mercoledì 6 ottobre 2010

Gli incivili sono loro...!


Voci alte, risate eccessive, vogliono dare l'aria di avere tutto sotto controllo. Accanto al cassonetto col coperchio alzato e ai sacchetti sparsi tutto attorno c'è il pelatone che con voce sostenuta, anche se il suo compare è a pochi centimetri da lui, dichiara che ora faranno, sposteranno, toglieranno... La faranno vedere loro agli incivili abitanti del Tuscolano! Chissà perché, ma quando vedo uno con la testa pelata che usa quel tono autoritario me ne viene sempre in mente un altro che stava su un balcone e che ha fatto una brutta fine...

Ma il pelatone è in buona compagnia (si vede che dalle parti dell'AMA i capelloni non sono graditi). Hanno fatto il pattuglione, i "belli capelli", e si muovono nel quartiere romano in gruppo in cerca di chissà cosa, forse della vecchietta da multare perché non ha fatto la differenziata, o di quello che l'ha fatta ma non all'ora che hanno deciso "loro".

La pettorina arancione di "agente accertatore AMA" spunta appena da sotto la camicia di uno di loro. E' l'unico ad averla, perché gli altri si vede che si sentono troppo ganzi per mettersi quella roba da sfigati, o forse perché se ne vergognano anche loro...



C'è nervosismo al Tuscolano, e tutto per l'improvvisa rimozione e senza alcun avviso dei cassonetti verdi per i rifiuti indifferenziati. La gente si sente presa in giro e reagisce con gli strumenti che ha a disposizione, quelli della disobbedienza civile. La rabbia è ancora contenuta, ma se continuerà questo stato di cose è facile che sfoci in gesti eclatanti...

Ma c'è nervosismo anche tra gli addetti e responsabili AMA, che sono costretti da giorni a un super lavoro per tamponare il disastro che sta causando quella sciagurata decisione. Stamattina, fra quelli accanto ai camioncini, stanchi di sorbirsi la bile dei cittadini, era facile sentire commenti del tipo "indosso la divisa dell'AMA ma sono di un'altra società" e su quanto "non capiscono un cazzo!" riferito ai loro dirigenti.

Nervosi erano anche quelli che ieri pomeriggio giravano per il quartiere con un paio di camioncini per rimuovere le cataste di sacchetti mentre attaccati ai telefonini i loro supervisori, dirigenti, capoccia, capò si lamentavano in mezzo alla strada, sempre parlando ad alta voce, che erano ore che aspettavano i mezzi e che questi erano insufficienti.

I vaffanculo degli automobilisti bloccati dietro ai camioncini nelle strade interne, dove si passa uno alla volta, ormai si sprecano. Ma ormai, a quasi una settimana dall'inizio di questa storia, con i sacchetti maleodoranti che ormai debordano dai marciapiedi e invadono la carreggiata, anche i nostri vaffanculo non scherzano più...

E qui, della serie al peggio non c'è mai fine, altre chicche prese nel pomeriggio di ieri...


Sullo striscione in via Chiovenda c'è scritto "LAMARO dove l'aria è popolare". Ma quella è la parte oltre la Palmiro Togliatti, da quest'altra parte del semaforo invece l'aria è questa.


Sempre in via Chiovenda, un altro bel mucchione. L'aria sarà anche popolare a Lamaro, ma di sicuro non lo rimarrà a lungo se passerà la prepotenza dell'AMA.


Pieno pomeriggio in via Nobiliore, traffico bloccato, il camion svuota il cassonetto blu della plastica... nell'indifferenziata (tanto quella c'è ormai dentro).


Via Statilio Ottato, quasi all'altezza della Tuscolana. Qui i sacchetti sono ormai sparsi per strada.


E per forza, fra cassonetto e marciapiede non c'è più posto...!


Passeggiare al Tuscolano, turandosi il naso...


Via Salvioli, una new entry. Ancora il mucchio è piccolo, ma non dubitiamo che crescerà presto.


Lo straccio che penzola dal cassonetto in via Belloni già visto e rivisto. Sta lì da giorni. Dovremmo mettere un counter tipo quello di Repubblica per il ministero dello sviluppo economico. Chissà se batterà il record...

2 commenti:

  1. I sacchetti forniti sono insufficienti e non c'è modo di averne altri. Gli orari imposti per la consegna sono allucinanti, ed i punti mobili sono pochissimi. UN DISASTRO TOTALE. L'arroganza e l'incapacità dell'AMA stanno causando un danno incalcolabile.

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