo meriti.

    Ancora più divertente il Marcello Giuliacci che con i suoi interventi ha più che giustificato quel paraculi del titolo. Arrivato apparentemente con buone intenzioni, ammette che non si può adottare lo stesso sistema di differenziata ovunque, ma non rinuncia a chiamarlo sempre porta a porta.

    Glielo facciamo notare una volta, due, tre. E lui niente, non risponde, non chiarisce e devia il discorso attaccandoci su altro argomento dimostrando in pieno tutta la sua paraculaggine.

    Poco altro da aggiungere di fronte a certi comportamenti. Ma siamo più che contenti che i consiglieri del nostro municipio abbiano ritirato la firma dalla loro proposta dopo che gli abbiamo spiegato che immane cazzata era. Altri li seguiranno.

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  21. scusate.. non mi addentro nei particolari, vorrei solo linkare la puntata di Iacona sui rifiuti a Roma (meno di 3 mesi fa) e mi chiedo: ma se la differenziata la fanno grandi città come ad esempio San Francisco, perché non è possibile farla qui? i famosi ruderi validi forse e dico forse per la Metro qui non c'entrano.. secondo me è proprio una questione di mentalità, di rifiuto a priori. Se poi penso che qualche anno fa vetro lattine e plastica avevano le loro campane e ora esiste una sola ammucchiata che non si sa che fine faccia, comincio ad incaxxarmi davvero. Saluti a tutt@

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  22. La puntata te la linko io, visto che vi abbiamo collaborato.

    E' stato un momento importante perché abbiamo avuto l'occasione di far vedere a un pubblico molto vasto come il cosidetto sistema di differenziata misto duale dell'AMA e del comune di Roma ci ha trasformati in una discarica.

    Anche se, in maniera del tutto scorretta, a un certo punto il giornalista ha mostrato il presidente di Vie e Piazze Storiche di Cinecittà in uno dei cortili che spiegava perché non si poteva fare il porta a porta e ha tagliato ad hoc il suo intervendo inserendo la sua voce fuori campo che affermava l'esatto contrario.

    Bisogna sempre fare la tara ad ogni affermazione, anche a quelle di una trasmissione così importante e dignitosa come Presa Diretta.

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  23. per favore: siamo tutti dalla stessa parte. Questa situazione non va bene per nessuno. vanno trovate le soluzioni. Ma non facciamo il loro gioco: noi siamo più forti se ci uniamo. Basi di dialoggo ne abbiamo. lavoriamo su quelle.
    Faccio presente che il "Regolamneto del decentramento amministrativo" del Comune di Roma e che riguarda il funzionamento dei Municipi prevede alcuni strumenti di partecipazione a cui forse potremmo appellarci per far sentire - se ancora non avessero capito ....- le nostre proposte. Mi riferisco all'art. 40 comma 3:
    "I cittadini singoli o associati in quanto portatori di interessi pubblici o privati, nonché i cittadini portatori di interessi collettivi, costituiti in associazioni o comitati, cui possa derivare un pregiudizio da un provvedimento, hanno facoltà di intervenire nel relativo procedimento"
    Per autorizzare il sistema duale, ci sarà stato pure un provvedimento della circoscrizione ed è stato fatto senza interpellerci. Margine di battaglia per invalidarlo a mio avviso ci sarebbe.


    e poi art. 41, comma 2
    "Il consiglio circoscrzionale può istituire consulte e osseratori permanenti per l'elaborazione di proposte in settori nei quali il Consiglio stesso ritiene di favorire la partecipazione e il confronto"
    Il punto è che NON CI FANNO LA GRAZIA quando fanno le assemblee cittadine: le DEVONO FARE ai sensi della nornativa vigente in tema di trasparenza, efficiacia ed efficienza dell'operato della PA.
    Usciamo dall'idea che il municipio sia la parte forte, perché leggi alla mano non lo è ed ha fatto un gran casino.

    che dite?

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  24. LadyM,

    sono quasi due anni che chiediamo chi ha autorizzato il misto duale e non ci rispondono. Non ci risponde l'AMA che l'ha fatto, non il comune di Roma a cui sarebbe spettata quella decisione, ma soprattutto non ci rispondono presidente e consiglieri del nostro municipio, compresa quella sinistra che, a parole, si dice antagonista e antifascista (e che quindi avrebbe tutto l'interesse a sputtanare il sindaco con la celtica al collo) e che invece sta zitta, minimizza, cerca di mettere a tacere le polemiche, avvalorando il sospetto che sulla questione misto duale abbia avuto un ruolo attivo.

    Denunciarli per mancato rispetto delle leggi? Sarebbe il caso, ma ci vorrebbero soldi, tempo e avvocati, che non abbiamo. Per cui, a noi le denunce non resta che farle pubbliche mostrando a tutti chi sono le facce di culo (metaforicamente parlando)che ci amministrano o che pretendono di parlare in nostro nome nascondendosi dietro le sigle di fantomatici comitati.

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