lunedì 13 dicembre 2010

Aggiungi un posto all'AMA, ma non solo...


Gare d'appalto per forniture vinte da privati e allegramente date in subappalto (quando era vietato dagli stessi bandi delle gare), una differenziata approvata dal comune per 50.000 abitanti che viene estesa dall'oggi al domani a 250.000 romani senza che si sappia chi l'ha deciso e a che titolo, il sistema adottato dei punti mobili copiato dal metodo "carretta carretta". E poi centinaia di migliaia di euro spesi per tecnologici sacchetti di carta per i rifiuti che si sfondano come niente, mezzi presi a noleggio a caro prezzo invece che acquistati e campagne pubblicitarie pagate con soldi pubblici con l'unico obiettivo di glorificarsi da soli.

Oltre a quello che sta uscendo in questi giorni sulle assunzioni facili in Atac, Acea, e soprattutto AMA, c'è anche questo. Un intero capitolo dedicato alla differenziata su cui da tempo come Fortezza Bastiani stiamo cercando di portare l'attenzione dei cittadini romani e che la stampa ha toccato solo marginalmente.

Per ora, infatti, ci si è concentrati solo sul versante parentopoli. Si legge sui giornali che Panzironi, l'amministratore delegato dell'AMA, quello dallo stipendio di 545 mila euro, ha preteso due tappeti persiani per il suo ufficio.

"Servivano a coprire un parquet che si era scollato, sono costati meno di 10 mila euro"

Oltre a questo Panzironi ha piazzato il figlio nella segreteria del sindaco e si è portato nell'AMA il genero e un'altra decina di fedelissimi. E quel che è peggio è che tanti lo hanno imitato...

Assunzioni facili su cui il sindaco Alemanno minimizza parlando di soli 85 casi sospetti, quando è su tutti i giornali il dato che in "migliaia" sono entrati in Atac, Acea, Ama per chiamata diretta o selezionati in concorsi farsa come interinali e con contratti a termine da agenzie direttamente collegate all'Opus Dei e poi dopo qualche mese assunti a tempo indeterminato.

Ma pochi hanno sottolineato il fatto che, per quanto riguarda l'AMA, per giustificare queste migliaia di assunzioni, si è dovuta inventare di sana pianta una differenziata "alla romana" e imporla dall'oggi al domani a migliaia di cittadini inconsapevoli e impreparati a questa novità.

In questi mesi, costretti da un'emergenza immondizia in cui ci siamo ritrovati catapultati all'improvviso, abbiamo cercato di capire il perché di certe irragionevoli scelte da parte del comune e dell'AMA. Se ci fosse una logica, un senso in quelle azioni, o se fossero il frutto soltanto di incapacità, approssimazione, arroganza o, peggio, interesse personale.

E cercando in giro di cose che non vanno intorno a questa differenziata sperimentale, misto duale, o di prossimità (l'hanno definita in vari modi), ne abbiamo trovate tante. A cominciare dal metodo di raccolta dei punti mobili, troppo simile al metodo del "carretta carretta". Infatti il suo ideatore aveva annunciato pubblicamente l'intenzione di denunciare l'AMA. Sono passati mesi e non se n'è saputo più niente. La denuncia è stata poi presentata? Sta andando avanti? Per caso si sono messi d'accordo, e in che modo? E' diritto di noi cittadini sapere se l'AMA ha dovuto pagare danni ad altri e se chi ha sbagliato è stato rimosso dal suo incarico.

Ma sono tante le cose su cui varrebbe la pena di indagare. Per esempio sul perché un appalto per sacchetti e pattumiere vinto dalla Ecotecnology di Frosinone, che secondo alcuni, è riconducibile alla Fratelli Mazzocchia, viene poi suddiviso fra la Aspic di Milano e la Sartori Ambiente di Arco in provincia di Trento, quando era espressamente indicato nel bando dell'AMA che la fornitura non poteva essere subappaltata. Qualcuno sta indagando su questo?

C'è poi la chicca della differenziata che prende la strada del nord Italia. Nel 2009 l'AMA ha pagato 130 euro alla tonnellata alla SESA di Padova per liberarsi della differenziata in eccesso, perché l'impianto di Maccarese non può ricevere più di 55 tonnellate al giorno di rifiuto umido. E nonostante comune e municipalizzata fossero bene al corrente di questo limite, nel 2010 hanno deciso lo stesso di ampliare la base di raccolta coinvolgendo 250.000 mila cittadini e prevedendo una spesa straordinaria che potrà arrivare fino a quattro milioni e mezzo di euro nei prossimi due anni per liberarsi della differenzata in eccesso.

Avrebbero prima dovuto costruire nuovi impianti per il compostaggio e poi ampliare la differenziata. Ma poi come avrebbero fatto a giustificare le centinaia, le migliaia di assunzioni di cui avevano disperatamente bisogno per i loro figli, parenti, sostenitori politici, amici, amici degli amici, conoscenti e conoscenti dei conoscenti...?

Queste (ed altre) sono tutte notizie reperibili in rete, spesso prese dallo stesso sito dell'AMA, e che abbiamo riportato il più fedelmente possibile. Non ci stiamo inventando niente. E come l'abbiamo fatto noi può farlo chiunque, giornalista o magistrato che sia. 

Nel frattempo che a qualcuno venga in mente di indagare un po' anche nella direzione che da luglio stiamo indicando noi restiamo con le conseguenze di tutto ciò: l'immondizia per strada...


6 commenti:

  1. Io credo che i problemi nel ciclo dei rifiuti a Roma e Lazio abbiano indotto l'AMA a predisporre un piano di emergenza basato sulla differenziata, a costo di pagare camion che vanno al nord a smaltire l'umido.
    Il piano differenziata l'hanno fatto per stare al passo con l'Europa e per proteggersi politicamente in caso di future crisi dei rifiuti stile Napoli.
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    E qui viene il peggio: i nuovi posti necessari all'aumento del servizio sono serviti a mascherare una serie infinita di assunzioni clientelari che hanno impoverito il valore stesso dei concorsi dell'AMA.
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    La raccolta indifferenziata con i furgoni AMA è un'operazione sperimentale con vari difetti che vanno migliorati, soprattutto gli orari di passaggio e le zone di sosta dei mezzi dell'AMA.
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    Purtroppo, da quanto ne so i maggiori disagi li ha proprio il quartiere Tuscolano e spero che il tuo muncipio stia lavorando a risolvere questi problemi.

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  2. Beh, coscienza critica, grazie, i complimenti fanno sempre piacere...

    Les, condivido quasi del tutto quello che scrivi, ma non l'incipit perché l'emergenza rifiuti di Malagrotta la stanno creando loro ed è funzionale a poter prendere delle decisioni con la scusa dell'urgenza infischiandone delle normali procedure.

    Sto lavorando a un nuovo post (per il quale mi servono ancora un po' di ricerche) proprio per dimostrare, conti alla mano, che la raccolta differenziata che ci hanno imposto riduce in maniera infinitesimale i rifiuti che finiscono a Malagrotta ed è quindi al massimo un costosissimo palliativo.

    In quanto a quello che fa il X municipio non ce n'è traccia. Il presidente Medici, la sua giunta, i consiglieri tutti (maggioranza e opposizione) dopo avere fino a settembre esplicitamente appoggiato questo tipo di raccolta differenziata adesso, con l'immondizia per le strade, hanno adottato la tattica degli struzzi e non si fanno più né vedere né sentire.

    Sperano che ci si dimentichi di loro, illusi...

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  3. Complimenti per l'ottimo articolo.
    In quanto al X° municipio, Se la montagna non andrà da Maometto, Maometto andrà alla montagna.

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  4. Della serie "abbiamo toccato il fondo, ma possiamo fare di meglio (o di peggio...)":

    http://www.ilmessaggero.it/articolo_app.php?id=35039&sez=HOME_ROMA&npl=&desc_sez=

    Senza ritegno.

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  5. Sai, Laura, se Panzironi, come si legge nell'articolo, forzasse la legge per dare un futuro di stabilità nell'AMA a centinaia di giovani precari potrei anche fargli un monumento.

    Il punto è però che sono sempre più insistenti le voci di assunzioni pilotate in modo da favorire varie clientele. Quei 350 interinali che stanno assumendo in pianta stabile sono lì togliendo il posto ad altrettante persone il cui unico difetto è nel non avere le "giuste amicizie".

    E quindi, concordando con te su quel "peggio" e ricordando una basilare legge di Murphy: "una volta toccato il fondo...inizia a scavare".

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