venerdì 2 luglio 2010

La rivoluzione non russa... ma sogna un cimitero di campagna

"La cacca dei cani, sindaco, la cacca dei cani!" chiede il signore infuriato. "La cacca dei cani!" chiedono le signore attempate in tono imperioso. E il sindaco, che sindaco non è, ma soltanto il presidente eletto della decima circoscrizione di Roma, annaspa e balbetta a mò di giustificazione che non è con lui che debbono prendersela, ma con i padroni dei cani.

Il minisindaco Sandro Medici (mini per molti versi) è politico, come si dice, di "lungo corso". Viene dal giornalismo, dalla direzione del Manifesto (ma quanti direttori ha avuto quel giornale?). E' stato anche consigliere al comune di Roma e l'iniziativa di cui va più fiero, a leggere le sue note autobiografiche, è stata, pensate un po': "la sperimentale filodiffusione nelle stazioni della metropolitana dell'intero repertorio di Lucio Battisti".
Adesso finalmente sappiamo chi ringraziare per quel tormento...


Dovrebbe essere abituato ad ascoltare la gente, ma evidententemente ha dimenticato quel che disse nel '99 un certo Germano Tonelli all'indomani della storica sconfitta della sinistra a Bologna, che dopo più di cinquant'anni per la prima volta perse la guida del comune: "Abbiamo perduto perche' il partito la citta' l'ha governata bene, ma non ha raccolto la cacca dei cani. Ai signori non piace la cacca dei cani".

E già, non piace ai signori, ma non piace nemmeno agli anziani. E alla riunione per parlare dei futuri problemi della differenziata al Tuscolano, perché è di questa riunione che stiamo parlando, ce n'erano davvero tanti di questi anziani, in maggioranza storici elettori della sinistra e del centrosinistra. E tutti hanno visto il sindaco... pardon, minisindaco, lavarsene pilatescamente le mani (che parlando di cacca sarà sicuramente molto igienico, ma poco confortante per chi deve fare lo slalom fra gli escrementi tutti i giorni per poter tornare a casa).

Io vorrei non vorrei ma se vuoi

...cantava il suo ispiratore ideologico. E il mancato Sotomayor, categoria alti un tappo e un barattolo (sempre dalle sue stesse interessantissime note in cui ci informa della sua passione giovanile per il salto in alto), ripete il concetto alla platea accaldata scaricando le colpe sul comune e sugli oscuri funzionari dell'AMA che siedono al suo fianco. La politica ostaggio dei tecnici, si potrebbe dire. Infatti...

Come può uno scoglio arginare il mare

Peccato che solo pochi minuti prima quegli stessi funzionari avessero affermato che la decisione era condivisa e che si era deciso di cominciare la differenziata dal Tuscolano proprio per la disponibilità avuta dal presidente. Come pure, a nessuno è sfuggito il fatto che i politici del comune si fossero tenuti ben alla larga da quella riunione lasciando, "con generosità", che il presidente eletto della parte avversa, unico politico presente, ne rivendicasse tutto il "merito".

Nasce il sentimento
nasce in mezzo al pianto
e s'innalza altissimo e va
e vola sulle accuse della gente
a tutti i suoi retaggi indifferente

...cantava sempre Battisti. E in ossequio a quel pensiero, poco è contato parlare dei problemi, chiedere soluzioni, addirittura proporne (come fatto da chi suggeriva di attrezzare locali condominiali per una raccolta portone a portone). L'indifferenza per queste istanze ha reso chiaro a tutti che "l'incontro" altro non serviva che a comunicare ai cittadini che la differenziata si "deve fare" come deciso e senza eccezioni, pena multe, su multe, su multe fatte da persone assunte dall'AMA per l'occasione e con quell'unico compito.

Ma con quei soldi, viene da pensare, non si potevano invece assumere altri operatori per pulire le strade sporche?

In conclusione, per capire a cosa era servita quella riunione, è bastato a tutti il sorriso serafico di un signore, silenzioso sino a quel punto, che osservando quel minisindaco venuto a minacciare multe a chiunque avesse infranto le tavole della differenziata "alla romana" che buttava incurante la cicca della sua sigaretta per terra, si lasciava andare ad un'amara considerazione: "e pure questa volta l'abbiamo preso a quel servizio..."


Per una lira
io vendo tutti i sogni miei
per una lira
ci metto sopra pure lei
è un affare sai
basta ricordare
di non amare
di non amare

La cacca dei cani, sindaco...!

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